Sabato, 15 Dicembre 2018

VERRUA PO - «A DIRE LA VERITÀ, IL GRUPPO AVREBBE POTUTO CHIAMARSI “VERRUA BAND”»

I Nuovi Uragani si conoscono da anni e si esibiscono nelle piazze e nei locali dell’Oltrepò Pavese. Questo gruppo è nato circa tredici anni fa ma, nel corso del tempo, la formazione si è modificata continuamente, fino a quella attuale che, da un anno a questa parte, suona insieme per passione e, soprattutto, per celebrare valori che nella vita di oggi sembrano essere scomparsi; uno dei valori che I Nuovi Uragani celebrano più di tutti è l’amicizia... quella con la “A” maiuscola!

Quando nasco I Nuovi Uragani?

«I “vecchi” uragani nascono circa tredici anni fa... nel tempo il gruppo si è continuamente modificato. Con tutte le persone che negli anni sono entrate a far parte della band, abbiamo sempre suonato insieme...il nostro gruppo si fonda sull’amicizia. I Nuovi Uragani sono nati circa un anno fa...».

Da chi è composta la band attuale?

«È composta da Tacconi Bruno (batteria), Cavalloni Claudio (tastiera), Andolfi Learco e Ivano Randi (chitarre), Calvi Maurizio (basso) e Parmeggiani Sergio (cantante)... apparteniamo a svariate classi che vanno dal ‘50 al ‘68!».

I componenti sono tutti originari dell’Oltrepo Pavese?

«A dire la verità, il gruppo avrebbe potuto chiamarsi “Verrua Band” (dice Sergio, scherzando). Sergio è di Broni e Claudio è di Pavia, mentre tutti gli altri componenti sono di Verrua Po. Ci capita molto spesso di suonare a Verrua Po, infatti la Pro Loco ci coinvolge nella maggior parte degli eventi e noi siamo ben lieti di partecipare alle loro iniziative!».

Musicalmente a chi vi ispirate?

«Il nostro repertorio è rimasto costante nel tempo... prendiamo spunto dagli anni ‘60 – ‘70. Noi facciamo molte canzoni italiane, tra cui I Nomadi (gruppo nato appunto nell’Oltrepo Pavese), soprattutto ci ispiriamo alle loro canzoni dei primi LP.».

Quindi proponete solo cover o avete realizzato qualche pezzo vostro?

«Negli anni è capitato di scrivere testi nostri - che abbiamo rivisitato - e qualcuno lo abbiamo proposto al pubblico. Siamo soddisfatti, perchè durante le esibizioni ci vengono richiesti...».

La vostra musica è una semplice passione o qualcosa di più?

«Con I Nuovi Uragani si è venuta a creare un’amicizia molto forte... ci sentiamo quotidianamente, non solo per le prove o per i concerti. Il nostro è un ottimo rapporto, non solo musicale...».

Quante volte a settimana vi ritrovate per suonare?

«A meno che non gioca la Juventus, ci ritroviamo ogni martedì... rigorosamente!».

Dove vi esibite solitamente?

«L’Oltrepo Pavese è il nostro palco... non amiamo andare lontano. Le piazze e i locali della zona sono sempre disposti ad ospitarci. Il “RompiBar” di Rea Po, per esempio, ci ospita molto spesso perchè il proprietario ha creato questo locale che praticamente è uno studio di registrazione, con un’ottima acustica».

Chi è il vostro pubblico?

«Il nostro pubblico non è giovanissimo. Diciamo che varia dai trentenni... ai settantenni; quest’ultimi abbandonano la TV e vengono ad ascoltarci. È un pubblico amante della bella musica, della vita e dei grandi ideali che oggi sembrano essere sottovalutati, tra i quali l’amicizia appunto...».

Negli avete avuto qualche riconoscimento?

«Negli anni è capitato di partecipare a degli eventi benefici, ad esempio con Telethon un po’ di anni fa... in quell’occasione abbiamo cantato con I Camaleonti, con Maurizio Arceri e altri grandi cantanti».

Progetti futuri?

«Con I Nuovi Uragani ci piacerebbe prender parte ad eventi benefici, ripetere l’esperienza con Telethon sarebbe per noi una gran bella cosa, partecipare a questo genere di iniziative ci entusiasma e poi piazza Duomo a Milano è un bel palco scenico... suonare per così tante persone e per un motivo così importante, è una grande soddisfazione!».

Ai giovani cantanti e musicisti che vogliono mettere in pratica questa passione, cosa consigliereste?

«Generalmente, ci fa un po’ specie vedere giovani cantanti che durante le loro esibizioni dal vivo, fanno uso di strumenti per migliorare la performance... noi da sempre suoniamo e cantiamo rigorosamente dal vivo. Non abbiamo basi ritmiche o canzoni pre-registrate. Purtroppo, oggi ci sono professionisti che fanno questo “mestiere” in modo venale (forse solo per i soldi). Non c’è il piacere di cercare il giovane che sa cantare/suonare bene per introdurlo in un’attività musicale. È comunque giusto che provino a fare musica... la musica è un valore importante, proprio come l’amore e l’amicizia!».

di Silvia Cipriano

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