Giovedì, 19 Settembre 2019

VOGHERA - “LA ZANZARA” PUNGE ANCORA

Da alcuni anni è un seguito “Blogger” sui principali Social networks, grazie alla sua Pagina Facebook “La Zanzara”, originariamente titolata “La Zanzara di Voghera”. Il riferimento specifico alla località oltrepadana è stato poi rimosso, per dar maggior respiro e copertura d’intenti allargata a problematiche, o comunque notizie, anche extra-territoriali, nazionali ed internazionali. È lampante il riferimento immaginario, o forse anche non immaginario, ad un’entità... pungente! Abbiamo incontrato il “pungente” Renato Faller.

Abbiamo saputo che alcune settimane or sono è stato Ospite della nostra Ambasciata a Beirut, città che lei ha militarmente pattugliato ad inizio anni ‘80...

«Ringrazio voi de Il Periodico, mai come questa volta! Siete l’unico organo d’informazione del territorio che mi ha contattato e mi ha dato la possibilità di parlare di questo importante accadimento, sia della Storia sia della mia vita, a differenza dei vostri, se posso dire, colleghi...».

Sulla sua Pagina “La Zanzara” Lei attacca sovente gli Organi d’Informazione...

«Non è esatto: io non “attacco”. Semplicemente esprimo un dissenso quando ritengo ve ne siano valide motivazioni, come in questo caso».

Andiamo però per ordine: perché questo invito ufficiale a Beirut?

«Dal 1982 al 1984, l’Esercito Italiano, unitamente agli Eserciti Francese, Inglese e Statunitense, con la Sigla “Missione Italcon” (l’Operazione unificata degli Eserciti suddetti andava sotto l’acronimo MFL, Forza Multinazionale in Libano, n.d.r.), partecipò ad una Missione di Pace in Libano. Io presi parte, in quanto militare di una Forza Speciale, a due periodi della stessa, tre mesi nell’82 ed altrettanti l’anno successivo. Lo scorso fine Ottobre, l’Ambasciatore Libanese ha invitato parecchi ex-militari della Missione ad una 3 giorni molto emozionante a Beirut, in ricordo appunto della Missione di Pace. Siamo stati ospiti della nostra Ambasciata, ed abbiamo ripercorso molti “tragitti” di quei giorni, valicato ancora quella zona di Beirut che all’epoca era diventata famosa come “Green Line”, Linea Verde: una zona che abbiamo interamente smilitarizzato, consentendo ai palestinesi superstiti di poter passare incolumi in Siria ed in altri Paesi Arabi... mi vien la pelle d’oca ancora adesso, raccontandoglielo...».

Fu una Missione di Pace costellata, ahimè, di vere azioni di guerra, se è vera la versione che Oriana Fallaci ne diede nel suo libro “Insciallah”...

«Conobbi Oriana Fallaci a Beirut, era l’inviato in Libano per l’Europeo... purtroppo sì, tutto era assolutamente reale! Si sparava, piovevano bombardamenti ed attacchi suicida ogni giorno! Con il mio contingente rimanemmo ostaggi accerchiati, all’interno di un cortile di una costruzione già parzialmente distrutta, per un giorno ed una notte: ci liberarono le Forze alleate all’alba del secondo giorno, con gli elicotteri, quando le nostre munizioni erano ormai ridotte al minimo... a me restava solo la pistola con un caricatore...».

Le notizie che arrivavano in Italia all’epoca, però, non rendevano giustizia a questa situazione così estremamente cruenta...

«Per parlare di Organi d’Informazione (sorride), alcune testate ricordo fossero assolutamente sincere, in questi termini. Più probabilmente, altre notizie “dal fronte” non venivano, per segreto di Stato, divulgate».

Ad esempio?

