Sabato, 17 Novembre 2018

BRONI – VOGHERA - CRESCONO IN TERRA OLTREPADANA LE “BARBE DELL’ANNO”

Vengono dall’Oltrepò due delle barbe italiane “migliori” del 2018. Lo ha certificato il concorso nazionale “La barba dell’anno” celebrando la vittoria di un vogherese, Matteo Vilmercati, mentre a Bruno Maggio di Broni è andato un premio speciale della giuria. Negli anni 60 e 70 simbolo di ribellione all’establishment dei genitori e dei colletti bianchi, per lungo tempo la barba è rimasta appannaggio di rockettari, bikers o artisti “maledetti”. Negli ultimi anni invece è diventata fenomeno di costume, reso trendy da movimenti come quello hipster che l’hanno definitivamente sdoganata e “normalizzata” presso il pubblico di massa.

Per i duri e puri che la portavano anche prima ha significato molte occhiatacce in meno, ma anche la perdita – o meglio, l’annacquamento – di una certa visione “romantica” dell’essere barbuti. Occhio però a non offenderli dando loro dei modaioli. «Per noi la barba è uno stile di vita, un’espressione della nostra personalità» spiega l’organizzatore della manifestazione Pasquale Ferraro.

«L’idea del concorso ci è venuta nel 2016, anno in cui organizzammo la prima edizione a Cosenza, dove vivevo all’epoca. Voleva essere una manifestazione di carattere più che altro regionale, invece ricevemmo iscrizioni da ogni parte d’Italia, qualcuno arrivò persino da Malta. In tutto ci furono 44 partecipanti. Quest’anno ci siamo spostati ad Asti perché insieme alla mia compagna, che organizza con me, ci siamo trasferiti».

Le richieste di partecipazione sono aumentate ancora, ma l’adesione alla manifestazione in sé è stata penalizzata «dal fatto che il 25 agosto, data dello svolgimento, il tempo è stato brutto». La kermesse ha carattere benefico, con il ricavato del costo iscrizioni (10 euro a persona) devoluto ad una struttura che si occupa del reinserimento in società di persone affette da sindrome di down. Ci si iscrive attraverso un modulo google apposito oppure attraverso la piattaforma web “Mania barba”.

La giuria di “specialisti” (il campione in carica Diego Bazoli, l’artista tatuatore Gigi Sciviero, il barbiere di Asti Alessandro Sesta, la pentatleta Gandolfo Francesca e gli organizzatori stessi Pasquale Ferraro e Elena Pucciariello) valuta poi in base ad alcune discriminanti come lucentezza, morbidezza, forma e stile generale. «La lunghezza in sé non è determinante e viene considerata solo in caso di parità di punteggio tra due concorrenti» spiega Ferraro.

«Logicamente c’è comunque una lunghezza minima richiesta che è di 4 centimetri partendo dal mento». Passando al vincitore del concorso e al premio speciale “della critica” scopriamo che sono oltrepadani doc. Il primo è vogherese, il secondo di Broni. Sono coetanei, oltreché amici…”per la barba”.

Matteo Vilmercati, 33 anni, è nato e vive a Voghera. Lavora come meccanico attrezzista a Castelnuovo Scrivia e si occupa della produzione e della commercializzazione di packaging plastici nel settore farmaceutico e cosmetico. Appassionato di calcio, gioca a calcetto e va a pescare appena può. Non è barbuto “da sempre”, ma madre natura gli ha donato una colorazione rossa e delle sfumature che lo rendono unico. è questa sua particolarità, insieme alla morbidezza della sua barba, ad aver convinto i giudici ad assegnargli il primo premio del concorso.

Come ti è venuto in mente di partecipare a “La barba dell’anno”?

«Diciamo che é stato un caso venire a conoscenza di questo concorso benefico. Chiacchierando con un amico anche lui “barbuto”, Bruno Maggio, è uscito il discorso, e sapendo che era a scopo benefico insieme abbiamo deciso di partecipare».

Quando hai iniziato a portare la barba?

«Non c’è una data precisa diciamo 2 o 3 anni fa, per quanto mi riguarda. Ho sempre ammirato quella degli altri finché, in accordo con la mia compagna anche lei amante della barba e ad un altro caro amico barbuto ho deciso di farla crescere e provare a coltivare questa passione su me stesso».

Ci sono molte correnti “filosofiche” dietro alla barba. Rocker, biker, hipster…tu ti identifichi in qualcuna di queste?

«Personalmente non mi identifico in nessuna di queste correnti, non ho una filosofia precisa sulla barba, penso che sia qualcosa di  unico e personale e che ognuno abbia il proprio stile».

Quanto tempo dedichi normalmente alla cura della tua barba? Utilizzi prodotti particolari?

«Il tempo che impiego normalmente per la cura della barba varia dai 20 minuti alla mezz’ora, dipende se devo lavarla o solo acconciarla. Quanto riguarda i prodotti, attualmente sto utilizzando il kit vinto al concorso, composto da balsami creme e oli specifici».

Bruno Maggio, anche lui 33 anni, fa l’autotrasportatore. è nato a Milano ma abita da sempre a Broni. Non si è classificato tra i primi tre al concorso, ma è stato premiato dalla giuria, una sorta di “premio tecnico” motivato dalla presenza scenica e dallo stile generale misto al portamento. Il riconoscimento è arrivato dai rappresentanti del borgo di Viatosto, e gli vale la possibilità di sfilare durante la parata del palio di Asti, un momento altrimenti riservato ed esclusivo dato l’elevato costo per partecipazione e costumi.

Bruno come hai deciso di partecipare al concorso?

«Conosco il concorso per amicizia con l’organizzatore, anche lui come me appassionato di Barbe. Essendo l’evento totalmente a scopo benefico ho partecipato per contribuire alla causa, assolutamente senza nessuna pretesa di vincere, solo per gioco e per passare del tempo con altri barbuti e divertirsi».

Da quanto tempo fai crescere la tua barba? C’è una filosofia dietro la barba lunga?

«La barba la porto da sempre, naturalmente a step di lunghezze diverse, sempre maggiori. Ora sono circa a 25-30 centimetri di lunghezza. Non credo ci sia una filosofia, ma una passione, che diventa quasi una droga. Chi prova a farla crescere una volta poi fatica a tornare indietro. Per me è praticamente impossibile pensare di tagliarla».

Oggi possiamo dire che è diventata anche trendy grazie soprattutto al movimento hipster. Tu ti identifichi in qualche corrente?

«Io sono un barbuto. Odio essere paragonato ad un hipster. C’è una grossa differenza, noi la barba la portiamo comunque, anche fuori dalle mode, ora c’è il boom delle barbe, ma prima o poi finirà e si vedrà chi lo fa per passione e chi per moda!»

Quanto tempo dedichi alla cura della barba e come te ne occupi? Usi prodotti particolari?

«Chi pensa che radersi ogni mattina sia impegnativo, dovrebbe provare a portare la barba! Più o meno ci si dedica almeno una ventina di minuti al giorno, usando prodotti specifici, che ora grazie alla moda e alla richiesta, si sono moltiplicati. Fino a qualche anno fa si usavano shampoo e balsamo per capelli. Ora abbiamo linee di prodotti tutti per noi. Quasi tutti costosi. Comunque mi sento di consigliare sempre di usare una buona maschera x capelli alla creatina».

di Christian Draghi

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