Giovedì, 23 Novembre 2017

"BRONI HA CIRCA 700 CASE IN VENDITA E SE NE VENDONO IN UN ANNO CIRCA 70"

I leggeri segnali di ripresa del mercato immobiliare registrati nel 2015 sono stati confermati nel 2016 e la striscia positiva continua nell'anno corrente: questo a livello nazionale, secondo statistiche realizzate nel rapporto sul mercato immobiliare della Fiaip, la principale associazione di categoria del settore immobiliare. Ma nei piccoli centri è davvero così? Broni, per esempio, sembra in ripresa rispetto agli anni passati e il 2017 si sta rivelando positivo.

Edoardo Opizzi, titolare dell'agenzia immobiliare Tecnocasa, è soddisfatto per questo primo semestre dell’anno: "Il mercato va, negli ultimi due/tre anni è stato buono dal nostro punto di vista, per quanto riguarda il paese di Broni. Stiamo lavorando bene, stiamo incrementando i nostri numeri, il numero di compravendite aumenta ogni anno per noi, quindi direi che siamo soddisfatti. Non ci lamentiamo.

Siamo una buona squadra, attualmente siamo in quattro… siamo alla ricerca di personale, ma stiamo faticando a trovarlo".

E i prezzi?

"Su Broni è aumentato il numero di compravendite, non di prezzi però… quelli sono sempre in discesa. è comunque un dato positivo, visto che l'aumento c'è. La gente sa che si può comprare bene ed è naturalmente invogliata ad acquistare. I mutui sono molto interessanti e buoni al momento e quindi anche da questo punto di vista c'è una evoluzione positiva".

Si sente spesso dire in questo ambito la frase "il mercato è fermo". Cosa ne pensa?

"Certo, niente a che vedere con i numeri eccezionali di dieci anni fa, ma si lavora bene. Sento tanta gente che si lamenta e che dice che il mercato è fermo, ma non è vero! Il punto è non avere prezzi esagerati o assurdi, dipende poi uno come vuole lavorare: noi abbiamo tenuto prezzi competitivi, poco trattabili o quasi per nulla, ma per fare in modo che vengano vendute le case".

Diamo qualche numero...

"Parlando di numeri, Broni ha circa 700 case in vendita e se ne vendono in un anno circa 70 che è il 10%: sono dati del comune e sono interessanti da riportare. Solo noi di Tecnocasa abbiamo questa convenzione con ogni singolo paese e riusciamo quindi a sapere tutte le compravendite effettuate".

Che tipo di mercato è?

"è un mercato tutto da prima casa, chi compra è per mettersi in casa propria accendendo un mutuo…o chi passa da un affitto all'acquisto di una casa di proprietà. Gli investimenti sono poco o niente: non c’è interesse su queste cose. Come affitti, invece, c’è tantissima richiesta ma la qualità è piuttosto scadente: può essere brutto da dire ma magari chi richiede l’affitto non ha grandissime disponibilità e non dà molte garanzie. Noi per scelta non li trattiamo quasi più e preferiamo concentrarci sulla compravendita".

E il mercato delle attività commerciali come sta andando, passando per Broni stupisce nelle vie centrali il numero delle vetrine chiuse e con il cartello vendesi...

"Per quanto riguarda invece la vendita dei negozi, bisogna dire onestamente che non funziona, non ci sono richieste per l'acquisto e pochissime per l'affitto. è difficile che qui aprano nuove attività, anche perché i nuovi grandi negozi e centri commerciali aperti in zona hanno reso la vita complicata ai piccoli negozi di paese".

A memoria qual è stata l'annata eccezionale nel campo immobiliare?

"L'anno più alto nel mercato immobiliare è stato il 2008, con i prezzi più alti in assoluto ma anche con un numero alto di compravendite… in Italia si vendevano circa 850mila case, a Broni erano circa 200… adesso i numeri si sono dimezzati e anche i prezzi: in alcuni casi i prezzi di abitazioni comprate nel 2008 e vendute adesso sono la metà. La media comunque del calo di prezzi è del 30% rispetto ad anni fa.

Si sono poi allungati anche i tempi per comprare: qui a Broni per acquistare un immobile ci vuole circa un anno. Poi ovviamente ci sono le eccezioni e magari una casa appena messa in vendita viene acquistata nel giro di un mese".

Noi di Tecnocasa abbiamo tutti questi dati precisi perché tutti gli anni e ogni semestre dobbiamo inviare le statistiche alla nostra sede".

