Lunedì, 26 Agosto 2019

BRESSANA BOTTARONE - LORENZO PICCIONI, FONDATORE DI 235 GRUPPI FACEBOOK CON 196.000 UTENTI ISCRITTI

Abbiamo incontrato Lorenzo Piccioni, 49 anni, di Bressana Bottarone. Il suo nome probabilmente dice qualcosa a molti abitanti dell’Oltrepò, ma non soltanto. Piccioni infatti, nel tempo che il lavoro gli lascia libero, si occupa di fondare e moderare gruppi su Facebook. Il suo interesse principale riguarda gli animali, ma non disdegna il dare visibilità alle attività per il tempo libero e alle politiche locali. Gli utenti iscritti ai suoi gruppi sono quasi 200mila.

Lorenzo, di cosa si occupa su Facebook?

«Mi occupo di animali al 100%. Poi per una parte minore di tempo anche di altri gruppi, come Sei di Bressana se…, Sei di Genova se…, Sei di Piacenza se…, poi Rozzano, Quinto de’ Stampi… Oppure come Politica a Bressana e dintorni, Mezzanino, Pavia, Provincia di Pavia».

In pratica lei ha individuato quei paesi o quelle città che erano ancora prive di una ‘‘agorà’’ digitale e si è occupato di crearne una?

«Diciamo così, principalmente si trattava di paesi che non avevano un gruppo dove interagire e allora l’ho creato io».

Pensa sia importante per queste località avere uno spazio digitale?

«Sì, perché così si fanno conoscere le idee, quello che succede in loco, gli eventi».

A volte diventano anche uno strumento di denuncia. Qualche mese fa si è registrato un atto vandalico sul monumento dei martiri partigiani, a Bressana. Il gruppo Facebook è stato il primo luogo dove il fatto è stato denunciato pubblicamente.

«Abito a cento metri da dove è situato il monumento, e anche io ho saputo da Facebook dell’accaduto».

Ad ogni modo, la sua occupazione riguarda anche altre tematiche. Quali?

«Un gruppo è dedicato agli appassionati dell’Alfetta. Un altro si occupa di compravendita, per Pavia e per la Lombardia. Un altro ancora è per chi cerca e per chi offre lavoro, sempre per la provincia di Pavia e per la regione».

Facciamo qualche numero. Cosa dicono i suoi contatori, in quando a numero di gruppi e ad iscritti?

«Nel 2014 gestivo 124 gruppi con 32.700 iscritti. Nel 2017, 150 gruppi con 120.000 iscritti. Alla fine del 2018, 235 gruppi con 196.000 iscritti».

Numeri importanti. Prevede un’ulteriore crescita nei prossimi anni?

«Come numero di iscritti sì, come numero di gruppi direi di no».

È impossibile che si occupi da solo di moderare tutti questi utenti. Ha dei collaboratori?

«Ho una collaboratrice, il mio braccio destro, che si chiama Niki Luc. Mi dà una mano nel moderare i gruppi. Poi ci sono altri collaboratori, circa una trentina».

Ci sono delle linee guida che lei impone ai partecipanti dei gruppi che gestisce?

«Su tutti i gruppi ho messo un post in evidenza che spiega cosa fa il gruppo. Su dieci persone, sette rispettano le linee guida. Gli altri proprio no…».

I contatti nati nel mondo digitale si sono tradotti, in qualche occasione, in incontri nel mondo reale?

«Fino ad ora no, ma dal 2019 ho intenzione di iniziare ad andare in giro, a prendere contatti con realtà come canili e gattili».

Lei copre una parte geografica molto importante, fra i gruppi di appartenenza ai vari paesi e città e fra quelli che riguardano gli animali. A livello personale, cosa la spinge a portare avanti questo impegno?

«Sì, in pratica ho contatti in tutta Italia. Oltre all’area dove vivo, sono molto attivo su Genova, perché ho vissuto lì dal 1989 al 1994. Quindi conosco bene la zona. Devo dire che mi piace molto la geografia. Forse è per questo che ho così tanti gruppi in tutta Italia».

Dicevamo che la maggior parte del tempo lo dedica ai gruppi che riguardano gli animali. Vuole raccontarci cosa fa?

«Mi occupo principalmente di animali persi, smarriti e ritrovati».

Questo genere di gruppi, in genere, sono molto partecipati. Le persone che amano gli animali sono molte.

«Ho gruppi che partono da 50 e arrivano a 6/7mila iscritti. Poi dipende dall’argomento e dal posto a cui si riferiscono».

Da quanto tempo prosegue questa sua attività?

«Il mio inizio su Facebook risale a circa dieci anni fa. Ho iniziato a creare alcuni gruppi che mi servivano per lavoro, erano quattro o cinque».

Per quale lavoro?

«Per il multilevel marketing».

C’è stato un momento in cui il suo interesse è iniziato ad aumentare?

«Il 24 luglio del 2012 è mancato il mio cane, che si chiamava Pongo. Ne ho sofferto moltissimo. Si può dire che è stato da allora che ho iniziato ad occuparmi degli animali degli altri. Dal 2013 al 2015, poi, sono rimasto fermo. A ottobre 2015 ho messo la connessione WiFi con la rete fissa e ho iniziato la mia ascesa nel mondo di Facebook».

