Venerdì, 16 Novembre 2018

STRADELLA – BRONI – PIETRA DE GIORGI - GIOVANI OLTREPADANI CRESCONO: DALLA VENDEMMIA ALL’E-COMMERCE, ALLA RICERCA DEL POSTO FISSO

In un periodo storico segnato dalla triste consapevolezza giovanile della mancanza di lavoro, o quantomeno della mancanza di uno che porti soddisfazione, abbiamo intervistato alcuni giovani dell’Oltrepò orientale, area nota per il boom delle logistiche.

Sono giovani di Broni, Stradella e colline, che attraverso le loro opinioni, anche se a volte discordanti, mostrano un generale malessere nel giudicare le effettive possibilità offerte dalla nostra zona, anche se la loro intraprendenza e positività dà grandi speranze per il futuro di questo territorio.

1) Quali erano le vostre aspettative lavorative ai tempi della scuola?

2) Finita la scuola avete avuto esperienze di lavoro stagionale?

3) è stata un’esperienza soddisfacente o vi siete sentiti in qualche modo “sfruttati”?

4) Credete sia possibile riuscire a realizzarsi nel lavoro in un contesto come quello dell’Oltrepò?

5) è stato difficile trovare lavoro?

6) Nella ricerca di lavoro vi siete sentiti soli o siete stati supportati da istituzioni o enti presenti nel territorio?

7) Consiglio che dareste ad un giovane oltrepadano che ha da poco concluso il suo percorso scolastico?

8) Vivere in Oltrepò limita le effettive aspettative di realizzazione personale?

9) Quali sono i lavori più facili da trovare nel nostro contesto? 

Federico Donazza 23 anni, di Broni, ha frequentato l’Istituto Tecnico Faravelli. Attualmente lavoro presso la piscina comunale di Broni come insegnante di nuoto e presso l’azienda Lab Analysis.

1) «Sinceramente non ho mai avuto grandi sogni ai tempi della scuola, ho sempre vissuto alla giornata sapendo che stiamo attraversando, da parecchio tempo, un periodo non facile per il lavoro. Avevo iniziato scienze motorie, ma visto che il lavoro scarseggiava in quel campo, ho deciso di lasciare gli studi e cercare un altro tipo di impiego».

2) «Ho lavorato per un anno e mezzo presso la piscina di Broni come bagnino e successivamente mi hanno preso come istruttore di nuoto».

3) «Sì, assolutamente positiva anche perché mi piace lavorare in un contesto pieno di bambini e sportivo».

4)  «Per quanto riguarda quella che è la mia occupazione, se le istituzioni non investono un minimo nel nuoto e quindi anche più in generale, nello sport, non avverrà quel salto di qualità che auspichiamo e quindi ci sarà poca possibilità di crescita anche per il nostro lavoro di istruttori».

5) «Il mio primo lavoro è stato quello di bagnino e l’ho trovato grazie alle conoscenze che ho all’interno della struttura. Ho fatto i dovuti corsi di formazione, alla fine del quale ho preso il brevetto; in piscina c’era carenza di personale e la mia passione per il nuoto mi ha ulteriormente spinto a voler entrare in questo mondo.

Il mio secondo lavoro è presso la LabAnalysis, un’azienda chimica di Casanova Lonati e l’ho trovato grazie ad un mio amico che mi ha invitato a inviare il curriculum vitae all’azienda. Ho dovuto cercare questo nuovo lavoro perché purtroppo le ore che mi venivano richieste in piscina scarseggiavano sempre di più, ma non ho comunque lasciato l’ambiente perchè tutt’ora alleno una squadra».

6) «Sinceramente non ho mai sentito l’esigenza di essere aiutato dal mio comune, però vedo che comunque organizzano degli incontri con i ragazzi per aiutarli nella ricerca, con corsi di formazione... quindi mi sembra che qualcosa venga fatto».

