Domenica, 20 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE – MONTESEGALE - «IL MIO COMPITO? FAR SÌ CHE QUANTI VENGANO A MONTESEGALE SIANO MONTESEGALESI PER TUTTO IL TEMPO CHE STARANNO CON NOI»

Marina Carbone è tutor della nuova Comunità Ospitale di Montesegale, un’iniziativa nata in seguito all’adesione del comune oltrepadano all’Associazione dei Borghi Autentici d’Italia. «Un’iniziativa - spiega la tutor - che abbiamo subito fatto nostra perché abbiamo sentito che corrispondeva alle nostre aspirazioni e alla nostra vocazione».

Carbone, che cos’è una Comunità Ospitale?

«Una Comunità Ospitale è un insieme di persone che riconosce le proprie qualità ed eccellenze, che è consapevole degli aspetti positivi del proprio territorio e del proprio modo di vivere ed è desiderosa di condividerli con altri. Si tratta dunque di una Comunità profondamente radicata nella propria storia, ma aperta all’esterno. È questo, a mio parere, l’unico modo per mantenere vitale un piccolo borgo come il nostro. La figura del tutor serve ad accompagnare, aiutare, consigliare quanti si accostano alla Comunità, per periodi più o meno lunghi, e per i più diversi scopi. Il mio compito è dunque quello di favorire la condivisione della nostra realtà, far sì che quanti vengano a Montesegale siano montesegalesi per tutto il tempo che staranno con noi».

In che modo questa iniziativa ha influito sulla vita della Comunità?

«I primi effetti positivi hanno riguardato proprio il nostro Paese, che si è scoperto negli ultimi anni pieno di buona energia, di voglia di fare, di orgoglio per le proprie risorse. Sono dunque sorte importanti attività ricettive (e molte sono in procinto di essere avviate), si è aperta una biblioteca, si sono organizzate nuove attività, si è cominciato a prestare una nuova attenzione alla tutela del territorio e all’aspetto ecologico, si sono attuate utili politiche per l’acquisizione di nuovi residenti; in generale si sono unite le forze per un risveglio che garantisse coesione e vitalità. Certo, ancora molto si può fare, ma sono convinta che siamo avviati su una buona strada».

In questo contesto, quale importanza riveste la Fiera di San Damiano?

«La Fiera è forse il momento culminante della vita del Borgo. È un appuntamento unico e originale nel calendario delle manifestazioni oltrepadane. La Comunità intera lavora e collabora alla riuscita di questo evento, che è sempre più frequentato e sempre più ricco a ogni nuova edizione. Siamo molto orgogliosi della nostra Fiera, perché ci rappresenta: il giorno di San Damiano vengono celebrate la nostra storia, la nostra tradizione, le nostre eccellenze enogastronomiche ed artigianali, la nostra voglia di accogliere quanti vogliono conoscere questo territorio, di cui andiamo molto fieri».

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