Lunedì, 20 Gennaio 2020

VOGHERA - «PIÙ “AGILI” DI ALTRE ASSOCIAZIONI: CREIAMO INIZIATIVE PER RISVEGLIARE LA CITTÀ»

Più “agile” e concreta di una tradizionale associazione di categoria, “Voghera da scoprire” è il nuovo team di commercianti che si sono riuniti con l’intenzione di badare al sodo, proponendo e orchestrando nuove iniziative che possano far tornare ai cittadini la voglia di «scendere in strada, salutarsi e godersi le vetrine come si faceva una volta». Non è un caso che, con le festività alle porte, l’associazione scaldi i motori e si prepari ad investire sul Natale, forte delle numerose adesioni già riscontrate. A guidarla è la presidente Maria Teresa Figini, titolare dello storico negozio di arredamenti per la casa “Vecchi”.

Come è nata l’idea di creare questa associazione?

«Lo spunto è venuto dalle conversazioni tra commercianti, che sentono la stessa esigenza: rivitalizzare la città. Dalle parole, poco per volta, attraverso riunioni sempre più allargate, si è passati ai fatti, ed ecco che è nata l’associazione. Per molti di noi, ma credo sia lo stesso per tanti vogheresi, è inevitabile pensare a come era Voghera qualche anno fa, quando la passeggiata per le vie del centro era una piacevole occasione per incontrare amici e conoscenti, o semplicemente per uscire di casa. Le cose sono cambiate, ma siamo convinti che vivere la città anche passeggiando per le sue strade, sia un’abitudine da recuperare».

Quanti commercianti hanno aderito?

«Fino ad ora gli iscritti sono oltre 70 e sono rappresentati tutti i settori del commercio: dall’abbigliamento, alla cura per la persona, all’oggettistica, alla sanità, alla ristorazione, al negozi di gastronomia, alle librerie, ai negozi di fiori e di fotografia, agenzia di viaggi. Un’adesione, e ne siamo molto contenti, davvero ampia».

In città però esistono già diverse associazioni di commercianti, come Ascom, Acol e Artigiani. Perché crearne una nuova?

«Senza nulla togliere alle altre associazioni, i commercianti hanno sentito la necessità di provare a smuovere le acque con uno strumento più agile. “Voghera da scoprire” ha una finalità impegnativa, ma abbastanza ristretta. Il ruolo di questa associazione non è istituzionale o amministrativo, ma soprattutto propositivo, derivante dall’esperienza che abbiamo ogni giorno nelle nostre attività. Non vogliamo sostituirci alle altre associazioni. Il nostro ruolo è semplicemente diverso: vuol essere un’iniezione di energia per il settore del commercio. E per questo vogliamo coinvolgere i vogheresi, che sono i nostri primi interlocutori. A loro chiediamo consigli e suggerimenti per migliorare il nostro lavoro e rendere viva, tutti insieme, la nostra città».

Cosa c’è a Voghera…“da scoprire”?

«La vita di una città di provincia è fatta da tanti aspetti, attività, eventi, persone. Una parte importante sono le strade della città, i suoi negozi, le vetrine che diventano una casa comune per tutti i cittadini. Bisogna riscoprire proprio questo, il piacere di uscire, di salutarsi, di respirare la città. Ci sono angoli di Voghera che diamo per scontati, ma che hanno una bellezza e una poesia che forse non sappiamo più cogliere. “Voghera da scoprire” invita tutti a riflettere anche su questo».

Il commercio vogherese è davvero in crisi come si dice?

«Basta vedere le molte vetrine chiuse per capire  che i problemi ci sono, ma alcune attività hanno aperto e proprio il fatto che è nata questa associazione evidenzia che c’è la voglia di fare qualcosa in più. L’ambizione dell’associazione è fare in modo che insieme alle nuove frontiere del commercio (centri commerciali, vendite on line) anche il piccolo negozio tradizionale riacquisti la dignità che merita invece di arrendersi silenziosamente a quello che sembra un declino senza prospettive. Anche perché la vitalità del commercio cittadino, le vetrine aperte e illuminate, contribuiscono non poco alla vita della città».

In che rapporto siete con l’amministrazione comunale?

«La nostra associazione non ha alcuna connotazione politica né vuole averla. Ciò detto riteniamo indispensabile la collaborazione con l’amministrazione che governa la città».

Si è parlato spesso di viabilità in rapporto al commercio del centro. Sensi unici, parcheggi a pagamento o liberi, centro pedonale o aperto alle auto. Qual è la vostra posizione in merito?

«La questione è complessa, ognuno può avere opinioni diverse. In certe ore della giornata le macchine sono in coda nella circonvallazione di Voghera, mentre il centro pedonale è vuoto. Il nodo della circolazione e dei divieti è un problema che va affrontato con la massima attenzione per consentire alle persone e ai mezzi di raggiungere senza difficoltà tutti i punti al centro della città e di viverla rispettando le esigenze di tutti. Accanto alla mobilità bisogna considerare anche il concetto di centro chiuso al traffico: chiudere una strada non vuol dire trasformarla automaticamente in un’isola pedonale, ma sono necessari interventi che garantiscano vita a questa zona. Via Emilia buia e deserta verso sera è un’immagine che suscita malinconia».

di Christian Draghi

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