Martedì, 22 Gennaio 2019

VOGHERA - VARZI - SANTA MARIA DELLA VERSA - 20 MILA EURO PER LA “BIBLIOTECA DELLA BIODIVERSITÀ”

Testi che trattano di orticoltura, di allevamento, di apicoltura e ancora scritti sugli alberi da frutto e sulla vite, saggi, testi tecnici e di narrativa sul tema  dell’ecologia e della biodiversità. Nasce così la “Biblioteca della Biodiversità”  una raccolta di oltre 300 libri divisi per genere e per età, che hanno lo scopo di ampliare la conoscenza riguardo alla tematica della Biodiversità, applicando la cultura ecologica alla vita quotidiana. I libri sono stati vagliati da un gruppo di lavoro, composto da docenti e altre figure che hanno dato il loro contributo. I volumi sono disponibili nelle Biblioteche di Voghera, Varzi e Santa Maria della Versa, e la loro reperibilità nelle frazioni è garantita grazie al servizio Bibliobus.

Paolo Paoletti Direttore della Biblioteca Civica Ricottiana di Voghera, capofila del Sistema Bibliotecario oltrepadano, spiega come è nato e come si è sviluppato il progetto.

Paoletti, cosa significa “Biblioteca della Biodiversità “?

«L’idea di questa biblioteca, intesa come insieme di libri, è nata con il progetto eleborato dalla Fondazione per lo sviluppo dell’Oltrepò Pavese, “Oltrepo(Bio)diverso, la natura che accoglie”. Inizialmente eravamo partiti pensando a pubblicazioni di tipo tecnico. Successivamente, guardando le caratteristiche del progetto, abbiamo pensato a una visione a 360°, intesa in questi termini: se in un contesto naturale abbiamo essere animati (umani, animali e vegetali) che convivono, già questa esistenza è una condizione di Biodiversità. L’obiettivo era una maggiore conoscenza della realtà. Questo discorso non poteva essere fatto con dei libri tecnici, rivolti esclusivamente a un pubblico specializzato. Così, da una parte abbiamo ampliato il pubblico potenziale, partendo dai bambini dai 4 anni in su, in un elenco ordinato per età, atto a favorire l’utilizzo nell’ambito della didattica, fino ad arrivare agli adulti; dall’altra, abbiamo allargato la tipologia dei libri, dividendoli per generi. Per cui partiamo dalla narrativa per bambini e ragazzi, e arriviamo ai testi specialistici (che possono riguardare la viticoltura, l’allevamento, gli impianti agricoli, la potatura) trattando anche tematiche sociologiche, filosofiche, sul senso del rapporto con la natura, l’etica dei rapporti ambientali; ad esempio, L’Enciclica del Papa è un trattato religioso-filosofico sull’Ecologia».

Cosa la differenzia da una “normale” biblioteca?

«La differenza con una normale biblioteca non c’è, nel senso che è una biblioteca tematica molto larga, aperta agli appassionati di questo genere. Lo scopo della collezione è quello di provocare una riflessione su questo tipo di temi, vedere ciò che è già stato fatto e che potrebbe essere realizzato nel nostro territorio, dando degli strumenti di conoscenza volti all’approfondimento, perchè si parla in maniera abbastanza superficiale di certi argomenti».

Attraverso l’istituzione di questa biblioteca si intende promuovere e “insegnare” la cultura ecologica nella quotidianità. Con quali criteri sono stati scelti i libri da inserire in questa nuova sezione?

«Il criterio di scelta è legato all’attinenza al progetto generale, quindi chiaramente ci sono decine di titoli che trattano in modo più o meno specifico, secondo vari punti di vista, il tema della Biodiversità. Ad esempio, abbiamo alcuni volumi dedicati al lupo, in quanto specie ricomparsa nelle nostre zone, parte dell’ecosistema e con una funzione di controllo su altri animali selvatici che possono creare problemi, come il cinghiale».

La Biblioteca della Biodiversità  fa parte del progetto promosso dalla Fondazione Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, “Oltrepò(Bio)diverso, la natura che accoglie”. Quanto è costato l’intero progetto e quanto tempo si è reso necessario per la sua realizzazione?

«Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cariplo e il budget impiegato si aggira intorno a 20.000 Euro, cifra che è stata utilizzata per acquistare i libri facenti parte della sezione. Una parte del denaro sarà utilizzata per iniziative promozionali e di conoscenza della struttura».

Quante persone attualmente sono impegnate nel progetto?

«Io sono il Direttore del Sistema Bibliotecario, ho coordinato un po’ tutto. Le persone impegnate nel progetto sono diverse e a vario titolo. Ci sono i docenti delle scuole, con competenze diverse, che hanno dato dei suggerimenti; i conducenti dei Bibliobus, la Direttrice del Museo di Scienze Naturali... persone che avevano titoli ed esperienza per dare indicazioni. La caratteristica della Biblioteca della Biodiversità è quella di avere delle pubblicazioni effettivamente disponibili sul mercato librario, acquistate nell’ultimo anno».

In quali biblioteche sono disponibili i libri? Solo consultazione o anche prestito?