7) «Noi abbiamo la fortuna di abitare in una zona d’Italia benestante dove si trova in genere molto lavoro (soprattutto nel milanese ovviamente). Se un giovane ha voglia di fare e non si abbatte facilmente può trovare lavoro da un momento all’altro. Ai miei coetanei e agli altri ragazzi consiglio di non mollare mai e di rimboccarsi le maniche, perché il futuro è nelle nostre mani».

8) «Nel suo piccolo l’Oltrepò offre importanti aspettative di realizzazione personale (basti pensare a quante aziende vitivinicole ci sono sulle nostre colline), ma come detto prima, la vicinanza con le grandi città aiuta i nostri coetanei che magari ricercano altre aspettative di lavoro… che qui non sono attuabili».

9) «Viene naturale vista la zona pensare al settore agricolo,  anche se l’agricoltura fra i giovani sembra quasi significare una specie di “retrocessione” ad una classe sociale inferiore. Il lavoro sicuramente qui in Oltrepò c’è, sta a noi cercarlo e soprattutto adattarci». 

Ezio Roveda 25 anni, di Pietra de Giorgi, ha studiato presso il liceo scientifico  Giovanni Verga di Pavia, attualmente lavora come operaio presso Tecno Food di Santa Maria della Versa.

1) «Il mio pensiero iniziale era rivolto all’Università ed ad una facoltà sportiva, come scienze motorie, ma già dal quarto anno delle scuole superiori ho deciso di lasciare quell’idea e finita la scuola sono andato a lavorare nell’azienda agricola dei miei zii. Il mio sogno attuale è quello di riuscire a trovare un lavoro che mi permetta di arrivare a fine giornata senza troppi pensieri, sapendo di avere un lavoro sicuro e normalmente sotto contratto».

2) «Finita la scuola sono andato a lavorare da Amazon, con contratto settimanale; sono stato poi aiuto chef di un bar-ristorante di Pavia; inoltre non ho mai saltato una vendemmia da quando sono piccolo, in varie aziende di Pietra de Giorgi; infine ho lavorato per un’azienda agricola molto grande in Oltrepò».

3) «Qualsiasi esperienza lavorativa, nonostante le difficoltà e le possibili incomprensioni con i vari datori,  a mia opinione, è sempre positiva. Spesso ho trovato di fronte a me persone non disposte a mediare nei discorsi e non disponibili a creare un equilibrio sul lavoro. Non è facile sentirsi soddisfatti in lavori in cui non si può avere contratti stabili e duraturi, ho lavorato anche in partita IVA in un ambiente in cui non è sempre stato chiaro quello che doveva essere il mio ruolo, spesso facevo lavori extra da ciò che mi competeva e molto di più di quello che dovevo.

Inoltre le tasse erano il risvolto peggiore del mio lavoro, non è facile lavorare in proprio al giorno d’oggi».

4) «Frequentando l’Università, secondo me, un giovane non ha possibilità qui in Oltrepò. Potrebbe lavorare in qualche ufficio prendendo stipendi da miseria… ma poco dopo non reggerebbe e dovrebbe trasferirsi a Milano o nell’hinterland.

Tralasciando invece gli studi, è possibile trovare dei buoni lavori tramite magari qualche amico, qualche conoscenza in qualche azienda. Realizzarsi completamente può essere difficile qui da noi, ci sono lavori come cameriere, barista, operaio... ma non è molto facile trovarne di migliori».

5) «A parte Amazon, per il quale mi sono recato all’agenzia per il lavoro di Stradella, gli altri lavori li ho trovati tramite conoscenze e passaparola, come penso avvenga ovunque e per qualsiasi lavoro».

6) «Non credo che in generale in Oltrepò ci siano molti servizi dedicati ai giovani nella ricerca del lavoro. I piccoli Comuni, soprattutto quelli sulle colline, spesso fanno fatica a gestire ben altri servizi, anche più importanti… ed è difficile che di conseguenza si occupino di altro. Non mi sono mai sentito solo comunque nella ricerca di lavoro, grazie alle persone che mi stanno vicino».

