Lunedì, 22 Ottobre 2018

VOGHERA - «DIMENTICATI DA TUTTI, PERSINO DAI DELINQUENTI!»

Un quartiere di Voghera dimenticato dalle istituzioni, che versa in condizioni di pesante degrado. Il quadro che Gianni Ferro, residente e portavoce, dipinge di San Vittore è tutt’altro che edificante. è per questo che due anni fa alla viglia di Ferragosto lui e altri 13 cittadini volenterosi decisero di rimboccarsi le maniche per dare vita al progetto che prese il nome di “Volontà San Vittore”, un comitato oggi molto attivo nel rione, ma con un “format“che altri starebbero già valutando di adottare in altre zone della città. Non solo pulizia delle aree più sensibili o interventi di manutenzione qua e là ma una vera e propria integrazione del welfare: servizio di consegna della spesa e dei medicinali a domicilio, trasporto gratuito a chi ha bisogno di visite in ospedale e assistenza per le più svariate esigenze quotidiane. Forte di questa esperienza il comitato non esclude un impegno concreto in vista delle prossime elezioni anche se, come spiega Ferro che ne è il portavoce, «non faremo una lista civica».

Come è nata l’idea di creare Volontà San Vittore?

«Un paio d’anni fa abbiamo deciso di mettere in piedi questo comitato per dare una risposta pratica alle problematiche del rione e non soltanto per inoltrare delle richieste al Comune, che oltretutto non solo non sembrava intenzionato a risolverle, ma cercava anche di nasconderle, come se non esistessero».

Come è iniziata la vostra avventura?

«Siamo partiti dal piccolo campo da calcetto di via Turati che versava in condizioni pietose, le reti rotte, scritte sui muri, uno strato di terra e sporcizia sulla pavimentazione che nemmeno ricordavamo esistesse e come fosse fatta da tanto era coperta. Poi ci siamo spostati sui giardinetti vicini, dove anche lì mancava manutenzione, così abbiamo riverniciato i muri, messo in ordine e ci siamo organizzati per controllare che nessuno li vandalizzasse».

Prima di muovervi in questo senso però avrete chiesto al Comune di intervenire, oppure no?

«Da tanto chiediamo al Comune più attenzione. Ci sono state le elezioni due anni e mezzo fa e, come sempre, i politici sono venuti a chiederci il voto in cambio della promessa di fare loro quei lavori che poi alla fine abbiamo fatto noi. Una volta vinte le elezioni però le promesse non sono state mantenute e anzi, i lavori da fare non sono neppure stati presi in considerazione nonostante di fatto si trattasse di un impegno economico davvero irrisorio che posso testimoniare dato che i lavori li abbiamo fatti noi».

Non si è più visto nessuno dell’Amministrazione da queste parti?

«Il primo a farsi vedere è stato Ghezzi del Pd che ha portato in consiglio comunale una interpellanza basata su nostre istanze. Durante la seduta il nostro gruppo era presente e quando il segretario di Forza Italia e l’assessore alla sicurezza hanno detto che i problemi non esistevano ci siamo piuttosto alterati. Poco dopo allora sono venuti qui il consigliere Taverna e l’attuale vicesindaco Salerno. Con loro abbiamo fatto un giro e abbiamo indicato alcune problematiche, come quella di un cancello arrugginito e pericolante. Il giorno dopo sono usciti degli articoli di giornale dove si diceva che il problema sarebbe stato risolto. Quel cancello, però, è rimasto dov’era, all’ingresso delle case popolari. Per il resto hanno rimpiazzato la rete dietro le porte da calcio e cambiato la lampadina di un lampione, senza però tagliare i rami che lo coprivano, per cui è inutile».

Spesso nelle vostre azioni siete aiutati dai ragazzi di Casa Pound. C’è un’appartenenza politica nel comitato?

«I ragazzi di Casa Pound ci danno una mano come comuni cittadini. Noi apprezziamo l’aiuto da chiunque venga e ringraziamo tutti quelli che fanno qualcosa per noi senza esservi legati politicamente, ognuno nel comitato ha le sue idee».

Quali sono oggi i problemi principali del quartiere?

«Ci sono topi ovunque, tanto che alcune persone ci chiedono di buttargli la spazzatura perché hanno paura a scendere. In generale poi c’è un’illuminazione scarsissima e mancano attraversamenti pedonali sicuri, come in prossimità del campo da calcetto di fronte al mio bar, dove i bambini rischiano di essere investiti. Va poi risolta la questione del campo da calcio più grande, quello di fronte ai vigili del Fuoco, che è un po’ il biglietto da visita di chi entra nel quartiere, che è in stato di abbandono».

Il campo è di proprietà del Comune. Avete chiesto un intervento?

«Lo scorso 25 aprile abbiamo inoltrato una lettera al Comune attraverso Casa Pound per chiedere che venga dato in gestione a qualcuno, con la condizione che, almeno per un periodo di tempo nell’arco della giornata, rimanga a disposizione gratuita dei ragazzi del quartiere visto che lo hanno realizzato anni addietro i nostri nonni. Ad oggi non abbiamo ricevuto una risposta».

Tempo fa la mancanza a San Vittore di una Farmacia è stato un tema caldo nel dibattito politico vogherese. è una problematica davvero sentita?

«Secondo me no. Lo dico perché noi consegniamo anche medicinali a domicilio e posso dire che la richiesta per questo servizio è bassissima. Ci sono molte più persone che richiedono la spesa a casa ad esempio. A voler vedere mancherebbe anche l’ufficio postale, ma la realtà è che anche volendo non ci sarebbero neppure i locali per realizzare queste strutture. Quella della farmacia mi è parsa più una storia legata a giochi politici per accaparrarsi dell’elettorato».

A proposito del servizio di consegna a domicilio che effettuate. Come è nata l’idea e come vi finanziate?

«Dalla necessità di darsi una mano tra di noi. Il Villaggio è come un piccolo paesino e tutti conoscono i problemi di tutti. Così dopo esserci formati abbiamo organizzato una festa che ci serve per raccogliere fondi da destinare a questo servizio e che ripetiamo ogni anno».

Riguardo la sicurezza? Ci sono problemi?

«Non abbiamo particolari problemi di questo genere. Diciamo che siamo dimenticati da tutti, anche dai delinquenti!».

Il comitato scenderà in campo politicamente?

«Vogliamo sicuramente entrare in consiglio comunale per poter dire la nostra».

Lista civica?

«Non credo, più probabile che ne appoggeremo una già esistente».

di Christian Draghi                   

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