Giovedì, 19 Ottobre 2017

VOGHERA: NEANCHE PIÙ L'APPARENZA - MENTRE PROLIFERANO LE VILLETTE DI PERIFERIA, IL CENTRO STORICO È NELLA PIÙ TOTALE INCURIA

La foto di questo articolo sono state scattate in via Plana a Voghera il 12 Luglio e ad oggi, inizio Settembre, nulla è cambiato. Non è vero scusate: attorno al buco nel pavimento ci sono i birilli segnaletici. Sono colorati, carini e soprattutto utili. Non sia mai che qualcuno inciampi e si faccia del male: sarebbe un gran "casino" per il Comune. Meglio segnalare. Non importa poi se a Maggio sono crollati dallo stesso palazzo grandi blocchi di intonaco: non passava nessuno in quel momento ed è andata bene.

è stata pulita la strada e l'apparenza è quella di prima. L'apparenza del degrado ovviamente. Un po' come scopare il pavimento e mettere la polvere e le briciole sotto il tappeto.

I nostri occhi sono così abituati agli sfregi che ormai la maggior parte di noi, tutti sempre di fretta, non ci fa neanche più caso. Basta fare una camminata con calma in centro, alzare gli occhi e guardare in alto per vedere quanto sia desolante la situazione.

Non si ha nessun rispetto della Storia e, di conseguenza, neanche del Popolo. Sarebbe troppo semplice ridurre tutto ciò alla sola "colpa comunale". I palazzi hanno dei proprietari. La manutenzione costa. I soldi scarseggiano. Le tassazioni sui redditi sono alte. I canoni di locazione  aumentano, di conseguenza. La soprintendenza "rompe" sui vicoli e non fa altro: grande osservatrice e regina della burocrazia, spesso non distingue le cose importanti dalle scemenze.

Come può un proprietario di un grande immobile accollarsi un costo di ristrutturazione se riesce a malapena a coprire la tassazione? Può anche essere che al fattore economico si sostituisca il vero e proprio menefreghismo. Posso sistemare, ma me ne frego. Intanto non abito a Voghera. Insomma, un cane che si morde la coda, un vicolo cieco. Se tutto succede in una cittadina come Voghera balza ancora più all'occhio: il centro storico è piccolo.

Il Palazzo in questione è uno dei tanti: sotto al portico però ci sono un bar e un negozio, quindi il via vai di gente non è cosa da poco. Il palazzo rientra nelle costruzioni del Ventennio e ha caratteristiche di finiture che vanno dal marmo, a soffitti geometricamente decorati, a lanterne in ottone, colonne e sculture di richiamo imperiale.

Gli interni godono di ricchezza e monumentalità con un fascino retrò ormai raro. Una bellezza nella nostra città che necessiterebbe di un restauro soprattutto a fronte di una necessità di messa in sicurezza. L'articolo costituzionale n. 42 recita: "la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti", l'obbligo giuridico di attivarsi immediatamente per rimuovere la situazione di pericolo per la pubblica incolumità è già legge. Ci sono poi step successivi, spesso troppo interpretabili e confusi.

Una cosa è certa: se la legge funzionasse e fosse messa in atto con fermezza e tempistiche brevi più ordine regnerebbe sovrano. Nel frattempo la città assiste alla crescente fame di spazi a canoni accessibili per attività produttive, per l’aggregazione, per l'associazionismo e per tutte le funzioni necessarie per un rilancio cittadino, ma soprattutto per sottrarre al degrado e al consumo inutile di suolo tanti metri quadrati urbani, limitando una speculazione immobiliare non piu’ tollerabile. Ci si lamenta del centro storico deserto, del degrado e della sporcizia, dei bivacchi di senza tetto, ma allo stesso tempo nulla di attraente e visivamente piacevole ci porta a frequentarlo: se poi si pensa che proprio per ricevere fondi dallo Stato al loro mantenimento, molti palazzi sono adibiti a case rifugio per immigrati… beh, cosa può spingere un proprietario alla ristrutturazione e un cittadino a comprare casa vicino ad edifici che ad oggi ricordano più dei ghetti?

Niente. Le villette in periferia diventano il sogno tranquillo delle famiglie: sono costruite in serie, sono più economiche, hanno il giardinetto per i compagni pelosetti, sono comunque vicine a servizi di ogni tipo. L'occupazione a macchia del suolo pubblico prosegue nonostante esistano bellissimi spazi già esistenti e riutilizzabili.  Il concetto del "bello" viene mortificato quotidianamente per semplice disattenzione, per perverso calcolo od egoismi personali.

Il degrado, la fatiscenza e l'abbandono stanno appropriandosi indebitamente della bellezza a causa della negligenza degli uomini. A rimetterci sono la nostra storia e la natura. Come sempre.

I sindaci possono fare ordinanze attraverso le quali si cerca di costringere i proprietari ad intervenire per la messa in sicurezza: fallite queste il Comune si accolla la messa in sicurezza a cui seguono ammende spesso mai pagate. Allora ci si domanda a fronte anche delle recenti discussioni sul degrado vogherese: quale è la soluzione? Io dalle Istituzioni non ne vedo.

giift

  1. Primo piano
  2. Popolari