Martedì, 23 Gennaio 2018

LA LINGERIE DI LUSSO "LA PERLA" PASSA AI CINESI

Moda made in Italy sempre più sotto le insegne estera. Con grande sorpresa visto che fino a poco tempo fa aveva sempre escluso il passo indietro bollandolo come un errore, Silvio Scaglia sta per cedere il celebre marchio di lingerie La Perla ai cinesi. Il fondatore di Fastweb, che nel 2013 aveva rilevato per soli 69 milioni la società di lingerie avviata verso il fallimento (investendone 350 nel corso degli anni), avrebbe deciso di gettare la spugna vendendola a Fosun, colosso cinese quotato alla Borsa di Hong Kong e diversificato famoso in Europa per aver rilevato qualche anno fa i villaggi del Club Med. Mentre in Italia ha rilevato la vecchia sede di Unicredit, a Milano in piazza Cordusio. Spostato di un paio d'anni il raggiungimento del break-even rispetto all'iniziale tabella di marcia e l'ennesimo esercizio chiuso in perdita rilevante (il gruppo del lusso è in rosso dal 2014 e secondo fonti finanziarie quest’anno dovrebbe segnare un risultato negativo tra gli 80 e i 100 milioni), il finanziere si sarebbe deciso a far fruttare l'enorme interesse che la lingerie made in Italy riscuote nel Far East. Troppo difficile invertire la china del business di un brand in un settore estremamente concorrenziale che già nel 2011, sotto la proprietà del fondo americano di private equity Jh Partners aveva ingaggiato una collaborazione con lo stilista Jean Paul Gautier. Ora Scaglia, affidando la guida creativa del gruppo a Julia Haar, aveva puntato sulla strategia del ready to wear e degli accessori, accanto alla consolidata lingerie. Ma i risultati non stanno arrivando. Almeno in tempi brevi. Da qui, la decisione di vendere. Operazione entrata nella fase di due diligence che durerà trenta giorni dopo di che la parola finale spetterà al comitato investimenti di Fosun. 

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