Giovedì, 21 Novembre 2019

STRADELLA - «AMO MOLTO LA MIA CITTÀ E L’OLTREPÒ PAVESE. VEDO PERÒ IL TERRITORIO MOLTO SOFFERENTE»

Anche Stradella ha il suo artista. Si chiama Claudio Cerri, ha 42 anni e da venti lavora nel campo dell’illustrazione. Una passione nata tardi, ma che si è sviluppata poi in poco tempo e ha portato un notevole successo. Cerri racconta il suo percorso e i suoi progetti futuri, con uno sguardo al territorio oltrepadano.

Claudio, come ha iniziato?

«Ho iniziato disegnando fumetti, poi, gradualmente mi sono indirizzato verso il settore delle illustrazioni per l’infanzia e per ragazzi, un mercato con il quale mi sento più affine, illustrando prevalentemente albi illustrati, narrativa, riviste e libri scolastici. Lavoro, da molti anni, anche nel campo della grafica pubblicitaria».

La sua passione per il disegno quando è nata?

«Tardi. Da bambino non avrei mai immaginato di diventare un disegnatore, anche perchè, a dirla tutta, non mi piaceva disegnare. Seppur non abbia scelto una scuola artistica (ho frequentato l’istituto tecnico per geometri), è stato durante le superiori che è nata questa passione. Penso che nell’età adolescenziale il desiderio di comunicare e dire la propria al resto del mondo sia molto forte. C’è chi lo fa ad esempio suonando in una band musicale, io invece l’ho fatto avvicinandomi al disegno».

Fa della sua passione un lavoro a tempo pieno?

«Illustrazione e grafica riempiono letteralmente tutto il mio tempo. è difficile per me riuscire ad avere un sabato o una domenica completamente liberi, anzi, spesso mi capita di lavorare anche nelle feste, come Natale e Capodanno. Avendo comunque avuto la fortuna di trasformare la mia passione in lavoro, tutto ciò non mi pesa».

Ci racconta come nasce e si sviluppa una sua “creazione”?

«Per quanto riguarda l’illustrazione, solitamente è l’editore a contattarmi, proponendomi un testo da illustrare, che può essere un albo illustrato o un romanzo a seconda del target di età: il testo mi perviene con le indicazioni di dove verranno collocate le illustrazioni e dello spazio che devono occupare. Procedo quindi a disegnare le matite riguardanti la copertina e le pagine interne e le inoltro in redazione, dove verranno esaminate dall’editor.

Se non necessitano cambiamenti, passo alla realizzazione delle immagini definitive colorandole. La direzione artistica deciderà se i disegni vanno bene per essere stampati, oppure necessitano di ulteriori modifiche. Quando si sfoglia un libro illustrato, non si ha l’idea di quanto lavoro ci sia dietro ad ogni singola immagine».

Con quali case editrici collabora?

«Collaboro sia con case editrici italiane che estere. Rimanendo in territorio italiano lavoro con Mondadori, Piemme, De Agostini, Pearson, Giunti, Rcs, Fabbri e molte altre».

Il fatto di arrivare da un territorio piccolo come l’Oltrepò è stato uno svantaggio? Ha incontrato ostacoli?

«No, assolutamente. Stradella è situata in un’ottima posizione strategica, vicina a Milano che ospita una grande quantità di case editrici. Ma a dire la verità, ormai con la tecnologia è possibile lavorare in tutto il mondo comodamente dalla scrivania di casa. Per quanto riguarda il mercato estero ho un agente in Inghilterra che mi rappresenta, quindi diciamo che fa lui il lavoro sporco».

Cosa pensa di Stradella e del territorio?

«Amo molto la mia città e l’Oltrepò Pavese in generale. Vedo però il territorio molto sofferente. Mi auguro con tutto il cuore che in futuro la situazione possa migliorare e possa ottenere il riscatto che merita».

I suoi progetti futuri?

«Per quanto riguarda l’illustrazione ho già in programma per il 2019 di lavorare su quattro albi illustrati per il mercato canadese, un albo illustrato per il mercato italiano e la lavorazione di libri di scolastica».

Sogni nel cassetto?

«Più che un sogno è una speranza: quella di continuare così».

di Elisa Ajelli

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