Giovedì, 02 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - CASTELLO DI ROMAGNESE: SEDE DEL MUSEO DELL’APPENNINO LOMBARDO DELLE 4 PROVINCE

Continua il nostro viaggio attraverso i castelli e le dimore storiche dell’Oltrepò Pavese. Torniamo nelle terre dei Dal Verme, già raccontate precedentemente, e più precisamente a Romagnese, dove abbiamo incontrato Greta Nobili, consigliere comunale con l’incarico di occuparsi agli eventi relativi il Museo Contadino e il Giardino Alpino, che ci parlerà del castello e del museo da esso ospitato.

La storia del Castello di Romagnese è molto frammentaria: impropriamente viene datato del XV secolo, ma con molta probabilità le sue origini sono più antiche. Nel 1548 venne distrutto da una barbara invasione piacentina, ma in breve tempo venne ricostruito dai Dal Verme che lo trasformarono in una rustica dimora di caccia, utilizzata fino alla fine del XIX secolo. Successivamente la proprietà passò alla famiglia Garbarini di Gorreto e poi ancora a Zambarbieri Antonio, il quale poi cedette una parte al comune ed una alla famiglia Pietra. Il castello, costruito in pianta rettangolare in pietra, vanta un torrione che presenta l’originale merlatura guelfa poi coperta, nella metà dal XIX secolo, da un’ampia tettoia. All’interno della struttura esistevano le prigioni, il locale della tortura e, secondo una leggenda popolare, un sotterraneo collegato, tramite una galleria segreta, alla frazione Costa.

Le origini di questo castello non sono molto chiare…

«Non si conosce l’epoca esatta di costruzione, si ipotizza che sia stato edificato dai Dal Verme alla fine del XV secolo, probabilmente soppiantando una “casa-forte” abitata dai frati del Monastero di San Colombano. Ma non si esclude che abbia origini più antiche, edificato su una preesistente roccaforte di epoca romana».

Il castello è sempre stato utilizzato come sede comunale?

«I Dal Verme sono stati proprietari fino alla fine del XIX secolo, mantenendolo sempre operativo. La sede comunale è sempre stata qui ed è stata ristrutturata e riorganizzata negli anni ‘90. Precedentemente gli uffici si trovavano al pian terreno, mentre in quello superiore vi erano degli appartamenti abitati da alcune famiglie del paese. All’interno del castello, oltre al Municipio, hanno sede il museo e la farmacia».

Dovete sopportare costi di gestione elevati per mantenere la struttura attiva? Attualmente chi si occupa della manutenzione?

«Ovviamente i costi di gestione e di manutenzione non sono pochi e sono a carico del comune, essendo quasi totalmente utilizzato per gli uffici amministrativi».

Il castello è sede di associazioni o enti?

«è sede della Pro Loco, dell’Associazione Nazionale Alpini Montepenice Romagnese e, come anticipato precedentemente, del Museo Civico di Arte contadina».

Il museo quando è stato inaugurato?

«Il Museo Civico di Arte contadina è stato inaugurato, con questa denominazione, nel 1997. Si tratta di un museo etnografico costruito e costituito con materiale donato dalle famiglie di Romagnese: si tratta di oggetti di uso quotidiano e attrezzi di lavoro di artigiani del luogo. è stato sistemato e riorganizzato grazie ai fondi di Fondazione Cariplo e del progetto Oltrepò Biodiverso e inaugurato nuovamente nell’aprile 2019, con la nuova denominazione “M.AP.LO. 4 P – Museo dell’Appennino Lombardo delle quattro province. Il progetto è stato sviluppato dal Museo di Scienze Naturali di Voghera, diretto da Simona Guioli».

Com’è strutturato il museo?

«Il museo è interattivo ed è composto da alcune stanze: nella prima è stata ricostruita la “casa del contadino”, all’interno della quale si può sentire dagli altoparlanti la voce del contadino, che spiega cosa possiamo vedere e trovare all’interno della sua abitazione; nella seconda stanza invece troviamo tutti gli attrezzi degli artigiani: dall’arrotino al fabbro, dal barbiere al calzolaio. Tutti oggetti, come detto precedentemente, donati dalle famiglie di Romagnese. Sono costuditi inoltre numerosi attrezzi agricoli, anche di vinificazione: sebbene Romagnese non sia un territorio propriamente dedito a questa attività, in passato venivano utilizzati per produrre vino da autoconsumo per le famiglie del paese».

Organizzate visite guidate? Ha orari di apertura particolari?

1 museo è aperto alle visite guidate preventivamente organizzate e prenotate presso il comune. Si può visitare anche durante la settimana, senza visita guidata, chiedendo alle impiegate del comune. Durante la stagione primaverile ed estiva verranno fissati dei giorni specifici di apertura. Organizziamo anche visite per le scolaresche degli istituti della zona».

Il museo è associato a qualche ente o associazione?

«Al momento fa parte del progetto Oltrepò Biodiverso – Attivare con progetti sviluppati dal Museo di Scienze naturali di Voghera, ma non è associato a nessun’ente o associazione. Nel 2020 c’è però l’idea di creare un sistema museale della comunità montana».

Nella vicina Emilia Romagna da diversi anni è attiva un’associazione che promuove il turismo nei castelli e nelle dimore storiche del Ducato di Parma e Piacenza. Pensa che un tipo di iniziativa simile possa avere un riscontro positivo per il turismo?

Per il Castello di Romagnese, visto in un’ottica di residenza storica, non è possibile effettuare visite guidate, in quanto sede di uffici amministrativi e di altre attività. Certamente potrebbe essere interessante per poter portare visitatori al museo. Tutto quello che può creare sinergie e collaborazione con i paesi vicini è sicuramente benvisto.

di Manuele Riccardi

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