«I libri sono disponibili, oltre alla Biblioteca Civica di Voghera, presso le strutture di Varzi e  Santa Maria della Versa, le due biblioteche di centro valle individuate in questo progetto, sede degli istituti comprensivi che coprono l’area dell’Oltrepò Pavese. Inoltre, si possono trovare anche sui 2 Bibliobus, in Valle Staffora e in Val Versa. Ovviamente non sono tutti disponibili contemporaneamente su un mezzo, perchè un furgone ha dimensioni limitate. Sono però assolutamente richiedibili. Bibliobus ha il compito di far da tramite per il recupero delle varie richieste, portando nelle frazioni i libri che non sono reperibili. Vi è quindi totale disponibilità al prestito e alla consultazione».

è disponibile una banca dati online?

«Sì, sul sito del Sistema Bibliotecario dell’Oltrepò, sul catalogo Unico Pavese, cercandoVoghera Bibliobus e i libri disponibili.  Non è però presente un elenco dei volumi, che è consultabile sul sito di OltrepoBiodiverso, dove è arricchito da una piccola presentazione per ogni testo con un aggiornamento ogni 15/20 giorni, perchè tanti testi sono in ristampa».

Avete avuto già un riscontro di pubblico?

«Sì, il progetto è partito quest’estate, quindi siamo ancora a un livello iniziale. Per quanto riguarda gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, stiamo avendo un riscontro notevole, anche da parte degli insegnanti».

Lei è il direttore della Biblioteca Ricottiana di Voghera. Chi almeno una volta, fino un decennio fa, non è stato in biblioteca per studiare, consultare o anche solo per “respirare” odore di libri… Quanto è cambiato il pubblico della biblioteca vogherese con l’avvento di internet?

«Diciamo che il pubblico medio/adulto non è cambiato, sono cambiati i ritmi lavorativi che impone la vita moderna. Un cambiamento, purtroppo negativo, c’è stato per i ragazzi, che tendono a leggere meno e a utilizzare di più lo smartphone. Abbiamo pensato alla creazione di un e-book, ma è un progetto molto costoso. La nostra scelta è di investire su un progetto tradizionale, promuovendo il settore librario».

è ancora uso e costume studiare in biblioteca?

«Sì, tantissimo... con la differenza, rispetto al passato, che gli studenti vengono a studiare con il pc, utilizzando il collegamento wifi gratuito. Questo è il senso dello svecchiamento della biblioteca: non più solo un deposito di libri, ma uno spazio in cui si studia tramite dei supporti (cartacei, multimediali), interagendo con la rete».

Quali sono i servizi che oggi la biblioteca per “svecchiarsi” rende ai fruitori?

«Lo svecchiamento è stato fatto in coerenza con le richieste degli utilizzatori. Una biblioteca pubblica non nasce per se stessa, come può essere quella universitaria, ma per fornire un servizio agli utenti del territorio. Se questi hanno conservato l’abitudine al testo tradizionale cartaceo, è giusto che si segua questa tendenza. Il libro elettronico arriverà a conquistare una certa fascia, ma non oltre; non eliminerà il libro cartaceo, perchè questo porta a un approccio sensoriale, e la lettura del libro aiuta la memorizzazione. L’e-book ha il vantaggio di essere fruibile ovunque, anche se a mio parere può essere riservato solo a certe tipologie testuali, come il romanzo. Il libro cartaceo costringe l’utente a relazionarsi con un tipo di interattività intellettuale, ed è questo che fa la differenza».

Il servizio Bibliobus è attivo; in che modo “lavora” sul territorio?

«Bibliobus è nato nell’800, in Inghilterra, con la carrozza a cavalli... noi abbiamo iniziato con un piccolo furgone, con all’interno degli scaffali con i libri. Ci troviamo ad operare su un territorio con tante piccole biblioteche, che restano aperte grazie ai volontari. Inoltre, nella zona collinare, vi sono tante Frazioni molto popolate d’estate, ma la gente non sempre ha la possibilità di scendere a valle. Prendiamo l’esempio di Varzi e della Frazione di Pietragavina... Bibliobus è nato con l’idea di fermarsi in queste frazioni e portare il proprio servizio, mettendo a disposizione un migliaio di volumi. Nel caso in cui il libro non fosse immediatamente disponibile, è possibile prenotarlo per il “giro” successivo. Questo è ciò che viene fatto nella stagione estiva, per i Comuni che aderiscono al Sistema Bibliotecario dell’Oltrepò. La primavera e l’autunno sono dedicati alle scuole (materne, elementari e medie inferiori), nel periodo che va da Ottobre a metà Novembre, e da Pasqua alla fine dell’anno scolastico. Il servizio è sospeso durante l’inverno, per via delle condizioni atmosferiche; in questo periodo continua il lavoro di riordino e catalogazione dei testi. Abbiamo in programma un piccolo progetto, avviato con il contributo di Regione Lombardia, con il quale vogliamo realizzare degli eventi culturali destinati ad un pubblico in età prescolare e scolare».

di Federica Croce

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