Venerdì, 15 Novembre 2019

I TEARS OF ANGELS, L’HARD ROCK MADE IN SANTA GIULETTA, BRESSANA BOTTARONE E VERRUA PO

I Tears of Angels sono tutti giovani - classi 1994/1997 - originari dell’Oltrepo Pavese, precisamente delle zone tra Santa Giuletta, Bressana Bottarone e Verrua Po, che amano il “vero” rock e che, con la loro interpreta-zione, vogliono farsi conoscere e far rivivere le emozioni che solo i grandi personaggi di quegli anni hanno saputo regalare.

Quando nasce il gruppo dei Tears of Angeles?

«Da poco, nasce a novembre 2017; però ci conosciamo ormai da tempo e stiamo crescendo insieme. Abbiamo tutti tra i 22 e i 25 anni».

Stefano da chi è composto il gruppo?

«Siamo in sei: Matteo Malchiodi – batteria, Mattia Castelli – voce, Matteo Cardaci – chitarra, Davide Rossi – tastiere, Cristian Cardaci – chitarra e poi io, Stefano Calvi – basso. Oltre ai membri veri e propri della band, ci sono Lorenzo Calvi (il nostro fonico di fiducia) e Veronica Orlandi (la nostra fotografa ufficiale), che ci seguono in tutte le date».

Matteo a quale genere musicale vi ispirate?

«Principalmente hard rock, con qualche spruzzo di Heavy Metal. Ci piace definirci un “tributo alle leggende del rock”, nonostante la nostra giovane età. Fondamentalmente, ci ispiriamo ai Guns ‘n’ Roses, ai Kiss, agli ACDC, a Bon Jovi e molti altri».

Davide dove vi esibite solitamente?

«Attualmente nei vari pub oltrepadani e delle zone limitrofe; in estate alle varie feste locali organizzate dalle varie associazioni».

Mattia chi è il vostro pubblico?

«Il nostro pubblico varia per età e per gusti musicali, tuttavia ci capita di ricevere complimenti  anche da per-sone che preferiscono altri generi musicali. Noi ci ispiriamo tanto a quegli anni e durante i nostri concerti cerchiamo di riproporre situazioni molto simili a quelli che si creavano durante le esibizioni di questi grandi personaggi; chi ci segue lo può confermare. Inoltre, abbiamo una pagina Facebook che teniamo costantemen-te aggiornata, dove è possibile individuare le date delle nostre esibizioni».

Stefano i componenti sono tutti originari dell’Oltrepo Pavese?

«Direi proprio di si... Santa Giuletta, Bressana Bottarone e Verrua Po; più Oltrepo di così!».

Siete tutti nati e cresciuti dell’Oltrepo Pavese. Questo territorio offre spunti musicali e occasioni?

«Forse un tempo, ma non oggi. Purtroppo è una zona difficile: locali ce ne sono pochi, le abitudini sono cam-biate, i gusti musicali sono diversi e la gente è diversa; inoltre, anche le amministrazioni comunali non sempre sono predisposte a questo genere di attività. Tuttavia, noi non ci arrendiamo».

Cristian la vostra musica è una semplice passione o qualcosa di più?

«Prima di tutto è una valvola di sfogo, che ci permette di evadere dalla routine quotidiana e pressante. Inoltre, mi sento di dire a nome di tutti che non è una semplice passione; stiamo cercando di creare qualcosa di più. Con il tempo e con il nostro costante impegno, speriamo di essere pronti a proporre la “nostra” musica».

Davide come gestite la musica con le vostre vite private e quanto tempo dedicate?

«Ognuno di noi ha un rapporto diverso con le ore di esercitazione giornaliera, però settimanalmente abbiamo l’appuntamento fisso in sala prove per cercare di perfezionare il nostro sound. Tuttavia, abbiamo impegni scolastici e lavorativi, che ci “rallentano”, nonostante ciò cerchiamo di dare sempre il massimo in sala prove, con l’obiettivo di far diventare tutto questo la nostra vita!».

In questi due primi anni avete già avuto qualche riconoscimento?

«Riconoscimenti veri e propri, ancora no. Tuttavia, l’estate scorsa ci siamo esibiti alla Festa della Birra a Fumo, che ci ha portato alcuni nuovi agganci, e quest’anno speriamo ci siano tante altre occasioni per farci co-noscere e proporre la nostra musica». 

Stefano con la vostra musica e le vostre esibizioni, puntate a qualcosa in particolare?

«In particolare direi di no. Vorremmo semplicemente riportare il vero rock all’orecchio di tutti. Quella si che era musica!».

Quali programmi avete per il futuro?

«Come abbiamo già detto, l’idea sarebbe quella di far diventare la musica parte principale della nostra vita... e di creare qualcosa di nostro».

di Silvia Cipriano

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