Domenica, 22 Ottobre 2017

DIPENDENTE ABUSA DI INTERNET? LICENZIAMENTO È LEGITTIMO

E' legittimo il licenziamento per giustificato motivo soggettivo del dipendente che abusa della connessione internet del pc assegnatogli in dotazione. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza 14862/2017 depositata ieri e disponibile online. La sentenza conferma il verdetto della Corte d'Appello di Bologna, che si è espressa nel 2015: l'azienda non ha commesso alcuna violazione della normativa relativa alla riservatezza, poiché "si era limitata a verificare l'esistenza di accessi indebiti alla rete ed i relativi tempi di collegamento, senza compiere alcuna analisi dei siti visitati dal dipendente durante la navigazione o della tipologia dei dati scaricati".

Il lavoratore "non aveva dimostrato, e prima ancora allegato, che la navigazione fosse avvenuta per motivi di lavoro: si era, pertanto, ad avviso della Corte di appello, di fronte ad un utilizzo della dotazione aziendale per fini personali non sporadica o eccezionale ma, al contrario, sistematica, e ciò in considerazione del numero delle connessioni (47), della durata dell'accesso (complessivamente 45 ore) e della rilevante entità dei volumi di traffico". La Corte d'appello aveva decretato "la legittimità del provvedimento espulsivo adottato dalla società, anche se - notava la Corte - non poteva configurarsi una giusta causa di recesso, in relazione all'assenza di precedenti, al fatto che la condotta illecita non aveva inciso sull'attività professionale e all'esiguità del danno sofferto dall'azienda, e la fattispecie richiedeva invece la conversione del recesso, così come intimato, in licenziamento per giustificato motivo soggettivo".

 

giift

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