Domenica, 20 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE - «LA SITUAZIONE DEI SENTIERI NON È PER NIENTE BUONA»

Mangiare un piatto di buoni funghi di stagione piace quasi a tutti. Ma farlo dopo averli colti di persona regala una soddisfazione ancora più grande. Facile a dirsi, però, e più difficile a farsi, soprattutto per chi non conosce le loro caratteristiche, gli ambienti e le stagioni in cui crescono. A Voghera dal 21 febbraio 1979, anno della sua costituzione, è presente il Gruppo Micologico Vogherese. Abbiamo intervistato il Presidente Alfredo Gatti.

Gatti, quarant’anni di attività associativa, com’è nata l’esigenza di costituire questo gruppo?

«Il gruppo si è costituito per volontà di alcuni appassionati ricercatori di funghi i quali, in seguito, hanno dedicato parecchio tempo allo studio approfondito della micologia, attratti dalla curiosità che le varie forme, i colori, le stranezze ed i misteri dei miceti suscitava in loro. Successivamente si è arrivati al discorso sull’ecologia e gli ecosistemi. In questi quarant’ anni di attività ricordiamo le più di duecento mostre organizzate, alcune delle quali sono diventate una tradizione, parecchie centinaia le proiezioni e le conferenze tenute presso la nostra sede e in paesi e città limitrofe. Altrettanti sono stati gli interventi presso le scuole, alcuni corsi introduttivi allo studio dei funghi e di microscopia. L’attività di ricerca sul territorio dell’Oltrepò Pavese continua con un’indagine sulla micoflora. Dal 2002 la nostra Associazione é affiliata all’AMB Associazione Micologica Bresadola che ha sede centrale a Trento e che riunisce quasi tutti i gruppi micologici italiani: la scelta effettuata ci consente di allargare le nostre conoscenze, soprattutto a livello scientifico, avendo la possibilità di partecipare a vari Congressi e Comitati Scientifici che si svolgono ogni anno in varie parti d’Italia».

Quindi le persone appassionate di natura che vogliono avvicinarsi alla raccolta dei funghi eduli evitando quelli velenosi possono rivolgersi a voi per ottenere le competenze adeguate a questo tipo di hobby?

«Certamente sì. Tenga presente che la maggior parte delle persone che amano la ricerca dei funghi in Oltrepò sono dedite alla raccolta di funghi porcini e a qualche altra specie mangereccia come ad esempio le gallinelle. Noi vorremmo che venisse da noi qualche giovane interessato, perché a studiare i funghi siamo ormai rimasti pochissimi e non più giovanissimi(ride)».

Come mai, secondo lei, pur se residenti in un territorio boschivo e di interesse naturalistico, i giovani non sono più interessati a questo tipo di ricerca?

«Alcuni ragazzi che conosco vanno per funghi ma la passione per lo studio delle specie non esiste più perché comunque è un impegno, tutti sono interessati ad altre cose, hanno problemi di lavoro per cui è difficile che si dedichino a questa attività. Tra i nostri attuali 300 iscritti non abbiamo molti giovani».

La valle Staffora è un territorio vocato ad una grande  produzione di funghi?

«Non definirei la Valle Staffora, salvo poche annate, una delle maggiori zone di produzione di funghi porcini, per le altre specie ci sono alcune zone che sono buone produttrici grazie ad ambienti e climi diversi. Abbiamo fatto una ricerca nel Comune del Brallo e abbiamo mappato e censito circa 1100 specie tra edibili, tossiche e mortali e non abbiamo ancora finito...».

Quali tipologie di funghi vengono maggiorente raccolte per la cucina nelle nostre zone?

«Abbiamo 4 specie principali di porcino: c’è l’estivo, il porcino nero,Boletus edulis che è quello invernale e poi c’è quello rosso, il pinofilus. Il migliore come profumazione, a mio giudizio, è quello estivo, per cui, essendo la nostra zona collinare abbastanza calda, è particolarmente vocata a questa specie. Abbiamo poi il Cantharellus cibarius che è definito comunemente gallinella, l’orecchietta, che cresce normalmente sui tronchi dei pioppi, il piopparello ed infine il chiodino».

Per la ricerca dei funghi nei boschi del nostro territorio è necessario munirsi di permesso o tesserino oppure la raccolta è libera?

«La Comunità Montana ha istituito un tesserino su alcuni comuni perché non tutti hanno aderito. Ponte Nizza, Val di Nizza, Colli Verdi e Varzi hanno aderito e i tesserini si trovano negli uffici comunali o nei bar e nelle edicole. Esiste il giornaliero e l’annuale. Il Comune del Brallo e altri comuni non hanno aderito e quindi la raccolta è libera».

