Domenica, 22 Ottobre 2017

TASSA RIFIUTI, COME PAGARE SOLO IL 20%

Cassonetti strabordanti, camion 'introvabili' e raccolta a singhiozzo. Se i rifiuti restano in strada troppo spesso, è possibile ottenere uno sconto sulla tariffa che può arrivare anche all'80%. E' di mercoledì scorso fa la sentenza 22531/2017 della Suprema Corte, ricorda il Movimento Difesa del Cittadino, che ha condannato il Comune di Napoli a riconoscere a un contribuente la riduzione della Tassa rifiuti (allora nel 2008 era la Tarsu, ndr.) del 40% a causa dell'assenza del servizio di raccolta. "Con la Tari (comma 656 della legge 147/2013), lo sconto aumenta ulteriormente - spiega  il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Francesco Luongo - e impone di far pagare al massimo il 20%nel caso di mancato svolgimento del servizio, di interruzione per motivi sindacali o per impedimenti organizzativi". Gli ermellini hanno stabilito che la tassa o tariffa rifiuti si paga per avere un servizio e, se non c'è, è giusto pagare meno. Per avere lo sconto, però, bisogna dimostrare che la raccolta dei rifiuti non va. "Vanno benissimo fotografie di cassonetti costantemente pieni - sottolinea Luongo -, ma anche i reclami, fatti alla società che gestisce il servizio oppure al Comune che pubblica anche avvisi sulla sospensione". L'importante è che il disservizio sia dimostrabile. In pratica non va bene limitarsi a chiamare per denunciare, ma "è meglio usare una mail certificata, una Pec, oppure un fax per avere la prova di avere fatto la segnalazione". "Il legislatore immaginava che certe situazioni di mancata raccolta fossero limite e, invece", sottolinea il Presidente Luongo, "avvengono sempre di più in città importanti come Roma, Napoli e Palermo, ma anche piccoli paesi di provincia". Lo sconto può esserci non solo in caso di emergenza rifiuti e neanche se si tratta di un episodio isolato. "E' chiaro che deve essere un'inefficienza del servizio - conclude Luongo - non occasionale. Nel momento in cui viene reiterata il contribuente ha diritto di chiedere la riduzione, rivolgendosi con tutta la documentazione a una associazione dei consumatori".

 

giift

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