Lunedì, 20 Novembre 2017

Mentre le imprese italiane arrancano quelle avviate in Italia da imprenditori immigrati hanno conosciuto negli anni della crisi una crescita a due cifre. E' quanto emerge da uno studio di Intesa Sanpaolo. "Negli anni recenti (2011-15), infatti, una riduzione complessiva dello 0,9% delle imprese presenti è la sintesi di una contrazione del 2,9% delle imprese italiane e di un aumento del 21,3% delle imprese fondate da migranti".

Un successo quello degli stranieri in Italia che dipende anche e soprattutto - come emerge dallo studio - dalla loro capacità di reagire alla crisi, ad esempio aumentando le vendite. Lo studio sull'imprenditoria immigrata in Italia, analizza nel periodo 2012-2015 le performance economico-finanziarie aziendali e il posizionamento competitivo di un campione di oltre 135 mila imprese del manifatturiero e di alcuni servizi più aperti al mercato (alloggio e ristorazione, servizi alle imprese, ICT, trasporti e logistica). Da tempo, in Italia, - spiega lo studio - l'imprenditoria straniera costituisce una quota significativa dell'offerta imprenditoriale e una componente rilevante della demografia industriale. Negli anni recenti e soprattutto durante la Grande Recessione il fenomeno si è ulteriormente rafforzato: a fine 2015 la quota delle imprese condotte da imprenditori immigrati aveva raggiunto il 9,1% del totale.

L'insieme delle evidenze disponibili mostra, in sintesi, che durante gli anni della Grande Recessione l'imprenditoria straniera ha assunto un ruolo e un peso relativo di importanza crescente, contrastando il ridimensionamento dei tassi di natalità delle imprese autoctone e ampliando e diversificando l'offerta di prodotti e servizi. Gli imprenditori stranieri in Italia provengono soprattutto dall'Est Europa (37,7%) e dall'Asia (32,8%), il 15,6% proviene dall'Africa, il 13,9% dall'America Latina. E 'producono' lavoro anche se a più basso 'reddito': il costo del lavoro per addetto nelle imprese straniere risulta sensibilmente inferiore rispetto a quello delle imprese italiane (rispettivamente circa 21 mila euro annui contro circa 30 mila). Ma il vero segreto del successo dell'impresa straniera è stata la capacità di reagire alla crisi: le imprese straniere segnalano valori superiori alle imprese italiane in riferimento a tutti gli indicatori di crescita tra il 2012 e il 2015: +17,7% contro il +10,1% per quanto riguarda le vendite, +26,6% contro +14,2% in relazione all'occupazione e +37,0% contro +19,5% per quanto riguarda il totale attivo.

 

Il debito pubblico italiano segna un nuovo record. A giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.281,4 miliardi, in aumento di 2,2 miliardi rispetto al mese precedente. Lo rende noto la Banca d'Italia nel fascicolo "Finanza pubblica, fabbisogno e debito". L'incremento ha riflesso il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (8,4 miliardi), in parte compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 6,3 miliardi, a 52,6; erano pari a 92,5 miliardi alla fine di giugno 2016).

A giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 31,6 miliardi (-13,5 miliardi rispetto a giugno 2016). Lo rileva Bankitalia. Nei primi sei mesi del 2017 esse sono state pari a 186 miliardi, -5,8% rispetto al corrispondente periodo del 2016. Il peggioramento è principalmente imputabile allo slittamento delle scadenze per il versamento di alcune imposte.

A giugno il debito registrato dalle Amministrazioni centrali è aumentato di 4 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,9 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. Lo segnala Bankitalia.

 

Alcuni gruppi avrebbero messo gli occhi su Fca e, tra questi, il colosso cinese Great Wall Motor. Lo scrive il sito Automotive News che indica una prima offerta nei giorni scorsi, che sarebbe stata "respinta perché non abbastanza allettante", mentre altre fonti citate indicano "responsabili di altri gruppi automobilistici impegnati in due-diligence per un potenziale acquisto di Fca".
In particolare si parla di un "viaggio in Cina di alcuni dirigenti Fca" per incontrare i colleghi di Great Wall, che, a loro volta, avrebbero ricambiato la cortesia. Le voci di interessi cinesi spingono il titolo Fca a Piazza Affari, dove guadagna il 4,07% a 10,22 euro. "Nessun commento" da Fca alle indiscrezioni.

