Venerdì, 24 Maggio 2019

CASTEGGIO - COMITATO “BORGO ANTICO DEL PISTORNILE” «LA SITUAZIONE È IN “STILE CARACAS”»

La parte più antica della città di Casteggio  sorge su un colle detto Pistornile e sulle sue pendici. Ancora oggi questa zona rappresenta la storia casteggiana e conserva le tradizioni culturali della città. Da qualche tempo però, il Pistornile versa in una situazione di degrado, tant’è che alcuni abitanti di Casteggio e non, hanno deciso di fondare un vero e proprio Comitato per salvaguardare e riqualificare questo pezzo storico della città.

Il Presidente del Comitato “Borgo Antico del Pistornile” è l’avvocato Pier Francesco Fasano. è proprio lui a raccontarci come è nata questa associazione e come intende agire per il bene del Pistornile.

Fasano, cosa ci può dire in merito alla zona storica della città?

«Il Pistornile negli ultimi anni, nonostante le dichiarazioni d’amore delle varie amministrazioni comunali e aldilà dei colori politici, sta vivendo un lento scivolamento verso l’emarginazione e a volte il degrado la fa da padrone con fenomeni di piccolo spaccio e imbrattamenti vari.

Io e mia moglie siamo avvocati e abbiamo gli “strumenti” per muoverci. Non abitiamo a Casteggio, viviamo attualmente a Milano, ma torniamo in Oltrepò ogni weekend e d’estate ci trasferiamo qui: mia moglie è oltrepadana e abbiamo parenti e amici che vivono qui».

Come è nata la vostra idea di salvare questa zona?

«Tanti anni fa avevamo iniziato una battaglia e siamo riusciti a far mettere la ZTL (zona traffico limitato) da un certo punto in poi e anche le telecamere.  Nonostante questo nostro impegno e questa battaglia, c’è da considerare l’isolamento logistico perché è una zona chiaramente decentrata. Senza dimenticare poi la crescita sottozero: la zona è abitata solo da anziani e non ci sono esercizi commerciali, a parte un panificio. Molte case sono in rovina e non parlo solo di abitazioni private, ma anche di case di proprietà del Comune».

Come ha deciso di muoversi?

«Ho postato sui social dei video per far vedere la situazione che è in “stile Caracas” con ragazzi che si prendevano a bottigliate. O ancora gente che fa i picnic e lascia lì qualsiasi cosa. Questi episodi sgradevoli hanno però portato a una riflessione, mia e di altre persone, e abbiamo deciso di fondare questo Comitato, che è un esempio di cittadinanza attiva. Un tentativo di prendere modelli che ci sono già in altre città, in cui si fa un’interlocuzione con il territorio, non solo con il Comune quindi: si deve agire sentendo le aziende, i cittadini, i lavoratori. Vogliamo riqualificare la zona visto che è una zona storica, che ha anche per esempio il palazzo della Feudataria e l’ex monastero delle Clarisse. Ci siamo detti: cerchiamo di riprendere delle buone prassi e magari di prendere dei finanziamenti, presentando naturalmente dei progetti concreti».

Per esempio?

«Esiste il bilancio partecipativo con cui il Comune si interfaccia con i comitati attraverso proposte concrete: è un’operazione ovviamente ambiziosa e velleitaria, che si scontra con la teoria del “lascia stare”, del quieto vivere. Voglio davvero fare qualcosa per recuperare un minimo questa zona. I residenti vorrebbero qualcosa ma hanno bisogno di un’entità come il comitato per potersi interfacciare con il Comune».

Come è avvenuta la scelta del Presidente?

«Quando abbiamo deciso di creare il comitato la scelta è ricaduta su di me: io sono molto legato a questo posto, amo Casteggio e amo il Pistornile, con tutti i pregi e i difetti. Hanno scelto me perché ho pochi legami con il territorio e non ho peli sulla lingua».

Ci sono altre persone?

«Certo, stiamo cercando di coinvolgerne parecchie, soprattutto tra i giovani. Vogliamo fare piccole iniziative e puntare poi su progetti più ambiziosi come l’esenzione totale di Imu e Tari perché le gente se già deve ristrutturare le case almeno non ha altre tasse da pagare. Poi vorremmo concentrarci anche sulla questione parcheggi e viabilità e il ripristino della chiesa. L’andamento è quello di abbandonare la zona del Pistornile, noi invece vogliamo l’esatto contrario. Dove non può arrivare il settore pubblico vorremmo chiedere finanziamenti a eventuali sponsor, naturalmente con il consenso del comune. Le aziende che vorranno aiutarci saranno assolutamente ben accette».

Altri progetti che intendete realizzare?

«Stiamo mettendo a punto un po’ di idee e faremo dei gruppi di lavoro: abbiamo attivato “Next door”, che è una piattaforma americana che è arrivata anche in Italia e supporta il vicinato. Un’applicazione tramite cui le persone possono interagire, evidenziando situazioni pericolose o inviandosi foto di persone sospette. Poi serve anche per altri servizi, come il cercare una baby sitter… Poi vorremmo riprendere il cinema all’aperto d’estate. Proprio per questo stiamo creando gruppi di lavoro, in modo tale da valutare anche i possibili eventi da realizzare».

Quando avete iniziato a lavorare?

«Abbiamo iniziato a fare una prima assemblea pubblica lo scorso gennaio ed  stato davvero un successo, c’era molta gente. Poi abbiamo aperto una pagina Facebook».

Nel Comitato quanti siete?

«Al momento nel database che stiamo creando ci sono una sessantina di persone. Naturalmente è un gruppo aperto a tutti, non solo ai residenti del Pistornile. Tutti gli interessati possono partecipare. Ovviamente per fare tutto quello che abbiamo in mente ci vorrà molto tempo. Quando la situazione è così abbandonata, ci vogliono per forza anni per recuperarla».

C’è però positività da parte sua?

«Sì, c’è davvero molto entusiasmo. Anche per il fatto che all’assemblea c’erano molti giovani. Li ho subito precettati e li ho messi a gestire la pagina social. Le persone invece più mature si occuperanno della storia: stiamo pensando di fare degli incontri in cui verrà raccontata la storia di ogni singolo palazzo».

 di Elisa Ajelli

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