«Le posso dire che l’Ambasciatore ci ha rivelato proprio in occasione di quest’ultimo incontro a Beirut che noi italiani, che avevamo in carico un grandissimo Ospedale da campo, avendo i nostri militari donato più volte il sangue in favore di feriti palestinesi, in qualche modo, in qualche momento, grazie a qualche “annuncio” negli altoparlanti che scandivano le preghiere della sera... qualche situazione profondamente pericolosa l’abbiamo scampata, a differenza di altri... Ma a noi queste cose non sono mai state dette, negli anni, né alcuno le ha mai scritte, allora, che io sappia. Capisce, credo, che questa era una commemorazione importante, uno stralcio di storia mondiale vissuta dal sottoscritto, in mezzo a migliaia di altri militari e civili, che, a mio parere, andava pubblicato dalla stampa locale, così come hanno fatto giornali di miei commilitoni di Padova, di Ferrara, di Alcamo... io ho contattato un “poverino” per un giornale che pubblica dei pifferi di qualche località e/o la raccolta dei funghi, ma questo manco m’ha risposto! Forse, fa fede il suo cognome...».

Lei, però, mi permetta, è un po’ parte in causa, visto il suo seguito Gruppo facebook “La Zanzara”...

«Io ritengo che la comunicazione sia importante quando viene recepita! Se vuoi comunicare qualcosa, innanzitutto devi “far sorridere”: oggi non puoi essere morigerato! Devi magari essere un po’ dissacrante, satirico. Ce lo insegna “Alto Gradimento”, ce lo insegna “Lo Zoo di 105”, il programma radiofonico più seguito d’Italia... Devi osare, andare oltre lo schema, la barriera. Così ho fatto, nell’ambito locale, cercando di far interagire le persone divertendole!».

E ci riesce?

«A volte sì, a volte no... poi, ho tanti osservatori, diciamo, ma avverto una certa reticenza all’iscriversi, ad esempio. Certo molti si divertono, lo vedo dai dati di lettura, quando pubblico qualcosa, ad esempio, di satirico su Ghezzi, che è una fucina di ispirazione enorme...».

Ma solo lei può pubblicare, o anche gli iscritti?

«Tutti gli iscritti possono pubblicare, certamente! E non vado, comunque, ad esempio solo a “pungere” Ghezzi... anche Barbieri! Io sono di Destra, ma non vado a colpire solo la Sinistra, assolutamente bipartisan! Poi, essendoci molti iscritti di Destra, ad esempio la Vicini non entra, eh vabbè, è così. Però Alessandra Bazardi ed Ilaria Balduzzi si, ad esempio. Che sono persone splendide e dicono tranquillamente “la loro”! A Pier Ezio probabilmente “non vado giù” perché due o tre volte l’ho punto nel modo giusto... Io non sto zitto, non avendo “cambiali da incassare”, quindi... Politicamente, personalmente ho appoggiato Barbieri ed ho gioito quando ha vinto, perché quella era la squadra nella quale mi riconoscevo. Pier Ezio è una multinazionale con la frangia! Adesso stanno facendo una politica su ASM che francamente … non so se la stanno buttando giù di valore per venderla a meno, ma stanno tirando fuori storie allucinanti: comincio a pensare che quel bug che ha mandato in tilt la fatturazione sia stato fatto apposta per svenderla. Son bravi a fare queste cose... Anche la scelta di Monica (Sissinio, n.d.r.): lei è aziendalmente esperta, è brava, ed anche buona d’animo, ma non è uno squalo! Allora la metti dentro per approfittartene? Testa di legno? Fammi capire... Capro espiatorio? Tutto può essere. Poi anche sulla differenziata... non ti piacciono i cassonetti, sono disegnati male, sono scomodi: capisco tutto, ma la differenziata nasce così. Ci son città e paesi che non sono riusciti a farla, nei quali questo sistema è fallito: altri dove è andato benissimo! Come in Emilia Romagna, ad esempio. Che sia difficoltoso imparare può essere, ma insomma: se i pensionati imparano a giocare alle slot-machines... non è che i cassonetti siano poi una cosa così strana! Ci sono poi comunicatori come Giacomo Lorenzo Botteri, che è la faziosità in persona, che pubblicano poi tutto ciò che della Sinistra va bene e tutto ciò che va male della Destra. Ma fai il giudice: dovresti essere super-partes! Non ti mettere in evidenza, usa uno pseudonimo... Una volta mi disse “Pensa che ho assolto uno della Lega!”: ovviamente da lì nacque uno sfottò...! Lui interagisce molto su La Zanzara, è un contraddittorio “rosso”; a me piace questa cosa, è giusto che ci sia. Io ho invitato anche Ghezzi, la Vicini. Alla Vicini avevo anche detto di pubblicare tranquillamente sulla Pagina le notizie di “Voghera è”, oppure Alessandro Traversa, che adesso si è fissato con la Sinistra. Gestisce il gruppo “Politica@Voghera”: se si pubblica qualcosa inerente alla Destra non va bene perché “non riguarda Voghera”, magari... se però pubblichi del Congresso del PD a Canicattì va bene! Cioè... due pesi, due misure... Questa è una comunicazione sbagliata, completamente sbagliata. Montanelli diceva che il giornalista asettico è un demente: uno deve avere le proprie idee. Ma è anche vero che tu non puoi abbattere quelle degli altri, o fare quello che sta solo da una parte... poi, in politica il marcio ed il bravo stanno ovunque. Guardi come stanno massacrando i poveri 5 stelle! Parlando con Romaniello (Cristian, On. Deputato del Movimento 5 Stelle, n.d.r.), che è un amico, mi ha detto molte cose sulla stampa, e come ci gioca... Ma guardi che è facile, sa?! Bastano particolari per manipolare menti semplici. Ecco perché, secondo me, la comunicazione vincente è quella di far ridere le persone! Non esattamente far ridere, ma, diciamo, tranquillizzarle».

