Mercoledì, 17 Luglio 2019

CODEVILLA - «PER LA PRO LOCO SVOLTA EPOCALE, MA SERVONO FORZE FRESCHE»

La Pro Loco di Codevilla è una delle più longeve dell’intero Oltrepò. Con oltre 40 anni di storia alle spalle, si appresta a inaugurare un nuovo corso sotto la guida dell’ “homo novus” Enrico Ianniello. 56 anni, milanese di origine ma da oltre 13 anni oltrepadano d’adozione, è uno degli artefici del successo dell’associazione culturale Pocapaglia, da tempo attiva nell’organizzazione di eventi su tutto il territorio. Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica di Milano è stato attore, regista, ballerino… e cantoniere.

Da inizio 2019 è subentrato alla guida della Pro Loco non senza difficoltà. Una su tutte: racimolare il numero legale di consiglieri necessario per garantire la sopravvivenza dell’ente. Quello avvenuto in seno alla Pro Loco codevillese è un cambio che Ianniello definisce «epocale».

Come mai ci vede una svolta tanto importante?

«Perché l’associazione era in pratica sempre stata gestita dal medesimo gruppo. Uno “zoccolo duro” con una impostazione tutta sua e iniziative, anche numerose, ma sempre piuttosto monotematiche, per lo più serate danzanti di liscio e affini, che si rivolgevano solo a una piccola parte della comunità».

Che cosa è cambiato?

«Quel gruppo si è lentamente sfaldato e ha abbandonato definitivamente la guida della Pro Loco. C’è stata una vera e propria tabula rasa, con il rischio che la Pro Loco sparisse, perché senza almeno 7 consiglieri il cda non poteva esistere».

E così ha accettato l’incarico. Quanti consiglieri avete oggi?

«Oggi siamo in sette e…mezzo. Il mezzo perché il ruolo di una persona non è di pieno coinvolgimento. Una sola defezione e si rischia di andare gambe all’aria».

Una situazione piuttosto precaria…perché secondo lei?

«Quando ci sono grandi cambiamenti serve tempo perché una macchina si rimetta in moto. Dopo l’uscita di scena dello zoccolo duro c’è stata una sorta di effetto risacca, è stata dura convincere le persone ad assumere un ruolo nel consiglio. Tuttavia ho accettato l’incarico perché sarebbe stato un peccato mandare tutto all’aria:  la Pro Loco di Codevilla ha un bilancio sano e negli anni ha accantonato un piccolo tesoretto che si potrebbe investire per realizzare iniziative di ampio respiro».

Cosa sarebbe successo se non fosse subentrata una nuova dirigenza?

«Se la Pro Loco cessava di essere attiva automaticamente i suoi beni venivano assegnati ad altre associazioni e tutto sarebbe andato perduto. Un’eventualità che per me andava scongiurata a tutti i costi. Qui c’è la possibilità di fare davvero qualcosa di bello».

I conti erano in ordine. Cosa non andava nella vecchia gestione?

«Diciamo che era ormai una sorta di “dinosauro” monotematico, le iniziative erano tante ma sempre dello stesso segno ed era molto difficile proporre cose diverse. Bisogna svecchiare la Pro Loco e iniziare a ragionare in modo diverso, proponendo più iniziative per i giovani e collaborando in sinergia con altre associazioni».

Da dove vorrebbe iniziare?

«Da un calendario eventi condiviso tra le associazioni anche dei paesi vicini, in modo da creare un circolo di interesse virtuoso».

Eppure, a guardare il calendario, questa estate non avete in programma grosse novità rispetto al passato…

«Lo so, ma per il 2019 è stata una scelta precisa: tutte le energie che avevamo le abbiamo impiegate per la sopravvivenza. Per quest’anno si naviga a vista. Per il futuro il primo impegno sarà reclutare nuove forze e nuovi iscritti. Il mio è anche un appello, soprattutto ai giovani codevillesi: uniamo le forze, perché si può fare davvero qualcosa di bello».

Come sono i rapporti con la nuova amministrazione comunale? Ha già parlato con il sindaco Dapiaggi?

«Con Dapiaggi ci conosciamo personalmente e sono convinto si possa impostare una buona collaborazione. So che in precedenza il Comune si limitava a versare qualche contributo alla Pro Loco e stop. Io auspico sinergie diverse. E ritengo sempre un bene che la pro Loco resti autonoma dalla politica. Per questo giudico positivamente anche che il cambio di statuto non obblighi più ad avere in consiglio tre persone in rappresentanza del Comune».

Che cosa della sue esperienza con il Pocapaglia vorrebbe portare in Pro Loco?

«Con il Pocapaglia abbiamo organizzato importanti rassegne legate al folk in collaborazione con altre realtà oltrepadane e pavesi. In generale mi piace l’idea di poter organizzare eventi che portino ad ampliare il giro di visitatori collaborando con altre realtà vicine, perché non ha senso pestarsi i piedi. L’anno prossimo poi sarà operativa l’Oltrepò Tennis Academy, che porterà eventi sportivi di alto livello sul territorio. Un’altra occasione da non perdere, ma servono volontari».

di Christian Draghi

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