Domenica, 05 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - IL CIELO DEL BRALLO SUL SITO DELLA NASA GRAZIE ALL’OSSERVATORIO DI COLLERI

Aperto nel 2011 e gestito dalla associazione Adara, l’osservatorio del Parco Astronomico di Colleri, piccola frazione di Brallo di Pregola, rappresenta un fiore all’occhiello dell’astronomia oltrepadana. Per quanto ad usufruirne siano più che altro amatori o appassionati, dalla sua fondazione ad oggi già per tre volte delle immagini riprese al suo interno sono state selezionate dalla Nasa e pubblicate sul proprio sito come “foto del giorno”.

L’ultima delle quali ritrae una cometa, chiamata C/2017 K2, da record: scoperta nel 2013, è la cometa attiva più lontana dal Sole mai osservata. Composta da cinque cupole con osservatori remotizzati, quella di Colleri è una struttura che continua a guardare al futuro: ha appena acquisito un planetario e si prepara a potenziare le sue attività. Il suo fondatore è Vittorino Suma.

Partiamo dall’immagine della cometa che avete ripreso. Vi capita spesso di fare simili scoperte?

«Preciso che noi operiamo a livello amatoriale e di fatto non facendo ricerca non è che “scopriamo” le cose. In questo caso seguiamo alcune comete e supernove che ci limitiamo a fotografare. Poi, per via dell’ottima posizione e del cielo limpido, ci capita ogni tanto di “azzeccare” lo scatto, come nel caso della cometa C/2017 K2».

Questa cometa è visibile solo attraverso le apparecchiature?

«Al momento sì, ma tra un paio d’anni, pare intorno al Natale del 2022, acquisterà maggiore luminosità da poter essere visibile a occhio nudo sotto un cielo non inquinato come quello di montagna».

Avete degli osservatori remotizzati. Come funzionano?

«Sono telescopi che possono essere controllati anche da un computer collocato in un’altra struttura. Ad esempio, da casa tramite internet fotografiamo il cielo pilotando tutte e cinque le postazioni».

A che finalità sono mirate le vostre osservazioni?

«Innanzitutto la fotografia astronomica. Poi, grazie alla struttura in nostra dotazione, possiamo osservare le stelle con dei telescopi mobili. Di fatto organizziamo delle serate di osservazione in cui vengono date spiegazioni della volta celeste e quindi mostrati i pianeti visibili per quella sera in particolare».

Ci sono collaborazioni scolastiche?

«Certo, collaboriamo con il dipartimento di fisica dell’università di Pavia e abbiamo due appuntamenti fissi all’anno cui partecipano gli studenti del quarto anno del liceo scientifico Copernico e del primo anno di fisica dell’università di Pavia. Si tengono anche una serie di conferenze sul tema astronomia a valenza scientifica».

Il parco astronomico è aperto tutti i giorni? Ci sono orari da rispettare?

«Non c’è una frequentazione quotidiana, queste sono solo postazioni fotografiche e come detto lavoriamo da casa pilotando con il computer le cupole».

Come e dove organizzate gli incontri con gli studenti?

«I professori ci chiamano e stabiliamo insieme la data dell’incontro, che avviene in una struttura adatta come per esempio un agriturismo. Tramite il computer mostriamo i risultati del nostro lavoro, dopodiché li accompagniamo al parco astronomico. Al di là di questo facciamo incontri estivi con chiunque voglia partecipare, rivolgendoci a un pubblico più ampio».

Come comunicate le date estive?

«Tramite internet principalmente. Poi Comune e Pro loco stampano i volantini con le date e gli orari e viene fatto il volantinaggio. Finora abbiamo avuto molte soddisfazioni».

Personalmente che cosa prova nel momento in cui osserva il cielo?

«Spesso mi commuovo perché grazie al telescopio abbatto le infinite distanze di anni e anni luce. Con questo strumento incredibile si abbatte la distanza tra noi e l’oggetto e si possono ammirare stelle dove, chissà potrebbe esserci qualche forma di vita o magari nuovi mondi. Per un profano tutto ciò ha dell’incredibile. Dalle città vediamo solo pochissimi puntini luminosi, mentre con un telescopio possiamo osservare il sistema solare ed esplorare la nostra galassia e sconfinare oltre, addirittura a dieci milioni di anni luce. Il telescopio è l’unico strumento, oltre alla fantasia, che può farci venire i brividi annullando distanze inimmaginabili».

Cosa avete in mente per un prossimo futuro?

«Abbiamo appena acquistato un planetario e questo ci permetterà di organizzare serate divulgative in mancanza di un cielo sereno e a chi non può venire di sera poter comunque mostrare i movimenti delle stelle e le loro caratteristiche. Un altro sogno da realizzare, ma un po’ limitato dai nostri vari impegni, sarebbe quello di mettere in piedi un osservatorio solare e di portare avanti uno studio sulla spettrografia solare così da proporlo alle scuole».

è stato difficile economicamente mettere in piedi tutto questo?

«Inizialmente abbiamo messo soldi di tasca nostra, ma poi abbiamo ricevuto sovvenzioni da parte della Regione e il Comune ci ha messo a disposizione l’area di Colleri, senz’altro la più adatta nell’Oltrepò Pavese per questo tipo di osservazioni. è una delle poche rimaste con un cielo pulito ma dotata di corrente elettrica e di internet e dobbiamo ringraziare l’ingegner Fabio Tagliani che è riuscito con un’opera ingegneristica a far arrivare internet. La banda via cavo era debole, mentre adesso siamo collegati tramite il satellite è stato un lavoro certosino ma è risultato un grande successo».

di Stefania Marchetti

 

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