Giovedì, 24 Ottobre 2019

RIVANAZZANO TERME - «SIAMO IL PAESE CHE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI È CRESCIUTO DI PIÙ»

Originario di Volpedo, classe 1961, Giancarlo Guidobono è da dieci anni il titolare dell’edicola “Da Gian” che si affaccia sulla centralissima piazza del mercato di Rivanazzano Terme. Prima di rilevare lo storico negozio lavorava nel settore delle materie plastiche. Oggi è contento di quello che fa e gratificato dal contatto con la sua clientela. La sua edicola è diventata nel corso degli anni un punto di ritrovo, dove si entra anche solo per fare due chiacchiere. «Venendo a Riva ho riscoperto una piccola cittadina, frequentata e che funziona» dice con il sorriso.

Gian, la sua è una vetrina, non solo per l’ottima posizione nel centro del paese, ma perché il cliente non si limita ad acquistare il giornale: fa due chiacchiere, commenta le news del paese… Lei in questi dieci anni come ha visto cambiare Rivanazzano?

«Il paese, da quando ho preso l’edicola nel 2009, è sempre stato vivace e ha avuto un’evoluzione in questi dieci anni dettata dalla voglia di fare di tutti i cittadini e sicuramente aiutata dalla sinergia che si è creata tra le varie associazioni, tra i commercianti e il comune stesso. Credo che, in zona, sia il paese che negli anni ha fatto meglio».

Rivanazzano paese in crescita. La vicina Salice invece le sembra un esempio contrario?

«Ho letto delle vicende e dell’asta che riguarda la proprietà delle Terme di Salice e personalmente mi auguro che qualcuno si senta di rilevarle e soprattutto di rilanciarle. Devo dire che la chiusura della struttura di Salice, in concomitanza con il bel lavoro svolto dalle Terme di Rivanazzano ha portato sicuramente più gente, in termini di clientela. Ne beneficiamo un po’ tutti!».

L’anno prossimo Rivanazzano ospiterà la “Sei Giorni”, gara di enduro, che porterà moto e tantissima gente. Lei come vede questo tipo di iniziativa?

«Personalmente le vedo di buon occhio. Ci sono manifestazioni che soggettivamente piacciono di più o di meno, ma il fine deve essere il bene del Paese e qualsiasi tipo di iniziativa è positiva».

La sua attività affaccia sulla piazza del mercato, da sempre momento propizio per gli affari dei piccoli commercianti. Anche il mercato ha seguito la generale parabola positiva del paese?

«Diciamo che tiene».

È un’abitudine che non si è persa nel tempo?

«Direi che sono cambiate le modalità, la tipologia dell’offerta ed è anche vero che tanti si sono dedicati poi ad altro. Credo che questo si sia verificato un po’ in tutte le piazze, non solo qui a Riva».

Il lunedì, giorno di mercato, lavora di più?

«Si ha questa idea perché c’è più movimento, ma tenga conto che i banchi occupano i parcheggi e quindi l’affluenza nella mia attività non è diversa dagli altri giorni della settimana… anzi forse è quella più discreta, il parcheggio per un’attività di questo genere è fondamentale».

La sua attività conta solo gente del posto o negli anni si è guadagnato l’affetto anche di clienti che vengono da fuori?

«In questo periodo soprattutto, con l’aumento generale della clientela, oltre ai fedelissimi che vedo tutti i giorni, ci sono anche i frequentatori di Rivanazzano attratti dalle varie manifestazioni, dal parco, dalla piscina… c’è quindi una clientela estiva formata da gente che viene da fuori».

Si dice, già da un po’, che la carta stampata sia in declino e che si venda sempre meno, causa anche la perdita della sana abitudine di leggere.

«Questo è un settore battagliato e la crisi, in questo senso, c’è! Il problema principale è che i giovani non leggono più, la mia clientela ha dai quarant’anni in su, un po’ manca la voglia e si è persa l’abitudine di leggere e sicuramente l’avvento della tecnologia ha fatto sì che ci siano altri supporti oltre la carta stampata attraverso cui informarsi. Non ho registrato un grosso calo nelle entrate anche perché altre cose vanno a compensare la mancata vendita dei giornali: le figurine ad esempio».

Prendere l’edicola. È una scelta che rifarebbe?

«La rifarei qui a Rivanazzano, per il rapporto con il pubblico e tutto un insieme di cose che mi hanno regalato soddisfazioni».

Chi entra è solo per comprare o la sua edicola è in qualche modo anche un punto di ritrovo?

«C’è gente che entra senza prendere nulla, ma solo per scambiare due chiacchiere e di questo sono contento perché per me è stata una cosa nuova, mi ha permesso di riscoprirmi e di instaurare un rapporto valido con il pubblico. È un bell’ambiente qua!».

Un aneddoto su questi amici che passano, un personaggio del paese che le ha strappato un sorriso?

«Ce ne sarebbero molti da raccontare, negli anni ne ho sentite di tutti i colori. Però vige il segreto, di natura non sono un pettegolo… però le sento».

Pensa di continuare ancora per molti anni?

«Il lavoro è duro, ma nonostante questo non mi sembra che siano passati già dieci anni. Ci si alza presto, si finisce tardi, sabato, domenica… diventa un meccanismo che continua a girare e la cosa non mi pesa».

Il rapporto con gli altri commercianti?

«Il rapporto è valido ed è la base su cui si crea e si porta gente. Ci diamo una mano e quando c’è una festa in paese ci si aiuta in un modo o nell’altro, non solo tra noi commercianti. C’è collaborazione anche con il comune, la Pro Loco. Si può dire che c’è entusiasmo».

  di Silvia Colombini

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