Lunedì, 22 Luglio 2019

«OLTREPÒ TERRITORIO SPLENDIDO, MA CON TROPPA COMPETIZIONE E LITIGIOSITÀ»

Alessandro Piacentini è il giovanissimo presidente dell’organizzazione Lyon Eventi, che lui stesso ha fondato nel 2015 per promuovere manifestazioni di vario genere sul territorio d’Oltrepò. Quando ha creato Lyon di anni ne aveva 17. Oggi ne ha 21, ma la sua passione per l’organizzazione di eventi era già evidente a 13 anni, quando ha iniziato riunendo le compagnie dei paesi vicini a Montebello della Battaglia per creare campionati di calcio estivi. Il passaggio, piuttosto naturale, è stato alle discoteche, dove si è fatto le ossa come Pr ottenendo risultati importanti :«Ricordo ancora la prima vendita della veglia della mia scuola: avevo fatto 637 ingressi: è stato bellissimo».

Piacentini, dopo le discoteche come le è venuto di pensare più in grande?

«La mia è una passione e, visto che mi riusciva bene, ho voluto creare un’organizzazione costituita da più ragazzi specializzata nell’organizzazione di eventi in Oltrepò Pavese che si concentrasse su più categorie: prima ero solo, poi in due, poi in tre.. fino a crescere».

Oggi in quanti siete?

«In quattro anni e mezzo di attività oggi il gruppo è arrivato a comprendere oltre 400 ragazzi».

Come siete organizzati?

«Ci sono gli under 18, che si dedicano alle pubbliche relazioni delle discoteche locali, e gli over 18, addetti alla pubblicità e al marketing. Poi c’è un gruppo staff compatto specializzato in compiti e reparti precisi».

Che tipo di eventi organizzate?

«Lavoriamo a 360 gradi. Ci sono fiere, manifestazioni, eventi sportivi e culturali, party e serate in discoteca, eventi formativi. Inoltre Lyon eventi è il partner ideale per la creazione di team building, compleanni, feste private, diciottesimi e feste di laurea. In particolare teniamo agli eventi sportivi, come la Summer Cup (tornei di calcio a 7) quest’anno all’ottava edizione e le notturne di calcio a 5».

Operate esclusivamente in Oltrepò oppure guardate più in là? Perché questa scelta?

«Esclusivamente no. In Oltrepò Pavese è importante mettere basi solide e costruttive per un futuro migliore, ma guardiamo anche oltre, come recita il nostro hashtag distintivo. Già da qualche anno collaboriamo con la Liguria durante il periodo estivo. L’iniziativa si chiama Lyon in Tour ed è un progetto in espansione: quest’anno giungerà alla terza edizione e ha il compito di portare i nostri in diversi locali liguri con collaborazioni proficue, dando la possibilità ai nostri DJ di emergere anche fuori dal loro Paese. L’anno precedente abbiamo totalizzato 202 ragazzi in tre tappe, dove pullman partivano dall’Oltrepò Pavese in direzione Liguria».

L’ultimo evento che avete organizzato è Spring Smell, nell’area Truffi. Di che tipo di iniziativa si tratta?

«è un progetto che ha lo scopo di ripetersi annualmente nel nostro territorio per dare un caloroso benvenuto alla primavera e si tiene quest’anno in due serate, il 5 e il 6 aprile che avranno tematiche differenti con lo scopo di mettere in contatto le diverse generazioni. Di fatti, la manifestazione nella sua completa totalità, si chiama “Spring Smell, Generazioni a Confronto”. Ho voluto riunire dai giovani millennials agli adulti più esperti: è bello mescolare tradizioni, usi e costumi di ciascuno di essi. Ci sono musica, cibo e tanti stand per presentare prodotti locali ma non solo».

Più in generale, quali difficoltà si incontrato nell’organizzazione di eventi sul territorio?

«La difficoltà più grande nel territorio a mio avviso è la troppa competizione. Troppe lotte senza un motivo. Troppa gente che ti augura del male e troppa gente che spera nella tua discesa. Al giorno d’oggi se non stai antipatico a qualcuno vuol dire  che non hai molta personalità ma in parte lo trovo sbagliato. Un’altra difficolta importante da non sottovalutare è la mancanza di aiuto da parte dei luoghi ospitanti per i motivi che ho citato precedentemente. Bisogna resistere, con cuore e passione».

Le istituzioni collaborano con voi? Oppure avete problemi nell’organizzazione?

«Penso che avere dei giovani che vogliono creare qualcosa nel territorio sia un pregio, ma evidentemente non tutti la pensano così. Io penso al mio lavoro. Testa bassa e pedalare. Ci tengo però a ringraziare le Pro Loco che, loro sì, danno una grande mano».

Come vi finanziate?

«Mi piace la massima “Svuota le tue tasche per riempire la tua mente, perché un giorno sarà la tua mente a riempire le tue tasche”. Personalmente ringrazio i miei genitori che mi hanno sempre supportato, ma anche tutte quelle piccole medio imprese che hanno sponsorizzato i nostri eventi nel corso degli anni. Ci tengo però a specificare che non serve essere ricchi per creare qualcosa di grande».

Che tipo di risposta ottenete dall’Oltrepò? è davvero una terra “dormiente” come si dice?

«Penso che l’Oltrepò sia una terra con un valore pazzesco. Peccato però che è spesso nascosto. A volte si pretende il cambiamento senza essere pronti. Come ripeto sempre ai ragazzi, la differenza più grande la fa la voglia di fare. L’entusiasmo è un’arma fondamentale e durante il nostro viaggio dovrà andare di pari passo con la competenza. L’Oltrepò è incredibile: basta viverlo e scoprirlo. Chiediamo che si dia più fiducia ai giovani».

di Christian Draghi

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