Venerdì, 22 Novembre 2019

CASTEGGIO - «ATTIVITÀ CHE APRONO E CHIUDONO, CITTÀ DA TURNOVER»

La crisi in questi anni è dilagante e capita di vedere attività commerciali che chiudono i battenti per sempre. Quando succede ai negozi storici la malinconia rischia di prendere il sopravvento. Quali sono a Casteggio le attività che resistono e quali invece non riescono a stare al passo con i tempi?

Abbiamo intervistato l’assessore al commercio Lorenzo Vigo, il presidente dell’Ascom casteggiana Paolo Covre e le titolari di nuove attività da poco aperte in città.

Vigo è vero che quattro negozi storici hanno chiuso recentemente?

«Sì, è vero. Negozi storici che hanno chiuso perché i proprietari hanno raggiunto una certa età, i figli non hanno continuato l’attività e nessuno li ha rilevati».

Quindi una decisione non dettata dalla crisi economica.

«No, assolutamente. Credo anzi che fossero negozi con il loro buon giro di clientela, proprio perché storici».

Hanno aperto nuove attività a Casteggio?

«Sì. Il fatto è che Casteggio vede spesso turnover sui negozi, perché, commercialmente parlando, è una piazza molto appetibile. Finchè si parla di negozi storici che cedono il passo ad altre attività direi che è anche fisiologico. Quando invece c’è grande turnover di negozi che si pensa possano far presa sul pubblico e invece chiudono prima del tempo, ecco questo non è un gran segnale positivo».

Cosa ci dice della situazione economica questo grande turnover?

«Ci dice due cose. Primo che Casteggio è sempre una grande piazza interessante per il commercio e questa è una cosa positiva e significa che la gente vuole aprire attività qui. Seconda cosa è che le difficoltà restano. A me piacerebbe non avere nessuna apertura, ma anche nessuna chiusura: questo vorrebbe dire che i negozi aprono e stanno aperti, funzionano, il commercio gira. Le difficoltà nel commercio ci sono anche da noi, questo penso sia una situazione generale in Italia».

Le dinamiche commerciali stanno cambiando?

«Inevitabilmente sì. La trasformazione va di pari passo con i tempi. Se prima c’era il grande spettro della grande distribuzione, che sembrava ammazzasse le piccole attività, adesso c’è il mondo del commercio online. Addirittura non serve neanche più litigare per i piani regolatori, per aprire i supermercati o cose di questo tipo perché si compra online, direttamente dalla fabbrica di produzione. Non sembra, ma se si guardano i dati oggi l’e-commerce sta prendendo delle dimensioni che rischiano di annullare il commercio locale quasi totalmente. Per questo ritengo che sia sempre più importante fare delle scelte commerciali che guardino su mercati particolari e di settore. Mettersi a fare la lotta con colossi come Amazon per prodotti che si possono acquistare in rete diventa difficile come sostenibilità sul lungo periodo. Se parliamo di prodotti alimentari di qualità, di artigianato, allora si può trovare un mercato anche di lusso o comunque economicamente remunerativo, parlo di prodotti che non si comprano online. è un cambio di passo che si dovrà fare e che avverrà fisiologicamente anche con le nuove generazioni di commercianti».

A Casteggio quali sono, a suo giudizio, le attività che funzionano maggiormente?

«Sicuramente ci sono ancora dei baluardi per quanto riguarda l’abbigliamento: in questo settore ci sono attività che hanno ancora decisamente una buona clientela. Inoltre c’è il settore alimentare che ha un buon seguito e le agenzie di viaggio e altri servizi come i bar. Questi ovviamente hanno una dimensione differente dal negozio di vicinato classico e anche questi possono avere alti e bassi, ma di sicuro l’uscire in compagnia a bere qualcosa non lo si fa online! Quindi il mercato in questo caso è diverso e anche loro possono fare da traino per portare persone a Casteggio».

Paolo Covre, presidente dell’Associazione Commercianti casteggiana, ci fornisce alcuni dati sul commercio locale.

«Nel 2017 a Casteggio ci sono state trenta aperture, venti chiusure e nove sub ingressi. Questo vuol dire che se conteggiamo tra queste venti chiusure le nove subentrate direi che sono state undici effettivamente su trenta.