7) «Io credo che un giovane già alle superiori debba pensarci bene prima di iscriversi all’Università: per farlo dovrebbe avere un’idea molto precisa di ciò che vorrebbe e potrebbe fare finiti gli studi. Ci sono molte alternative all’Università, come un bel viaggio studi all’estero, per imparare le lingue; la ricerca di lavori diversi che non necessitano di ulteriori studi ma che permettono di immettersi subito nel mondo del lavoro senza perdere tempo».

8) «L’Oltrepò non è limitante, c’è meno lavoro, forse poco in alcune aree, ma c’è. In città come Milano credo che ci sia la stessa, se non peggiore, disoccupazione.

Sicuramente è difficile la realizzazione personale, fare esattamente quello per cui si ha studiato,  ma in Oltrepò credo ci sia più possibilità di trovare un lavoro, qualunque esso sia e non restare disoccupati».

9) «Da noi ci sono molto industrie che ricercano operai di tutti i gradi, aziende vitivinicole e la possibilità di svolgere piccoli lavori stagionali come la vendemmia o la stagione estiva nel bar». 

Gloria Aduani 24 anni, abita a Stradella diplomata al liceo D’Annunzio di Voghera, impiegata in uno studio contabile di Stradella.

1) «Il mio sogno ai tempi della scuola era quello di fare l’avvocato, poi avendo cambiato indirizzo scolastico ho cambiato idea sul mio percorso personale e ora il mio obiettivo è quello di riuscire a realizzarmi a livello lavorativo in un contesto anche differente».

2) «Terminata la scuola mi sono subito iscritta all’Università e in parallelo ho iniziato a lavorare in un bar di Stradella come barista/cameriera, portando avanti questo lavoro per un anno».

3) «Le mie esperienze passate sono state quasi tutte positive poiché, nonostante i piccoli problemi che generalmente si possono riscontrare in ogni ambito di lavoro, ritengo che imparare a relazionarsi e comunicare con molte persone possa essere utile per il futuro».

4) «Secondo il mio parere, anche in un contesto come il nostro credo che sia possibile realizzarsi in qualche modo, tutto dipende comunque dalla volontà e dagli interessi di una persona».

5) «Al momento lavoro presso uno studio contabile e in generale credo che da qualsiasi lavoro che ho svolto ho imparato tanto e continuo ad imparare ancora!».

6) «Personalmente ho trovato da sola i lavori che ho svolto fino ad ora, ma credo che le agenzie del lavoro sul nostro territorio lavorino molto bene».

7) «Sicuramente consiglierei, cosa fondamentale, di imparare un’arte o un mestiere, soprattutto se non si è completamente sicuri di quello che sarà il proprio percorso di studi post-diploma. Ci sono numerose agenzie che si occupano di collocamento e orientamento per i ragazzi e credo che sia importante anche consultare il loro parere e sfruttare i loro consigli».

8) «Se si parla di un Oltrepò che limita le eventuali possibilità di realizzazione personale, no, io non credo che sia vero».

9) «Personalmente credo che l’Oltrepò offra sicuramente maggiori possibilità nel contesto rurale e dell’agricoltura, ma che non sia poi così inferiore a paragone di una grande città!». 

Marika Di Giacomo 24 anni, abita a Stradella e ha frequentato il liceo linguistico internazionale a Piacenza, lavora presso Trenitalia.    

1) «Il mio sogno nel cassetto da piccola era un po’ confuso a dire il vero, con gli anni ho iniziato ad interessarmi alla politica e alle relazioni internazionali, infatti mi sono iscritta al primo anno di università proprio in questo corso di studi presso la facoltà di Scienze Politiche. Avevo interesse a proseguire e avevo anche valutato l’idea di intraprendere un master post-laurea, ma i costi di quel percorso di studio erano davvero elevati e soltanto con un grande aiuto avrei potuto poi riuscire a trovare un posto di lavoro: per questo motivo ho deciso di interrompere quel percorso».

