Giovedì, 02 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - MEZZO D’EPOCA OLTREPADANO NEL NUOVO FILM DI FRAMMARTINO

C’è anche una parte di Oltrepò protagonista nel film “Il Buco” (titolo internazionale “The Hole”) del regista calabrese  Michelangelo Frammartino, girato nel Parco Nazionale del Pollino tra l’agosto e l’ottobre del 2019. Il film, prodotto da Doppio Nodo Double Bind, Rai Cinema, Société  Oarisienne de Production e Essential Filmproduktion, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, Mibact, CNC, Artè\ZDF Eurimages. racconta la straordinaria impresa di 12 giovanissimi speleologi che nel 1961 scoprirono nel Sud Italia quella che - all’epoca - era la seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto. Lorenzo Blitto, commerciante d’automobili e socio della Associazione Nazionale Autieri d’Italia, sezione Oltrepò Pavese, è stato impegnato per diverse settimane in questa produzione internazionale, a bordo di un ex mezzo militare appartenente alla sua collezione.

Lorenzo, come le è stato proposto di partecipare alle riprese?

«Essendo il film ambientato nei primi anni’60 la produzione era alla ricerca di un veicolo militare che fosse operativo in tale periodo. Lo scenografo è arrivato al mio contatto tramite diverse ricerche da lui effettuate su gruppi di veicoli militari storici presenti sui social e nei vari siti dedicati. Per la produzione è stata una casualità abbastanza fortuita, in quanto in Italia, al momento, si contano solo 3 Fiat CM52 (autocarro medio 52, ndr) circolanti».

Quale argomento tratta la trama del film?

«Il film racconta di una spedizione speleologica realmente avvenuta nel 1961, nella quale 12 speleologi provenienti da Torino partirono alla ricerca di nuove grotte da scoprire nel sud Italia, essendo quelle del nord Italia già tutte conosciute ed esplorate. In questa spedizione l’esercito Italiano, in cambio della rilevazione topografica delle grotte, aveva fornito gli uomini e il mezzo di supporto necessario per il trasporto delle attrezzature nelle impervie montagne ubicate tra Calabria e Basilicata. In questa occasione venne scoperta nel Parco Nazionale del Pollino la grotta detta “Abisso del Bifurto”, che raggiunge quasi 700 mt. di profondità. Al momento della scoperta era la seconda grotta più fonda d’Europa».

Quanto tempo è stato impiegato nella produzione del film?

«Le riprese del film sono iniziate il 5 agosto 2019 ed hanno avuto termine alla fine di ottobre dello stesso anno. Tra i vari viaggi nel sud Italia ed all’estero, sono rimasto sul set circa un mese e mezzo».

Questa è stata la sua prima esperienza o aveva già partecipato ad altre produzioni? Qual è stato il suo ruolo?

«Questa per me è stata la prima esperienza di questo tipo: il mio compito era quello di condurre il veicolo per le impervie strade di montagna, di preparare il percorso ed istruire l’attore sull’utilizzo del veicolo».

Oltre al mezzo utilizzato per le riprese possiede altri veicoli militari?

«Oltre al Fiat CM52 utilizzato per le riprese, possiedo anche una Fiat AR76 (autoveicolo da ricognizione modello 76, ndr) ed altre auto d’epoca».

Nel caso le venga proposto, pensa di poter ripetere un’esperienza del genere in futuro?

«Certamente la potrei ripetere un’esperienza simile, salvo ovviamente altri impegni lavorativi».

di Manuele Riccardi

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