Martedì, 19 Marzo 2019

MORNICO LOSANA - «IL MIO OBIETTIVO SARÀ RIUSCIRE A CONIUGARE LA TRADIZIONE CON L’INNOVAZIONE ALIMENTARE»

Le ciambelle biscottate di Mornico Losana sono un prodotto molto apprezzato e conosciuto in tutto l’Oltrepò Pavese; un dolce antico, la sua origine, infatti, è probabilmente nei dolcetti che si cuocevano per sfruttare il calore residuo del forno per il pane al termine della cotta. La famiglia Calvi ha saputo negli anni valorizzare il prodotto e farlo conoscere nella sua semplicità – le ciambelle si realizzano con uova, zucchero, burro, farina, lievito e sale, e un pizzico di vaniglia – ma anche nell’abbinamento ad un’altra gloria locale: i vini dell’Oltrepò Pavese. Benedetta Calvi è l’ultima erede della famiglia Calvi ed è colei che sta tentando di coniugare la tradizione con l’innovazione alimentare.

Benedetta come nasce la vostra attività?

«La nostra attività nasce nel 1940; inizialmente il locale era una delle tante osterie da paese che, in quegli anni, davano vita ai piccoli borghi. Tutto nasce con Clelia Torti, una donna moderna per l’epoca: imprenditrice, vedova e madre di Mario e Giovanni. I figli ben presto la affiancheranno nella conduzione dell’azienda che, nell’arco di poco tempo, si trasforma da semplice osteria ad albergo-ristorante e negozio di alimentari con un laboratorio di produzione di pane e dolci. È in questo laboratorio che nel 1956 nasce la ricetta delle ciambelle di Mornico Losana, ricetta che passerà ad Ottavio Calvi, colui che conduce attualmente l’azienda, nonché nipote di Clelia Torti».

Cosa rappresentano le ciambelle per la sua famiglia e per Mornico Losana?

«Le ciambelle di Mornico sono uno dei tanti prodotti che portano vanto al nostro paese. Nello specifico, per la mia famiglia è storia, tradizione e ricordi!».

Qual è il legame di questo prodotto con il territorio dell’Oltrepò Pavese?

«Le ciambelle sono uno dei dolci tipici dell’Oltrepò Pavese, proposte in varie ricette; la nostra ricetta però è differente, perché nasce su richiesta personale di una cliente milanese dell’epoca».

Questo prodotto artigianale si sposa con altri prodotti tipici della zona, ad esempio il vino. In che modo?

«Le ciambelle di Mornico Losana si prestano molto bene all’abbinamento con il moscato; qualche temerario ha provato ad abbinarle con il bonarda! Tendenzialmente però vengono preferite come biscotto per la prima colazione».

Benedetta in cosa vi distinguete dagli altri produttori?

«La nostra attività predilige la lavorazione a mano, ingredienti di prima qualità (uova, farina e burro) e passione per il prodotto».

Questo prodotto lo conoscono solo in zona Oltrepò oppure puntate a farlo conoscere in tutta Italia?

«Le nostre ciambelle nel corso degli anni si sono fatte conoscere in varie zone d’Italia, principalmente al nord, grazie al passaparola tra i clienti, ma anche attraverso fiere ed eventi a cui abbiamo partecipato».

Riconoscimenti?

«Dal 2008 abbiamo la De.C.O., ovvero la Denominazione Comunale di Origine. Ne siamo orgogliosi!».

Avete mai realizzato o pensato realizzare un evento ad hoc per coniugare turismo e le ciambelle di Mornico Losana?

«In azienda proponiamo vari eventi, primo su tutti i laboratori didattici con i bambini e ragazzi delle scuole. Diamo a loro la possibilità di provare a realizzare le nostre ciambelle e vestire i panni del pasticcere per un giorno. Oltre a questo, ogni anno 1a prima domenica di giugno si svolge la sagra della ciambella di Mornico Losana in concomitanza con la fiera dell’agricoltura promossa dal Comune e dalla Pro-Loco».

Nella sua famiglia c’è già qualcuno improntato a proseguire l’attività nei prossimi anni?

«Sì, in famiglia c’è già chi seguirà le orme di Mario e Giovanni: sono io, Benedetta.

Sto portando avanti l’attività di famiglia, dopo la laurea in economia e un percorso di formazione per pasticceri in CastAlimenti; il mio obiettivo sarà riuscire a coniugare la tradizione con l’innovazione alimentare».

Lei è nata e cresciuta a Mornico. Come pensa possa essere nei prossimi decenni la vita in questi piccoli paesi?

«Tendenzialmente credo continuerà ad essere una vita tranquilla, come è giusto che sia in questi paesi; del resto se si opta per un borgo come Mornico Losana, non si cerca la confusione. Tuttavia credo che ci si dovrà focalizzare su alcuni aspetti che la vita di oggi necessita, quali servizi assistenziali agli anziani e per i disabili, attività per i più piccoli, magari creando una rete di aiuti tra i piccoli comuni».

Su cosa bisognerebbe puntare, secondo lei, per far tornare a splendere l’Oltrepò Pavese?

«L’Oltrepò Pavese già splende! In questo ultimo anno ho avuto modo di viaggiare tanto per il nord e centro Italia, conoscendo produttori e professionisti del settore pasticceria... non ci manca nulla. Abbiamo qualità, voglia di fare, splendidi posti da far conoscere, ottimi prodotti da far degustare;  dobbiamo solo essere capaci di venderci e unire le forze. Lavorare per conto proprio non in tutte le situazioni aiuta, bisogna fare squadra e creare una rete tra i singoli produttori!».

di Silvia Cipriano

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