Ingegneri, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, tecnici informatici, ed economisti. Ma anche interpreti, formatori e traduttori. Sono queste le professioni più richieste tra agosto e ottobre dalle imprese di servizi e industria, come rilevano i dati presentati nell'indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

Le imprese saranno in cerca soprattutto di professionisti qualificati da inserire nelle attività commerciali e nei servizi (27,6%), seguiti dai conduttori di impianti e operai di macchinari (14,8%) e dagli artigiani e operai specializzati (12%). Delle 875mila posizioni aperte nel periodo considerato, agosto pesa per un quarto. Ai giovani sarà destinato il 34,2% dei posti di lavoro. Ma le aziende stimano che sarà più difficile reperire sul mercato le figure professionali ricercate rispetto alla precedente rilevazione.

Tra agosto e ottobre la difficoltà di reperimento è salita al 24,2% delle entrate programmate contro il 20,6% rilevato per il periodo luglio-settembre. A livello settoriale sono soprattutto le industrie metalmeccaniche ed elettroniche a prevedere maggiori complessità per la ricerca del candidato giusto (44% la difficoltà di reperimento).

Seguite dalle imprese di servizi informatici e delle telecomunicazioni (41%) e, a ruota, dall’industrie metallurgiche (40%). In particolare faranno fatica nella ricerca di personale soprattutto le imprese del Nord est (27,9% la difficoltà di reperimento). Tra le regioni spiccano il Friuli Venezia Giulia (31%) e il Veneto (28,4%).

 

In estate l'evasore non va in vacanza. Al contrario, l'arrivo dei vacanzieri nelle località di mare e di montagna fornisce l'occasione per tanti e variegati illeciti fiscali: dalle case pollaio per i giovani che nel Salento vanno alla ricerca della movida agli affitti in nero delle case vacanze fino agli immancabili venditori abusivi. A fotografare la cosiddetta “piccola evasione” è stata la Guardia di Finanza con gli 11.300 controlli effettuati dal 1° luglio scorso nelle località di vacanza. Una media di 240 interventi al giorno che fanno parte del piano straordinario di interventi per la tutela dell'economia concentrati in particolare nelle località turistiche di mare e montagna e nelle città d'arte.

«Un cancro, grande o piccolo che sia, va comunque estirpato, per il bene del sistema economico del Paese», ha sottolineato il comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi nel commentare il piano di controlli sui luoghi di vacanza. In particolare sono stati scoperti 460 venditori abusivi, privi di qualsiasi licenza o permesso e 1.600 esercenti che, pur avendo le autorizzazioni, non hanno comunicato al fisco l'inizio dell'attività o non hanno emesso scontrini. Ad Anzio, alle porte della Capitale, ad esempio, un circolo sportivo del Comune è stato trasformato in una discoteca, con tanto di cene e feste private a bordo piscina. I gestori, secondo quanto verificato dalle Fiamme Gialle, non solo hanno usufruito delle agevolazioni fiscali per gli enti no profit, ma non hanno mai pagato l'affitto, con un danno di 170mila euro per le casse comunali.

La nuova movida del Salento - se per i giovani rappresenta la nuova meta da raggiungere per molti proprietari di case, immobili e manufatti - rappresenta una vera e propria occasione di business. Un affitto su due degli oltre 800 controlli effettuati è in nero. La maggior parte delle abitazioni fuori da ogni regola sono state scoperte proprio a Gallipoli. E dalle verifiche durante i controlli, i finanzieri hanno trovato case prive di requisiti igienici affittate in nero e riempite soprattutto di ragazzi tra i 16 e i 28 anni. In un caso, ai giovani era stato affittato anche un deposito con un piccolo bagno, senza finestre né impianto di areazione. Delle 811 verifiche effettuate dai finanzieri in tutta Italia sono state 450 le violazioni riscontrate. Di queste, 370 erano affitti in nero.

L'estate è anche il periodo in cui il lavoro nero fiorisce soprattutto nei campi agricoli: sono 1.450 i lavoratori in nero o irregolari scoperti dal 1° luglio a oggi. In particolare 268 sono stranieri e 27 minori. Dati che dimostrano come la Gdf nei confronti del sistema paese, aggiunge Toschi, «contribuisce non solo con grandi indagini di polizia finanziaria, ma anche con quotidiane azioni di controllo che hanno visto una netta intensificazione». La priorità va alla lotta alla grande evasione e alla criminalità transnazionale - conclude Toschi - Senza però abbassare la guardia sugli abusivi o sui furbetti del fisco.