Contardo Cristiani, della Cristiani Repetti Snc conferma questa tendenza positiva del mercato immobiliare bronese: "L'andamento del mercato per noi quest'anno è migliorato rispetto a quello dei primi sei mesi del 2016. Il miglioramento è lieve perché c'è stata un’inversione di tendenza per quanto riguarda la parte residenziale.

Per quanto riguarda, invece, la parte commerciale è stagnante: non ci sono richieste o meglio, erano limitate e rimangono tali per il momento.

In termini di incremento, calcolando che l’anno scorso eravamo praticamente fermi, possiamo parlare di un 20% in più. è un dato di fatto quindi che c'è una evoluzione positiva... possiamo dire che qualche cliente torna ad affacciarsi all'acquisto di case.

Come affitti, non abbiamo visto flessioni e la richiesta si mantiene abbastanza costante rispetto al passato.

Dal punto di vista, invece, degli investimenti, devo dire che la gente si allontana da questo tipo di cose e possiamo quindi parlare solo di compravendite di prima casa: tra l’altro le condizioni di mutuo adesso sono tornate ad essere molto buone e quindi la gente preferisce comperare".

Massimo Scrivani, è il responsabile della filiale di Broni della San Marco Immobiliare che ribadisce come la situazione negli ultimi 4/5 mesi sia decisamente migliorata.

"C'è l’acquisto in prevalenza di prima casa e sono quasi sempre acquisti di immobili di basso costo: diciamo che i prezzi sono tutti piuttosto calati negli ultimi tempi e normalmente sono molto mutuati.

è un vero peccato che l’investitore non ci sia, perché la congiuntura tra prezzi bassi e mutui molto validi potrebbe dare soddisfazione…

Per gli esercizi commerciali, noi ne abbiamo sempre trattati pochissimi, non sono mai rientrati nel nostro business: c’è un po' di mercato dell’affitto per negozi e capannoni, ma non sono molto qualificato per dare ulteriori informazioni in quanto ci siamo sempre occupati prevalentemente di immobili abitativi. Siamo da sempre radicati nella compravendita di case, ville, appartamenti, cascinali e rustici…il tutto rivolto all’abitazione"

E gli affitti?

"Anche per quanto riguarda gli affitti ce ne occupiamo marginalmente, anche se di più rispetto ai negozi: in questo campo devo ammettere che l’affitto paga un po' il fatto che una persona se appena appena può compra. In più la tipologia della clientela che affitta è scesa molto di qualità e questo fa sì che l’investitore non sia sereno nell’acquistare un mobile da locare.

Non si tratta di cattiva volontà, ma purtroppo la precarietà del lavoro che c’è in giro porta troppo spesso a contratti di affitto non onorati, a sfratti e cose simili: tutte questioni non simpatiche e costose per il proprietario dell’immobile".

A suo giudizio torneranno i momenti d'oro?

"Siamo lontani dai momenti d'oro, ma sinceramente non credo che torneranno. L'impressione, comunque, che ci sia stata una buona inversione di tendenza ce l'ho ben chiara in mente. Parlando in numeri per quanto riguarda le vendite, quest’anno noi abbiamo fatto circa il 50% in più rispetto all’anno scorso, ma va detto che in questo periodo del 2016 avrei detto cose completamente diverse, quindi abbiamo migliorato tanto ma perché siamo partiti da un punto di partenza molto basso. Posso quindi dire, dal mio punto di vista, che una ripresa si vede per quanto riguarda il mercato di Broni. Io poi ho altre filiali in giro e non posso esattamente dire le stesse cose per altri paesi…

Su Broni lavoriamo bene, siamo presenti da tanto sul territorio e siamo un riferimento per tanti clienti, abbiamo lavoro".

Broni vanta delle bellissime colline: i paesaggi, buon vino e buon cibo che dovrebbe essere un'attrattiva per i turisti e quindi terreno fertile  per le seconde case. è così?

"Per colline, invece,  posso dire che vanno meno bene rispetto alla pianura. Il discorso strade malmesse, così come la distanza dai centri, penalizza molto l’acquisto di una casa in quelle zone.

Anni fa si vendeva molto in collina e poco in pianura, adesso è l’esatto opposto: non ci sono più quei requisiti che prima facevano la differenza, la bella vista, la posizione panoramica, un po' di terreno attorno. Adesso invece si ragiona solo sulla comodità rispetto ai mezzi di trasporto e sul fatto che le strade per arrivare in collina sono ancora peggio di quelle che ci sono in pianura.

Per quanto riguarda infine il turismo enogastronomico posso escludere in modo categorico che questo porti a fare acquisti di immobili. è solo un turismo mordi e fuggi. Il territorio non ha altra attrattiva se non quella di essere discreto (strade a parte) e di avere prezzi bassi…"

giift

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