Giovedì, 02 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - LE NOTIZIE FALSE E INFONDATE PUBBLICATE SUI SOCIAL SONO IDONEE AD INTEGRARE LA FATTISPECIE DI PROCURATO ALLARME

Anche in Oltrepò Pavese il web ha reso l'informazione facilmente accessibile, veloce, prontamente aggiornata, ma ha reso possibile anche la diffusione incontrollata di quelle che in gergo vengono chiamate "bufale" ossia notizie prive totalmente o parzialmente di fondamento, ritoccate o infarcite di particolari più o meno verosimili al mero scopo di catturare l'attenzione o suscitare allarmismi.

In effetti, parte di queste notizie false, nonostante vengano poi scoperte e smentite, sono capaci di ingenerare un panico costante nei lettori, convinti della veridicità di quanto letto. Ma vi è di più: la diffusione di bufale può anche integrare un vero e proprio reato, in particolare quello di procurato allarme laddove la news annunci, ad esempio, pericoli inesistenti o calamità infondate.

L'art. 658 del Codice Penale punisce, infatti, con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 10 a 516 euro, chiunque annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio. La norma in esame è diretta a tutelare l'ordine pubblico, preservando nello specifico la sicurezza e la tranquillità dei consociati.

Se speculare sulle notizie è un fatto grave, generare allarme è ancora più grave. L'art. 658 del Codice Penale è un rimedio resosi necessario a causa del fenomeno della "viralità" di cui i socials sono protagonisti costanti, in quanto agevolano loro malgrado la diffusione rapida e incontrollata di notizie false e, addirittura, potenzialmente pericolose per le persone che vi fanno affidamento.

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