Tra gli obiettivi del piano straordinario di controlli anche la tutela del made in Italy. Sono circa 12 i milioni di prodotti falsi sequestrati e 250mila pezzi tolti ogni giorno dal mercato a partire dal 1° luglio scorso. Nel corso delle verifiche, i militari delle Fiamme gialle hanno denunciato 920 persone e scoperto 9 tra fabbriche e depositi clandestini in cui venivano prodotte e stoccate le merci che poi andavano a rifornire i venditori abusivi. La guerra alla contraffazione per le Fiamme Gialle è partita dalle spiagge e dalle principali strade delle località di villeggiatura e dai centri storici delle città d'arte per ricostruire l'intera filiera, dai produttori agli importatori fino ai centri di distribuzione.

Nel mirino anche i furbetti delle pompe di benzina: su mille distributori sottoposti a controlli, uno su cinque è risultato irregolare. Sono state 256 le violazioni contestate, 113 delle quali riferibili ai prezzi, mentre sono 38 i gestori delle pompe di carburante denunciati.

Sotto verifica anche la “la Dea Bendata”. Nei 635 interventi per contrastare il gioco e le scommesse abusive sono risultati irregolari uno su tre punti gioco. Sono state sequestrate 425 macchinette videopoker illegali e 93 punti di scommesse clandestine. Le Fiamme gialle hanno segnalato 270 persone, delle quali 43 denunciate all'Autorità Giudiziaria. La “vincita” grossa la Gdf l'ha comunque fatta a Torino dove ha sequestrato apparecchi da gioco manomessi da un gruppo criminale che, attraverso un software, ne alterava il funzionamento in modo da erogare vincite di importo di gran lunga inferiore rispetto a quello spettante.

 

"Un caffè al giorno al massimo è l'onere di cui le famiglie italiane sono chiamate a farsi carico per l'acquisto dei libri di testo per il prossimo imminente anno scolastico; una cifra, non superiore ai 300 euro, elaborata analizzando tutte le adozioni dei libri di testo delle scuole italiane, ben lontana dagli allarmismi che sono stati lanciati da alcune associazioni di consumatori e che conferma, dati alla mano, quanto da sempre le associazioni di librai italiani, Ali Confcommercio e cartolai italiani, Federcartolai Confcommercio, sostengono": lo dichiara Paolo Ambrosini, il presidente di Ali Confcommercio. "Queste campagne negli anni, - sottolinea Ambrosini - hanno creato un senso di allarme nelle famiglie e trasmesso l'idea che per entrare in libreria occorra svenarsi.

Le conseguenze si leggono vedendo i dati Istat 2017 che ci confermano la disaffezione alla lettura degli italiani (solo il 42% della popolazione attiva legge almeno un libro all'anno contro 68,7% dei tedeschi), per non dire delle centinaia di librerie che hanno chiuso negli ultimi anni e dei 13 milioni di italiani senza una libreria nel proprio comune di residenza".

"Gli insegnanti, con l'approvazione dei consigli di classe, ove siedono i rappresentanti dei genitori e degli alunni, - spiega una nota - scelgono i libri di testo; la scelta approvata dal consiglio di classe viene poi ratificata dal consiglio d'istituto che deve verificare il rispetto dei tetti di spesa stabiliti dal ministero, tetti di spesa che quest'anno sono stati ulteriormente abbassati. Il prezzo dei libri viene stabilito dall'editore ed è valido per tutto l'anno solare; gli editori depositano i propri listini al ministero". "Ci attendiamo - prosegue Ambrosini - che il Governo intervenga con misure a sostegno del consumo dei libri, come ad esempio la detrazione fiscale che da anni Ali Confcommercio indica come strumento utile di intervento e come forma di investimento del Paese nella formazione della popolazione". Sul fronte scuola interviene anche il Presidente di Federcartolai Confcommercio, Medardo Montaguti: "Non ci stiamo ad essere sempre presi come obiettivo dei rincari dei prodotti scuola. La filiera va analizzata nella sua interezza e noi per i prodotti di marca, ovvero zaini e astucci molto pubblicizzati e gettonati dai ragazzi osserviamo i listini prezzi stabiliti dal produttore".

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che costituiscono il cosiddetto 'carrello della spesa', calano a luglio dello 0,6% su base mensile e aumentano meno del tasso di inflazione su base annua, con una crescita dello 0,8%. Lo comunica l'Istat nei dati definitivi.