2) «Ho fatto numerosi lavori dopo il diploma; ho fatto l’animatrice presso un centro estivo, ho lavorato in autogrill a Stradella e subito dopo ho fatto la vendemmia qui dalle nostre parti. Diciamo che non mi è mai piaciuto stare ferma e non lavorare, mi sono sempre cercata dei lavoretti che mi permettessero di togliermi i miei sfizi, anche se spesso non si trattava di lavori molto remunerativi».              

3) «Dopo le prime esperienze lavorative stagionali a cui ho accennato prima ho trovato dei lavori nell’ambito dell’e-commerce in aziende come Amazon e Zalando, che sono fra le più grandi qui da noi. Da Zalando, gestito da una cooperativa sociale, la mia esperienza non è stata per niente positiva, in quanto credo che sia un ambiente di lavoro generalmente negativo a causa dell’obbligo di eseguire ore di lavoro straordinario, del caldo del magazzino in estate senza aria condizionata, dello stress procurato da un tenore lavorativo così elevato; fortunatamente ai tempi vivevo con mia madre e non avevo grandi problemi economici che mi obbligassero ad accettare quelle condizioni, quindi mi sono rifiutata e sono stata chiaramente lasciata a casa per questo motivo. È stata leggermente migliore l’esperienza in Amazon, ma comunque sono lavori molto meccanici che non facevano per me e non ho resistito oltre gli otto mesi che ho fatto. Ogni esperienza lavorativa comunque ha il suo perché e ci insegna ad aprire gli occhi su quello che è realmente il mondo del lavoro oggi, quali sono le difficoltà… sicuramente ai tempi della scuola non pensavo che sarebbe stato così».

4) «Riuscire a realizzarsi qui non è facile, soprattutto per chi parte da zero. Chi ha aziende o attività di famiglia è più facilitato, non parte con le spalle scoperte ma ha alle spalle qualcuno che lo può aiutare. Dovrà comunque farsi il mazzo, ma è sicuramente più “fortunato” di chi deve trovare la propria strada da solo».

5) «Io dal mio Comune non ho riscontrato un grande aiuto, sono sicuramente utili invece le agenzie del lavoro, anche se personalmente non ho trovato molto allettanti le proposte che mi sono state fatte ai tempi, visto che si trattava più che altro di tirocini e stage in luoghi piuttosto lontani da dove abito».

6) «Io credo che vivere in un posto come il nostro sia un fattore scoraggiante fin da subito per un giovane che finisce le scuole superiori e deve fare delle scelte riguardo al suo futuro. Bisogna avere le idee chiare perché non è sempre possibile riuscire a fare il lavoro per cui si ha studiato, bisogna spesso accontentarsi e adattarsi a quello che si trova. Un discorso a parte andrebbe fatto per il genere di contratti che vengono offerti solitamente. Vengono proposti più che altro contratti di stage e apprendistato poco remunerativi  e breve termine che non garantiscono quasi niente per il futuro. Io sono stata fortunata ad aver provato e passato il concorso di Trenitalia due anni fa e ora mi trovo bene nel mio lavoro».

7) «Non è facile dare un consiglio su questo argomento...sicuramente credo che un ragazzo giovane debba, da principio, capire cosa vuole realmente fare nella vita, cercando di rimanere coi piedi per terra e, quindi, concentrarsi sui propri obiettivi».

8) «Io credo che vivere in un posto come il nostro sia un fattore scoraggiante fin da subito per un giovane che finisce le scuole superiori e deve fare delle scelte riguardo al suo futuro. Bisogna avere le idee chiare perché non è sempre possibile riuscire a fare il lavoro per cui si ha studiato, bisogna spesso accontentarsi e adattarsi a quello che si trova. Un discorso a parte andrebbe fatto per il genere di contratti che vengono offerti solitamente. Vengono proposti più che altro contratti di stage e apprendistato poco remunerativi  e breve termine che non garantiscono quasi niente per il futuro. Io sono stata fortunata ad aver provato e passato il concorso di Trenitalia due anni fa e ora mi trovo bene nel mio lavoro». 