Sulla sua pagina non succede sempre, però...

«No, perché io lascio massima libertà d’espressione, non faccio “selezione all’ingresso”. Quindi, ogni tanto, partono anche delle liti, magari tra razzisti, classisti... gente che considero un male aggiunto alla Destra ideologica. Ecco, diciamo che quando qualcuno pubblica qualcosa di cruento, o di forte ma che va oltre, allora cancello, a tutela della leggerezza... Ma se entra Traversa e mi canta “Bella Ciao” non lo cancellerò mai!».

Come si lega però, mi scusi, tutto ciò con il suo dissenso per la non avvenuta pubblicazione della notizia della recente trasferta libanese?

«Io reputo il nostro quotidiano locale un Organo di Partito: ciò è sbagliato, perché prende soldi dallo Stato, quindi anche da chi di Sinistra non è, e non è giusto. Però, cosi va l’Italia... Ritengo venga pubblicato ciò che impone il capo della linea editoriale. Nel caso locale, potrebbe essere che non pubblichino la mia notizia perché magari sto sui “cosiddetti” al giornalista di turno... Ad esempio, il 12 novembre passato c’è stato il tragico anniversario di Nassiriya: dopo due giorni ancora non vedo pubblicare nulla, allora “denuncio” la cosa sulla mia Pagina. Dopo un giorno, di articoli ne escono ben due! Nel mio caso, penso di essere stato vittima di un “personalismo”: ma io non rappresento me stesso. Rappresento una Forza Armata in una Missione Internazionale, in questo caso».

Velatamente sta dicendo che il problema potrebbe essere antipatia nei suoi confronti e/o de La Zanzara?

«Io ho tentato di contattare diversi giornalisti, uno non mi ha mai risposto: allora ho trasmesso la notizia a viva-voce ad un altro giornalista, che mi ha espresso interesse alla cosa, chiedendogli di informare la redazione del giornale.  Ed ancora nessuna risposta. Considerando che il locale quotidiano finisce spesso tra le risate dei lettori della mia Pagina... Talvolta sono apparse notizie che han rischiato di far andare a gambe all’aria Aziende della zona, come la volta che pubblicarono dell’avvenuto sequestro, mai avvenuto, di alcune strutture del Cowboys’Guest Ranch! Poi si pubblicarono, in un trafiletto, la smentita, però... resta comunque un danno d’immagine e, facilmente, economico».

 di Lele Baiardi

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