So che gestisce anche una pagina che si occupa di formazione digitale…

«Sì, è vero. (Mostra un post) ‘‘Siamo un gruppo di amministratrici/tori di gruppi per animali persi-smarriti-ritrovati. Ci siamo resi conto che la gestione dei post nei gruppi è difficoltosa. Ci sono ancora tante persone che cancellano gli appelli, non sanno cambiare la privacy, creano tantissimi post nuovi, non inseriscono tutti i dati utili e non aggiornano nel modo corretto. Così abbiamo chiesto aiuto agli utenti per diffondere alcune semplici regole’’».

Di che genere?

«Faccio dei post dove spiego come condividere correttamente, come creare i post, e spiego cose utili, come il perché non si debba cancellare il post una volta risolto il problema che uno aveva segnalato, per esempio un cane perso».

Ci dia allora una lezione. Perché non bisogna cancellare il post, anche a problema risolto?

«Perché ci sono tantissime persone che hanno condiviso quel post, e bisogna aggiornarle. Anche per correttezza».

Negli ultimi tempi si fa tanto parlare di bufale. Questo problema riguarda anche gli animali sul web. Fra le sue attività c’è anche il fact checking, ossia la verifica della veridicità dei post che girano su Facebook?

«Sì. Ci sono tantissimi post sbagliati o falsi che fanno perdere tempo».

Si tratta, secondo lei, di mitomani o di utenti inesperti?

«I mitomani sono pochi. Il più delle volte si tratta di persone che non si rende conto di cosa condivide. Il 27 marzo 2017 Licia Colò ha pubblicato un filmato in cui parla di cani e gatti a Palermo. Il video ha avuto molto successo. Ma ci sono persone che me lo mandano ancora oggi per posta privata, pensando sia una novità. Non si rendono conto che è datato. Un altro caso celebre è quello del cane Willy, che sarebbe in cerca di adozione dopo che gli sono morti i padroni. Invece è una bufala».

Ci sono altri modi in cui si occupa di animali sul web?

«Ho anche un gruppo che si attiva in caso di emergenze, sempre per aiutare gli animali e i loro padroni. L’ho aperto quando c’è stato il terremoto di Amatrice e di Accumoli. È stato utile, alcuni sono stati ritrovati. Poi ho un altro gruppo, che chiamo ‘‘jolly’’, che uso per emergenze diverse dai terremoti, come alluvioni, incendi. Sempre rivolto al mondo degli animali».

C’è stato, magari, un episodio che le ha dato particolare felicità; magari una situazione risolta che ricorda con particolare piacere?

«Due anni fa, nel mese di giugno, una coppia che abita a Gambolò aveva un gatto, e lo aveva portato qui ad Argine presso un loro parente per alcuni giorni. Durante l’ultimo giorno di permanenza il gatto è scappato. Mi hanno contattato, allora ho suggerito di preparare alcuni volantini da mettere nei negozi, mentre io mi sono occupato di diffondere la sparizione su Facebook.

Il gatto è stato avvistato nei pressi del Gulliver, poi dopo 4/5 giorni era vicino a casa mia. Io e il proprietario siamo andati all’ENPA a farci dare una gabbia-trappola; l’abbiamo messa dietro casa e dopo qualche giorno abbiamo preso il fuggitivo».

È bello quando si ha la dimostrazione che i rapporti digitali possano avere ricadute utili anche nella vita reale. Senta, a questo proposito: lei pensa che i gruppi che trattano di politica o di attività nelle comunità locali possano avere un ruolo attivo durante le tornate elettorali, e dunque anche durante le prossime amministrative?

«Secondo il mio punto di vista i gruppi su Facebook possono essere un luogo utile per la propaganda politica. Ma ci sono gruppi diversi, come ‘‘Sei di…’’ e gruppi come ‘‘Politica a…’’. Cercherei di instradare più verso i secondi la comunicazione politica, per non mischiare le cose. Come il lavoro e la vita privata sono cose distinte, anche l’impegno pubblico e il modo in cui passare il tempo libero secondo me hanno bisogno dei propri spazi distinti».

A proposito di Bressana, che è uno dei comuni al voto: ho notato un gran fermento sui social negli ultimi mesi. Gruppi e profili che spuntano come funghi, per lo più anonimi. Attacchi, smentite, apparizioni, sparizioni. Perché questa agitazione?

«Su Facebook c’è anche tanta invidia, gelosia. Se nel giro di quattro anni ho fatto quello che ho fatto, molto lo devo anche alla mia esperienza lavorativa, per quanto riguarda il come gestire le persone e come promuovere i gruppi. Ho appreso nel mondo reale e ho messo in pratica su Facebook. C’è un film che si chiama ‘‘Il segreto – The secret’’. Dice che per la legge di attrazione, bisogna essere sempre positivi in tutto. È un po’ la mia filosofia».

 di Pier Luigi Feltri

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