Domenica, 21 Luglio 2019

RIVANAZZANO TERME - CALZOLAIO E NON SOLO... «MI SONO SPECIALIZZATO NEL RIVESTIMENTO DI SELLE DA MOTO...»

L’attività di calzolaio, detto anche ciabattino, è uno dei mestieri più antichi al mondo. In passato le botteghe dei ciabattini, come una volta erano preferibilmente chiamati,  erano considerate praticamente indispensabili: costruire delle scarpe era molto dispendioso a causa degli elevati costi delle materie prime, per cui era necessario ripararle più volte, cambiando le parti usurate e usando le scarpe praticamente fino ad esaurimento. Il Novecento, con la massiccia diffusione dell’industrializzazione in tutti i campi, avvia la lavorazione industriale anche nel campo delle calzature.

Con l’aumento della richiesta del nuovo tipo di scarpe, la produzione si sposta dalle botteghe artigiane alle nuove fabbriche, assottigliando prima e facendo praticamente sparire poi, tutta una serie di abili artigiani, una parte dei quali andò a lavorare nelle nuove strutture industriali. Con la costante crescita dell’industria calzaturiera il mestiere di calzolaio si ridusse al lumicino, restando, ai pochi artigiani rimasti in attività, soprattutto la riparazione delle scarpe usurate ai piedi delle fasce più deboli della popolazione.

Come è avvenuto per altri settori, la politica dell’usa e getta ha mandato anticipatamente in pensione i bravi calzolai. In questi ultimi anni, però, si assiste ad un timido rifiorire di antiche professioni considerate ibernate se non addirittura scomparse. In un periodo di crisi economica come quello che si sta attraversando, il mestiere di calzolaio sembra stia silenziosamente tornando in voga, anche se in maniera aggiornata. Secondo alcune indagini condotte in questi ultimi anni da alcune importanti testate giornalistiche italiane, i giovani sembra stiano riscoprendo con piacere gli antichi mestieri di un tempo e, tra quelli più in voga, c’è proprio la professione del calzolaio.

A Rivanazzano Terme Alessandro Zanirato è uno di quei giovani che ha ripreso l’antica arte del calzolaio in una piccola bottega del centro storico.

Zanirato, da quanto tempo fa questo lavoro e come mai ha deciso di riportare alla luce una professione, si può dire, un po’ dimenticata?

«Ho aperto questo negozio nel 2007 ma questa non è la mia prima professione. Io ho studiato a Valenza, mi sono diplomato in Arte orafa e ho lavorato in un’azienda per una decina d’anni. Poi c’è stata una crisi profonda del settore dell’artigianato orafo ed ho quindi deciso di reinventarmi in un altro lavoro. Diciamo che la mia famiglia  ha sempre commerciato in calzature. Il mio bisnonno e poi mio nonno, mia mamma e adesso mia sorella, hanno sempre avuto un banco di scarpe qui al mercato locale. Erano anni che a Rivanazzano mancava il ciabattino e le persone, quando acquistavano le scarpe di buona qualità dai miei, chiedevano sempre dove potevano portarle poi a rifare il tacco o qualche altra riparazione. Così decisi di provare a svolgere questa professione ed eccomi qui».

Come ha imparato il mestiere, ha seguito qualche corso o è andato “a bottega” da un artigiano?

«Ho imparato le basi da un ragazzo di Voghera che aveva già questa attività e poi, avendo abilità manuale, che è la cosa più importante nel campo dell’artigianato, tante cose le ho imparate con la pratica. Il lavoro mi piaceva ed ho quindi deciso di aprire la mia bottega».

Ha avuto subito successo oppure a faticato a far conoscere il suo mestiere?

«All’inizio ho dovuto farmi conoscere perché le persone non erano abituate ad andare dal calzolaio qui a Rivanazzano, però poi, nel giro di poco tempo, l’attività si è ben avviata».

Un tempo si facevano riparare spesso le scarpe, poi con  il boom del consumismo, le calzature venivano usate per un po’ di tempo e poi buttate direttamente nella spazzatura. In questi anni la gente è ritornata a richiedere le riparazioni?

«Negli ultimi anni c’è stato un discreto ritorno. Il problema di adesso è l’invasione del mercato delle calzature di scarsa qualità, di produzione straniera come quelle cinesi che non si possono riparare per via dei materiali utilizzati e poi, diciamolo, hanno un costo talmente basso che, a volte, costa di più la riparazione che la calzatura stessa.

Io raccomando sempre ai miei clienti di valutare bene ciò che comprano al momento dell’acquisto, perché una scarpa di scarsa qualità dura pochissimo. è molto meglio comprare qualche paio di scarpe in meno ma di fattura più pregiata perché durano nel tempo. Ho alcuni clienti che hanno comprato anni fa il classico mocassino di pelle e che tutt’ora lo indossano portandolo periodicamente a far manutenzione nella mia bottega».

Quali sono le riparazioni più comuni che le vengono richieste?

«In genere tacchi, risuolature, cambio della fodera nella parte interna della scarpa, fino alla tintura del pellame. Da qualche anno poi mi sono specializzato nel rivestimento di selle da moto e nella manutenzione di stivali da motociclista essendo questa una zona che ha una tradizione nella passione per le motociclette. Devo dire che questo tipo di lavoro sta funzionando bene e sono molto contento».

Ha qualcuno che l’aiuta o fa tutto da solo?

«No, lavoro da solo e il mio lavoro mi dà molte soddisfazioni. Come tutte le attività in proprio, bisogna fare dei sacrifici, bisogna avere una buona manualità, non ci sono orari, a volte si fa molto tardi la sera per  rispettare le consegne. Però, lavorando con passione, si ottengono i risultati. Bisogna che i giovani tornino a riscoprire  l’artigianato riportando in vita lavori di nicchia che hanno, per contro, un grande mercato. Le faccio un esempio. A Rivanazzano non c’è nessuno che ripara le biciclette, bisogna recarsi a Voghera. Sa quanta gente mi chiede dove può portare ad aggiustare la bicicletta?».

Spesso e volentieri le scarpe vengono maltrattate, non vengono mai lucidate e a volte si ripongono in modo sbagliato, ha qualche consiglio da esperto da regalare ai nostri lettori?

«Dico sempre ai miei clienti che il lucido non fa male alle scarpe (ride). è importante dedicare del tempo alle nostre calzature. Bisogna pulirle con un panno e lucidarle bene. In questo modo si nutre la pelle e la calzatura cambia faccia e si conserva meglio. Sarebbe importante anche riporre le scarpe alla fine di una stagione mettendo all’interno un’armatura o della carta che conserva perfettamente la forma».

Progetti futuri?

«Mi piacerebbe incrementare il lavoro di rivestimento delle selle da motociclista che mi sta dando molte soddisfazioni. Vorrei produrle personalizzate, su richiesta del cliente. Si possono usare materiali e rifiniture particolari con molta attenzione ai dettagli. Questo lavoro  stimola molto la mia creatività e penso che sarò sempre più all’avanguardia nel settore».

  di Gabriella Draghi

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