Quali difficoltà si trovano ad andar per funghi nei nostri boschi?

«Il territorio non è molto curato a dire la verità, ci sono zone in cui qualcuno si dà da fare per pulire il sottobosco e altre zone che sono completamente abbandonate a sé stesse. C’è il pericolo di perdersi per le persone che non sanno orientarsi molto bene. Il consiglio che noi diamo è quello di fare le cose con molta calma senza farsi prendere dalla foga di arrivar prima a trovare il fungo e soprattutto usare delle calzature idonee perché spesso e volentieri i cercatori indossano gli stivali di gomma che non vanno bene, bisognerebbe indossare gli scarponcini da montagna che sono antiscivolo sui terreni impervi. Per quanto riguarda la possibilità di incontrare animali quali cinghiali o caprioli il consiglio che diamo è quello di non interagire con loro e non creeranno problemi. Oltre alle calzature idonee, bisogna poi avere un abbigliamento adeguato ad andar per boschi ed essere muniti di bastone, non per far danni e distruggere i funghi velenosi ma per aver appoggio. Vorrei proprio sottolineare questo: non bisogna danneggiare i funghi velenosi o che non si conoscono, perché la maggior parte dei funghi sono simbioti, cioè vivono in simbiosi con gli alberi circostanti e si è appurato che dove ci sono molti funghi il bosco è in buona salute».

Qual è il modo migliore per raccogliere un fungo senza danneggiare l’ambiente circostante?

«Innanzitutto in tutte le zone ci sono delle limitazioni di dimensione cioè non si possono raccogliere funghi più piccoli di 4 centimetri circa, per non danneggiare la fungaia. Il fungo va raccolto effettuando una leggera torsione e poi sarebbe indispensabile pulirlo con un coltellino sul posto perché tutto ciò che viene lasciato nel bosco crea humus. Infine il recipiente ideale per trasportare il raccolto sarebbe un cestino di vimini».

Quest’anno com’è la produzione nei nostri boschi?

«Sulle nostre colline, visto l’andamento climatico con un lungo periodo caldissimo e secco, non credo ci sia stata una buona fruttificazione, solo qualche ritrovamento qua e là. Ci sono stati dei buoni ritrovamenti appena fuori dall’Oltrepò in zona Brallo ma sul versante piacentino e per un breve periodo di tempo».

Parlavamo prima della condizione di pulizia dei nostri boschi, ma chi dovrebbe provvedere, i proprietari o le guardie forestali?

«In alcuni casi ci dovrebbe essere una delibera comunale che impone ai proprietari di manutenere il bosco provvedendo alla rimozione di piante rotte soprattutto nella vicinanza di strade. Ci sono poi anche i consorzi che si dovrebbero occupare della manutenzione dei boschi e non sempre funzionano bene. L’ente pubblico delegato a questa cosa è la Comunità Montana».

Fare una passeggiata in un bosco in mezzo alla natura  è un’attività piacevole e rilassante. Com’è la situazione dei sentieri?

«La situazione non è per niente buona, i sentieri  non sono ben segnalati e ben tenuti e quindi non è sempre facile passeggiare in sicurezza nei boschi. Alcuni sentieri segnati ormai non sono più percorribili anche perché nei nostri boschi, anche se è vietato, girano molti motociclisti che fanno evidenti danni, distruggendoli completamente. Inoltre anche le strade delle nostre montagne sono in condizioni disastrose e questo non aiuta il turismo. Bisogna assolutamente intervenire in qualche modo. Abbiamo invitato ad una riunione alcune associazioni ambientaliste per parlare del problema e trovare insieme una soluzione».

Avete progetti imminenti?

«Al momento tutti i nostri sforzi sono volti a tenere in vita questo gruppo perché non c’è ricambio generazionale e auspichiamo nuovi ingressi in associazione. Dal 2001 abbiamo aggiunto al gruppo micologico anche l’escursionismo e questo è stato il motore che ha fatto fare il salto di qualità all’associazione. Nel 90% delle nostre escursioni noi utilizziamo l’autobus che ci porta nella zona che andiamo a visitare camminando e che poi ci riporta a casa comodamente, evitando così agli escursionisti un rientro faticoso in automobile. Abbiamo un buon successo di pubblico che ama le nostre escursioni e siamo molto contenti di poterne organizzare sempre di più. Continueremo sempre con le nostre manifestazioni e il secondo weekend di ottobre saremo al Castello  Visconteo di Voghera con la mostra dei funghi e le degustazioni».

di Gabriella Draghi

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