Giovedì, 02 Aprile 2020

STRADELLA - «STIAMO VALUTANDO L’AVVIO DEL PROGETTO MURO SOLIDALE, PER DONARE INDUMENTI AI MENO FORTUNATI»

Dal 2004 a Stradella opera un’associazione che si occupa di beneficenza e lo fa con successo. Il suo nome è “La Casa del Sole”, ne abbiamo parlato con la presidente Federica Sclavi.

Presidente, quali sono le finalità che si prefigge l’Associazione?

«La Casa del Sole è un’associazione che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, non ha fini di lucro ed ha per oggetto l’attività nel settore della beneficenza. è inoltre regolarmente iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus ai sensi del D.Lgs n. 460/1997 tenuto dall’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Lombardia».

Quando e come è nato questo progetto?

«è nato a Stradella, nel giugno del 2004, per desiderio di alcuni amici di riservare un pò di tempo, energie e denaro a chiunque ne avesse bisogno».

Chi ha partecipato alla nascita di questa associazione e adesso come siete organizzati?

«Come detto, l’associazione nasce grazie ad un gruppo di amici, professionisti operanti in diversi campi, che hanno messo a disposizione le loro professionalità. La Casa del Sole, essendo una Onlus riconosciuta, opera seguendo le indicazioni di un Presidente che rappresenta il Consiglio Direttivo composto da nove membri. Periodicamente si riunisce l’Assemblea di tutti gli Associati per l’approvazione del bilancio, nomina dei consiglieri e molto altro».

Quali sono le vostre finalità e come agite sul territorio?

«L’oggetto dell’attività della associazione, ben delineato nel suo Statuto, riguarda la beneficenza che si può concretizzare attraverso attività assistenziali, educative, ricreative e culturali principalmente a favore di persone o famiglie svantaggiate, particolarmente bisognose per motivi riconducibili a disagio socio - economico, condizioni sanitarie, handicap, fragilità sociale. Vengono attuate anche forme di sostegno economico, quali ad esempio il pagamento di utenze domestiche o fornitura di generi e beni di primaria necessità. Particolare attenzione viene, poi, data alle famiglie con minori, anziani, disabili, anche attraverso l’intervento di volontari o di operatori professionali appositamente individuati. Possono essere svolte anche attività accessorie ed integrative di quelle istituzionali quali ad esempio la promozione di manifestazioni di ogni genere come conferenze, incontri, scambi culturali, istituzioni di borse di studio sempre finalizzate ad aiutare persone o famiglie svantaggiate. La nostra associazione, al fine di raccogliere fondi destinati alle varie attività contemplate dallo Statuto, organizza inoltre numerosi eventi, come cene benefiche, eventi a teatro e altro ancora, durante i quali i partecipanti, divertendosi, contribuiscono con le loro donazioni alla realizzazione dei vari progetti. Ricordo inoltre che anche per il 2020 è prevista la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale. Tutte le indicazioni a tale fine si possono trovare nel sito internet della associazione».

Quali sono le attività che avete attualmente in corso?

«Stiamo attuando aiuti diretti alle famiglie bisognose ed è in corso di programmazione con le scuole primarie della zona il progetto di dopo scuola denominato “Oltre Scuola” che è nato diversi anni fa per offrire un  servizio educativo pomeridiano agli studenti della Scuola Primaria. Si tratta di un servizio di supporto allo studio, gratuito per i partecipanti, svolto da professionisti psicologi incaricati dall’Associazione, oltre che da volontari.  La Casa del Sole si rivolge anche ai Comuni della zona e ai servizi sociali dei medesimi al fine di conoscere quali situazioni siano meritevoli di attenzioni».

E quali invece ricordate maggiormente tra le attività fatte in passato?

«In passato ricordiamo sicuramente il servizio domiciliare a favore di malati terminali, il progetto  Custode Sociale che consisteva nell’invio presso l’abitazione di anziani bisognosi  di figure specializzate che provvedevano alla spesa, alle faccende domestiche o semplicemente alla compagnia degli anziani stessi. Infine, la donazione al comune di Stradella di un pullmino per il trasporto di disabili e anziani bisognosi».

Il vostro “bacino” è il territorio oltrepadano?

«Sì, la zona interessata dalla nostra attività è sempre l’Oltrepò Pavese».

Vi piacerebbe estendere la vostra attività anche al di fuori dell’Oltrepò?

«L’abbiamo già fatto in passato, ma poi ci siamo resi conto che anche nella ricca Lombardia ci sono situazioni di povertà inimmaginabili. E queste situazioni di bisogno non riguardano solo persone provenienti da altri Paesi, ci sono tanti residenti che vivono in povertà ma che per pudore o vergogna non si manifestano. Operare su un territorio conosciuto ci dà la speranza di riuscire ad arrivare anche a loro».

Quali sono i progetti per il 2020?

«Oltre al proseguimento delle attività in essere, stiamo valutando l’istituzione di borse di studio e l’avvio di un progetto che sta prendendo piede nella maggiori città del mondo, il Muro Solidale. Si tratta di attrezzare una parete con ganci e attaccapanni in una via del centro Città. Si possono lasciare cappotti, abiti caldi e altri indumenti che possono essere presi da chi ne ha bisogno. In particolar modo nei periodi invernali e nei mesi più freddi dell’anno, il muro della gentilezza incoraggia molte persone a lasciare indumenti che non utilizzano più per donarle a chi è meno fortunato affinché possa difendersi dal gelo. Soprattutto con l’avvento del Natale sono molte le città che hanno preso parte a questa iniziativa benefica, diventando virale sui social e nel mondo. Il motto è: “Se non hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo”».

 di Elisa Ajelli

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