Sabato, 11 Luglio 2020
 

CASTELNUOVO SCRIVIA: IMPRENDITORI AGRICOLI CHIEDONO 1 MILIONE E MEZZO DI EURO DI DANNI AI BRACCIANTI

Un milione e mezzo di euro come risarcimento danni, è quanto hanno chiesto gli imprenditori agricoli Lazzaro di Castelnuovo Scrivia a ventisei tra braccianti e sindacalisti. La richiesta fatta da Bruno e Mauro Lazzaro, padre e figlio, è di questi giorni, ma i fatti da cui prende origine risalgono a sei anni fa. Estate 2012, pieno periodo di raccolta degli ortaggi nei campi, commesse da rispettare, clienti importanti da soddisfare. I braccianti, «con la regia e l’organizzazione» da parte di sindacalisti, come si legge nella citazione dei Lazzaro, diedero il via a una prolungata protesta. In questi 6 anni si sono susseguite diverse denunce e processi qualcuno già definito, qualcuno in corso.  

Ma torniamo a quei mesi, come si legge nella citazione dei Lazzaro, di «disordini, proteste, blocchi», di azioni di «boicottaggio e sabotaggio» così sintetizzate: «blocco stradale, con inibizione al traffico dei mezzi deputati al carico delle merci per i supermercati Bennet; invasione dei campi con sistematica distruzione dei raccolti; formazione di catene umane nei campi per impedire la prestazione d’opera di altri lavoratori» ingaggiati dagli imprenditori di Castelnuovo presso una cooperativa per sostituire i precedenti braccianti in agitazione.  Il motivo della protesta è emerso al processo penale in cui sindacalisti e braccianti sono imputati di violazione di domicilio e di violenza privata: erano entrati nel cortile dell’azienda agricola per chiedere conto del fatto che i lavoratori erano stati «licenziati» d’emblée con un avviso scritto su un cartello appeso a un palo: «Da oggi i marocchini non lavorano più qui». Un lavoro, riferirono i braccianti, «pagato tra 300 e 400 euro al mese, nei campi dalle 6 alle 22, con un’ora di pausa pranzo».  

A maggio scorso, poi, Bruno e Mauro Lazzaro sono stati condannati con patteggiamento a un anno e sette mesi ciascuno per maltrattamenti dei braccianti e favoreggiamento della permanenza di stranieri in Italia anche senza permesso di soggiorno.  I braccianti, poi, promossero cause di lavoro: perse in primo grado ad Alessandria, vinte in appello a Torino. Ora c’è la nuova la citazione davanti al giudice civile da parte dei Lazzaro, appunto nei confronti di ventisei tra sindacalisti e braccianti, sempre in riferimento a quei mesi del 2012: chiedono un risarcimento superiore a un milione e mezzo di euro per i mancati introiti da loro attribuiti alla protesta e chiedono anche, ma non quantificano, il riconoscimento del danno morale e di immagine.  

 

 

 

 

 
 
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