Lunedì, 06 Luglio 2020
 

MENCONICO – VARZI - PITTRICE E SCRITTRICE AUTODIDATTA: ROSA ALBANESE PENSA DI APRIRE UN’ASSOCIAZIONE CULTURALE A VARZI

Nata a Genova da genitori calabresi Rosa Albanese vive a Menconico nella Valle Staffora con il marito da circa vent’anni, ma ama tanto il nord quanto il sud Italia. Laureata in pedagogia, è anche scrittrice e pittrice ed è stata la fondatrice dell’associazione “Oltre un Po” a Varzi, che ha però cessato la propria attività  «per mancanza di appoggi», come afferma. Rosa però non si è arresa, anzi: si definisce «una donna che ha vissuto sei decadi e un vulcano di idee pronto ad esplodere».

Di cosa si occupa innanzitutto?

«Di arte e questo fin da quando ero bambina. L’arte è sempre stata uno dei miei canali preferiti, sono un’autodidatta nel senso che non ho fatto nè liceo artistico nè accademia, ma sono andata a bottega da pittori come Mario Demela e Aurelio Caminati tutti e due di Genova entrambi eccentrici e metafisici».

Ci racconti di loro…

«Il primo ha vissuto in un orfanotrofio e mi disse che la pittura lo aveva salvato dai traumi dell’infanzia, il secondo fece fortuna vincendo l’appalto dell’affresco al teatro Carlo Felice di Genova.

Che esperienze ha avuto in Oltrepò?

«Da quando vivo in Oltrepo, prima Varzi poi Menconico, ho avuto modo grazie alla mia primaria occupazione come funzionario della pubblica amministrazione di vedere realtà industriali molto importanti e di conoscere persone che danno lavoro e svolgono con passione l’organizzazione delle loro aziende. Ho anche avuto il privilegio di essere vicepresidente dell’associazione Varzi Viva dedita all’organizzazione di eventi culturali».

Perché aveva creato l’associazione “Oltre un po’? Quale era l’esigenza?

«Era nata per soddisfare il bisogno di un posto ludico a Varzi e questo si rivolgeva anche alle persone anziane. Negli ultimi tempi era frequentato da quindici bambini e quindici persone anziane. Abbiamo fatto cose bellissime, come corsi di disegno per bambini delle scuole di Varzi e bimbi che talvolta non riuscivano ad esprimersi, ma poi quando hanno cominciato a lasciarsi andare hanno fatto dei disegni semplicemente straordinari mettendo in luce tutta la loro ricchezza interiore. Abbiamo organizzato mostre di quei disegni in occasione di qualche festa a Varzi. Purtroppo nelle scuole il disegno non viene considerato al pari di altre materie mentre invece aiuta a sviluppare una parte del cervello che è l’emisfero destro ed è importantissimo. Una volta ho seguito un ragazzino che doveva dare un esame e aveva grossi problemi era limitato ma disegnando ha tirato fuori il dono che aveva in sé e ha fatto cose semplicemente straordinarie. A volte capita di incontrare per strada quelli che erano bimbi ormai sono grandi e ricordiamo e parliamo di tante cose»

Qual è la categoria di persone che apprezza di più?

«Tutte le persone, non importano l’età e il sesso. Però amo molto le donne, che nel mondo ancora non si sono espresse al pieno delle loro grandi potenzialità. Qui cito Oscar Wilde:«Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto».

Che cosa ha scoperto o non ha scoperto in ciò che la circonda?

«Che lo schema che viene percepito come reale è già obsoleto: per esempio il fatto che noi non abbiamo nessun potere sulla realtà mentre invece ho scoperto l’esatto contrario e questo è anche il parere di alcuni scienziati di fisica quantistica. In realtà noi possiamo creare la nostra vita e nei migliori modi non lasciandoci dominare dai traumi subiti. Siamo dotati di discernimento, cerchiamo di saperlo usare. Siamo macchine biologiche meravigliose corpo mente e spirito

Sono questi gli argomenti che la portano a scrivere libri?

«Sì, ne ho cominciato diversi ho scritto anche sul volontariato e tuttora sto perfezionandolo, anche se orfano di titolo. è un libro su queste nuove conoscenze e filosofie di cui non si parla sui giornali, che preferiscono fatti tristi e parlano poco di eccellenze che ci circondano. Ci sono persone meravigliose che fanno il loro dovere, persone interessanti, integre e di loro non si parla. Vuoi per fare notizia, vuoi per altri motivi, ma quello che ci farebbe sorridere viene accantonato. è come se venissimo manipolati per vedere solo il male».

Rimetterà in piedi l’associazione culturale?

«Ancora qualche mese di pazienza. Prima devo concludere alcuni progetti. La mia idea è costruire una sorta di alleanza di cervelli, che significa fare cose insieme ad altre persone motivate come me dall’interesse per il territorio. Stiamo progettando ciò che possiamo offrire.

Quale iniziativa artistica vedrebbe bene a Varzi?

«Consiglierei al paese un laboratorio di arte, mi appellerei ai vari artisti per dipingere i muri delle case. Non quelle di sasso ma gli intonaci. Come ad esempio a Dozza, vicino Imola, che ogni due anni organizza un festival dedicato alla pittura. Ognuno di noi dovrebbe mettere a disposizione il proprio talento e donarlo agli altri, un valore fondamentale da lasciare in eredità».

di Stefania Marchetti

 
 
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