In particolare incide su questo andamento il calo dei prezzi alimentari dello 0,7% su base mensile e la loro crescita stabile su base annua (+0,9%). Sono in ribasso soprattutto i prezzi della frutta fresca (-6,2%) e dei vegetali freschi (-4%), anche a causa di fattori stagionali. Su base annua questi prodotti mostrano comunque incrementi, rispettivamente dell'1,8% e dell'1,9%

Dal primo settembre, come prevede a riforma P.A, "entrerà in vigore il 'Polo unico per le visite fiscali', con l'attribuzione all'Istituto" di previdenza "della competenza esclusiva ad effettuare visite mediche di controllo" sulle assenze per malattia, anche per i pubblici. Così l'Inps in un documento del dg, Gabriella Di Michele. In attesa delle convenzioni con i medici e "dell'armonizzazione della disciplina dei settori pubblico e privato", "si forniscono le prime indicazioni" per un'attuazione "tempestiva". Soluzioni per una prima applicazione "sperimentale".

Dal monitoraggio degli elenchi provinciali dei medici di lista che collaborano con l'Inps per le visite fiscali "é stato possibile riscontrare alcune criticità riferite a specifiche aree territoriali dove la carenza di medici disponibili appare particolarmente rilevante". Così l'Inps nel documento per l'avvio del Polo unico. "Per converso, vi sono aree caratterizzate da un numero di medici iscritti nelle liste speciali decisamente elevato rispetto ai fabbisogni". L'Inps spiega che "come noto, a questa disomogeneità di distribuzione non si può ovviare con trasferimenti di medici da una lista speciale ad altra". Infatti, riporta, "le liste sono definite a livello provinciale e il medico può essere iscritto solo nella provincia presso la quale è risultato idoneo all'iscrizione con conseguente conferimento dell'incarico". Inoltre, fa presente, un decreto del 2013 "ha trasformato le suddette liste speciali in liste ad esaurimento (nelle quali sono confluiti i medici risultati iscritti al 31 dicembre 2007), 'cristallizzando' sostanzialmente la posizione del medico all'interno della relativa lista di appartenenza". Tuttavia, si legge sempre nel messaggio dell'Inps, "a beneficio delle sole strutture territoriali che già non riescono a soddisfare le richieste datoriali, nonché di quelle le cui potenzialità siano appena sufficienti ai fabbisogni attuali, che le modalità per il conferimento di incarichi temporanei o la reintegrazione delle liste sono contenute nelle circolari" del 2001, "tuttora vigenti". Quindi, "ove se ne ravvisi la necessità, si potrà anche procedere con l'assegnazione di incarichi temporanei che" possono essere occasionali per singole visite o continuativi per la durata massima di quattro mesi. L'inps precisa che "le sedi potranno, altresì, all'occorrenza, utilizzare i medici dipendenti e/o convenzionati dell'Istituto per l'effettuazione delle visite medico fiscali domiciliari e/o ambulatoriali".

Polo unico visite fiscali anche per Bankitalia e Consob - L'Inps ha individuato "le categorie di amministrazioni e dipendenti pubblici rientranti nell'ambito di applicazione della normativa sul Polo unico" per le visite fiscali, ovvero gli accertamenti sulle assenze per malattia. "Salvo diverso orientamento ministeriale" sono incluse "tutte le amministrazioni dello Stato", comprese le scuole di ogni ordine e grado, le Regioni, le Province, i Comuni, le università, le Camere di commercio, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, le agenzie. Si intendono anche, precisa l'Inps, tutte le Regioni e Province a statuto speciale, non esclusa la Regione siciliana". E ancora il polo unico investe chi lavoro nelle Autorità indipendenti, comprese "la Consob e la Banca d'Italia, nonché il personale delle Università non statali legalmente riconosciute". Non rientrano, invece, per "esplicita previsione legislativa", il personale delle Forze armate e dei corpi armati dello Stato e del corpo nazionale dei vigili del fuoco". L'Istituto specifica che "restano inoltre esclusi dalla applicazione della normativa gli enti pubblici economici, gli enti morali, le aziende speciali".