9) «Sicuramente l’ambito dell’agricoltura offre qualche possibilità in più nella nostra zona, rispetto ad altri settori».

Irene Vercesi 26 anni, abita a Stradella e ha frequentato il liceo linguistico a Pavia, Humane Resourcer presso una multinazionale di Pavia.

1) «Il mio sogno ai tempi della scuola era proprio un sogno, volevo frequentare una scuola di recitazione finiti gli studi ma poco dopo, tornando un po’ più coi piedi per terra ho deciso di iscrivermi ad economia presso l’Università di Pavia e mi sono laureata alla triennale anni fa».

2) «Non ho mai lavorato durante l’Università in quanto non sarei riuscita a frequentare le lezioni in quel caso, ma subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare in un negozio di abbigliamento a Pavia, aspettando di trovare un posto di lavoro che più si addicesse a quelle che erano le mie aspettative».

3) «La mia prima esperienza lavorativa è stata positiva in quanto ho potuto approcciarmi per la prima volta in un ambiente lavorativo molto frenetico e sempre a contatto con le persone ed è una cosa che consiglierei di fare a chiunque voglia iniziare a lavorare, per imparare a rapportarsi con la clientela e con i colleghi. Non è stata molto positiva per quanto riguarda il contratto, visto che si trattava di un contratto a chiamata e non sapevo mai esattamente quale sarebbe stato il mio orario lavorativo settimanale, ma poteva variare o comprendere straordinari (che non mi venivano pagati come veri straordinari). Penso che al giorno d’oggi si sappia che i giovani sono sempre più bisognosi e sempre alla ricerca di lavoro, quindi il datore di lavoro tende ad approfittarsi della grande domanda di lavoro che c’è proponendo contratti sempre più brevi e con meno garanzie, sapendo che al rifiuto di uno ci sarà sicuramente la risposta positiva di un altro».

4) «Io non credo che sia impossibile realizzarsi in Oltrepò, ma che sia molto più difficile che in cittadine come Pavia. Qui c’è poca offerta di lavoro, soprattutto per chi ha studiato. Dopo la laurea mi sono stati offerti solo contratti di stage presso commercialisti della zona senza possibilità di essere assunta poi regolarmente. Personalmente io non sono riuscita a realizzarmi qui da noi, perché non ho alle spalle dei genitori commercialisti e non conosco nessuno che possa aiutarmi ad entrare in banca o in qualche ufficio e le conoscenze e le amicizie, in ambienti come il nostro, purtroppo,  sono fondamentali. La meritocrazia non esiste».

5) «Il lavoro che svolgo ora, addetta alla ricerca personale per un’azienda chimica di Pavia, l’ho trovato da sola inviando il curriculum personalmente tramite il sito internet dell’azienda».

6) «Non mi sono mai sentita molto aiutata dal mio comune, ma credo che funzionino bene le agenzie del lavoro della zona…anche se fanno quello che possono vista la penuria e la scarsa qualità dell’offerta di lavoro.

7) «Io credo di aver scelto una delle poche facoltà che al giorno d’oggi ancora aprono qualche porta del mondo del lavoro a noi giovani. Purtroppo credo che non sia molto possibile seguire i propri sogni, soprattutto se molto grandi, a parte rare eccezioni! Bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare per trovare il giusto compromesso a seconda delle proprie aspirazioni e delle proprie capacità. Sicuramente consiglio di studiare all’Università a chi interessa davvero, ma di sondare bene il “terreno lavorativo” su cui poi dovrà cimentarsi per non sbagliare il proprio percorso formativo».

8) «Sì, credo che limiti fortemente, soprattutto in alcuni settori».

9) «Sicuramente ci sono molte logistiche che offrono numerosi posti di lavoro, mentre credo che per il settore agricolo, a meno che l’azienda non sia tua, non penso che offra così tanti posti di lavoro».

di Elisabetta Gallarati

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