Questi sono i dati statistici. Sul discorso del commercio posso dire che Casteggio è un comune di piccole dimensioni (a confronto, per esempio, di Stradella e Broni) e funziona. Funziona in proporzione alla situazione di crisi che c’è in questo periodo storico e  che ha colpito tutta la fascia dell’Oltrepò e la Provincia di Pavia. La volontà di aprire e investire c’è da parte di molti, questo è un auspicio a pensare che tutto il commercio possa riprendere piede. Il mercato, poi, rimane sempre un veicolo importante per tutto il commercio a sede fissa: le due giornate settimanali di mercato sono, quindi, decisamente importanti anche per tutti i negozi della città».

Come vede il futuro?

«La prospettiva è rosea rispetto agli anni 2014 e 2015 che sono stati effettivamente di crisi profonda. C’è un auspicio alla positività, viste le nuove aperture e viste le iniziative che si stanno programmando con comune e Proloco per portare gente a Casteggio».

La panetteria Vai di Piazza Cavour, la macelleria equina di Sandro Bozzi, la profumeria Lucy di via Emilia sono alcuni dei negozi storici di Casteggio che hanno cessato l’attività. Come già detto dal Presidente Covre, per qualcuno che chiude c’è qualcuno che, per fortuna, apre.

Tocca quindi a persone giovani, ambiziose e volenterose cercare di rendere il commercio casteggiano ancora appetibile. In particolare, ci sono due ragazze, Katiuscia e Francesca che da un anno esatto lavorano con entusiasmo in città grazie alla decisione di aprire due negozi che si sono rivelati essere di grande successo.

Katiuscia Zaccaria è la titolare di Newballoon Store, un negozio di gadget e palloncini colorati per ogni occasione che ha aperto da circa un anno.

Come è nata l’idea di aprire questo negozio? E perché proprio a Casteggio?

«Ho voluto provarci, bisogna rischiare. Trovare lavoro in questi ultimi tempi non è per niente facile e quindi ho fatto la pazzia di aprire. Da quando sono mamma mi è nata un po’ questa idea tutta colorata! Qui in zona non c’era niente di tutto ciò e quindi ho tentato».

Come vanno gli affari?

«Per ora stanno andando bene. Faccio palloncini e decorazioni varie. Mi sto anche ingrandendo perché ho aggiunto articoli da regalo e qualche gadget originale e particolare. Casteggio mi piace molto come città e si sta bene».

Francesca Pesci, fotografa e titolare dell’omonimo negozio, ha aperto la sua attività esattamente un anno fa.

Lei ha soli 24 anni. Cosa l’ha spinta ad aprire un’attività?

«è una passione che ho fin da piccola, tramandata da mio nonno. Ho frequentato la scuola di grafico pubblicitario con l’idea di proseguire la carriera da fotografa. Finite le superiori ho iniziato l’Accademia Biennale di Fotografia a Milano: questa scuola mi ha aperto il ventaglio di tutti i generi fotografici e mi ha insegnato di tutto, davvero. Poi sono arrivate le collaborazioni con fotografi locali e la fiera sposi di Pavia. Alla fine ho poi preso la decisione di aprire uno spazio tutto mio, dove poter far vedere i miei lavori e lavorare, nel mio studio ho infatti anche la sala pose dove posso ritrarre bambini, famiglie, ragazze che vogliono un book fotografico…tutti insomma».

Una particolarità del servizio che offre?

«Ho anche la sala trucco. Farò infatti dei servizi di maternità e offrirò il trucco».

Lei non vive a Casteggio, cosa l’ha portata qui?

«Io sono di Borgo Priolo. La scelta era tra Casteggio e Pavia, ma poi ho scelto di aprire qui perché ha più disponibilità di parcheggio e poi è vicino all’autostrada e quindi facilmente raggiungibile. Avendo clienti che arrivano anche da Milano, da Alessandria, da Torino mi è sembrata la scelta migliore. Casteggio prende poi anche tanta gente dalle colline».

Come valuta questa sua esperienza dopo un anno?

«Bene! Vorrei continuare la mia carriera come fotografa matrimonialista e di ritratti, che sono le due categorie che più mi interessa portare avanti».

di Elisa Ajelli

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