 

A giugno si sono registrate 18 mila presenze con un buon flusso anche da parte dei turisti italiani. A farla da padrone sono soprattutto le low cost e i charter, con cui l'Autorità per il Turismo egiziana ha elaborato un programma di sussidi, come spiega il presidente dell'Egyptian Tourist Authority, Hisham El Demery. E' un fatto che ''oltre il 90 per cento degli italiani che vengono in Egitto lo fanno con voli charter e ora anche con le low cost''. Si continua a lavorare bene con i pacchetti, volo più albergo. A fine ottobre, fanno sapere fonti dell'Autorità per il Turismo egiziano, Air Cairo dovrebbe aprire la prima tratta Milano Malpensa-Sharm el Sheikh. Il vettore di proprietà di Egyptair, National Bank of Egypt e Banque Misr - che opera collegamenti settimanali da Hurgada e Sharm El Sheikh con diverse città europee, quali Stuttgart, Hannover, Dusseldorf, Copenhagen, Oslo, Billund, Belgrade, Tbilisi e Praga - potrebbe così entrare sul mercato italiano. Un mercato, ricorda El Demery, ''per noi molto importante e su cui la nostra azione è a 360 gradi''. Le due campagne di promozione lanciate a settembre 2016 e giugno 2017, rimarca, ''hanno portato i turisti italiani a scegliere di tornare da noi''. "Sono molto fiducioso in merito ai dati di luglio e agosto e su quelli del prossimo inverno'', conclude. Gli ultimi dati relativi al solo mese di giugno parlano per l'Italia di 18 mila presenze a giugno, contro gli oltre 89 mila tedeschi e gli oltre 23 mila statunitensi, su un totale di arrivi complessivi che supera i 532 mila visitatori. Nel frattempo, fa sapere il direttore dell'Ente del Turismo egiziano in Italia, Emad Fathy, ''non abbiamo registrato cancellazioni di prenotazioni'' in seguito all'attacco del 14 luglio a Hurgada, sul mar Rosso. In quell'episodio morirono accoltellate due turiste tedesche e una cittadina ceca.
 

"A pochi giorni dalla notizia di Paolo cui è stato rifiutato un lavoro per il colore della sua pelle, un altro episodio di razzismo vede protagonista un commerciante torinese e Chiara, una ragazza 'colpevole' di essere fidanzata con un nigeriano. Colpa ancora più grave, agli occhi del titolare del negozio di musica alla ricerca di una commessa, quella di aver sbandierato la relazione nei propri profili social". A denunciare la discriminazione è la Filcams Cgil in una nota.

"Durissima, e arrabbiata, la reazione di Chiara, che impulsivamente ha risposto al commerciante dandogli del razzista, oltre che a riprenderlo per essersi permesso di indicare cosa era o meno conveniente fare per trovare lavoro", prosegue la nota.

"Come per Paolo, che si è visto rifiutare l’assunzione (dopo averla concordata al telefono) in modo meschino, anche Chiara è stata “scaricata” dal potenziale datore di lavoro con un messaggio in chat, strumento cui troppo spesso si ricorre per paura forse di affrontare personalmente, guardando l’interlocutore negli occhi, questioni delicate come il rifiuto di un posto tanto atteso. “Non posso affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano” ha scritto il commerciante, troncando poi la conversazione con un tranciante “passo e chiudo”", riporta ancora il sindacato.

"Le reazioni, in rete, non si sono fatte attendere, da parte di chi si è sentito in dovere di prendere posizione di fronte all’ennesimo episodio di razzismo. Troppo spesso, e sempre più frequentemente, i datori di lavoro ricorrono allo strumento della “chat”, segno forse dell’incapacità di relazionarsi direttamente con i propri dipendenti, temendo di non saper gestire emotivamente la reazione dell’interlocutore di fronte alla delusione, al rifiuto, allo sfumare di un piccolo sogno come può essere proprio quello di trovare finalmente un lavoro", dice la Filcams.

"Se quotidianamente assistiamo a prese di posizione razziste da diverse parti politiche – dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil – puntualmente rilanciate e amplificate da media e social, è chiaro che episodi come quelli di Cervia o quest'ultimo di Torino sono destinati a moltiplicarsi. Le discriminazioni proliferano laddove si sacrifica la logica all'istinto, laddove una società spaventata viene costantemente e ad arte popolata di comodi nemici e facili bersagli cui dare il volto e il nome di quella stessa paura. È chiaro che il mondo del lavoro, nel suo attuale stato di fragilità e decomposizione, può diventare brodo di coltura per casi come quelli di Paolo e Chiara”.

“È nostro preciso dovere come sindacato – conclude Sesena – contrapporre a questo rischio di deriva un'idea diversa di comunità basata sul rispetto della diversità, sulla accoglienza e sulla solidarietà”.

 

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