Sabato, 17 Novembre 2018

VOGHERA - « A GIUGNO 2019 CELEBREREMO IL 40° ANNIVERSARIO DELL’ANDPI »

Giovanni Bottazzi, ex paracadutista militare, è il Presidente dell’Anpdi, Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, sezione di Voghera. L’Associazione è apolitica, non persegue fini di lucro ed ha carattere eminentemente patriottico e morale. Nella sua attività, Bottazzi è affiancato da Renato Bruschi ( Direttore Tecnico e Istruttore di elevata preparazione) e da un Consiglio Direttivo composto da: il Vicepresidente Renato Ciamballi, il Segretario Massimo Antoninetti, l’Economo Daniele Villani e i Consiglieri Giampiero Bruni e Claudio Della Vecchia.

Bottazzi, quando è nata l’ Anpdi Voghera?

«Nasce nel 1979 ed è un’Associazione d’Arma, che ha per scopo l’amore per la patria, la divulgazione delle tradizioni e delle attività del paracadutismo italiano, la creazione di rappporti di amicizia e di aggregazione con gli appartenenti all’associazione. Non esiste una scuola di paracadutismo a Voghera, ma una Sezione dell’Oltrepò Pavese, che fa parte dell’associazione Nazionale Paracadutisti D’Italia. L’Anpdi Voghera, ramificata su tutto il territorio nazionale, ogni anno organizza un paio di corsi di paracadutismo per i civili. In Lombardia sono presenti più di 15 sedi e una scuola di paracadutismo, inizialmente, esisteva a Novi Ligure; si spera possa riaprire in futuro».

Quanti iscritti conta l’Associazione? Avete iscritti anche in altri territori, oltre che in Oltrepò?

«Quest’anno l’Associazione conta 90 iscritti. Tanti risiedono in Oltrepò, altri nel pavese, in quanto L’Anpdi Pavia è stata chiusa in seguito alla morte del Presidente, Gianni Bertoletti».

Come si sviluppa la lezione, a livello di contenuti e frequenza?

«I corsi di paracadutismo si tengono un paio di volte all’anno. Hanno la durata di circa due mesi con lezioni bisettimanali, dalle 21.00 alle 22.30. Questo corso, chiamato corso palestra, racchiude teoria e pratica; vengono studiati i materiali utilizzati per l’aviolancio, le tecniche di discesa con il paracadute emisferico, le tecniche di atterraggio con risoluzione di eventuali malfunzionamenti. Gli allievi acquisiscono la teoria relativa ai lanci di abilitazione e la parte pratica, in particolare la tecnica della capovolta, che serve ad ammortizzare l’impatto con il terreno nel momento in cui si atterra con un paracadute a calotta emisferica. Il corso si conclude con 3 lanci vincolati, eseguiti con un paracadute a calotta emisferica, ad apertura automatica. Al termine di questi, il paracadutista acquisisce l’abilitazione al lancio, e può proseguire la sua attività con lanci di allenamento, o perfezionarsi nella tecnica della caduta libera con paracadute a tecnica alare, ad apertura comandata».

I primi lanci a quale altezza vengono effettuati?

«I lanci vincolati si svolgono ad un’altezza di 600 metri, mentre quelli ad apertura comandata dai 2000 ai 5000 metri.  I lanci devono essere eseguiti su superfici autorizzate. Per quanto riguarda quelli di manifestazione, occorre il NOTAM, permesso che rilascia l’autorità Militare al fine di poter sorvolare la zona, onde evitare di interferire con l’attività aerea Aeronautica e Civile dell’aeroporto di Linate».

Una volta conseguita l’abilitazione il paracadutista può continuare l’attività in autonomia?

«Certamente, conclusi i tre lanci e acquisita l’abilitazione, il paracadutista può continuare a praticare l’attività lancistica, che può essere svolta anche in autonomia, perfezionando la propria preparazione con il paracadute alare e la tecnica della caduta libera».

Rilasciate un brevetto riconosciuto?

«Sì, l’abilitazione è l’unico brevetto valido per i concorsi delle Forze Armate e delle Polizia, o come punteggio per i concorsi interni all’Esercito. Se una persona è fisicamente ben preparata, in due mesi è pronta per fare il primo lancio. L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, su richiesta e previo dimostrazione di determinate caratteristiche, provvede anche a trarre e a formare, tra i propri associati, il personale idoneo a effettuare i ripiegamenti dei paracadute dorsali in uso (ripiegatori), e gli istruttori di paracadutismo FdV.

Quanto costa iniziare paracadutismo?

«Iniziare a praticare paracadutismo non è molto costoso, la cifra richiesta si aggira intorno ai 350 euro. A questa vanno aggiunti: 120 Euro di assicurazione obbligatoria, la visita medica, l’iscrizione all’Associazione (30 Euro), i 3 lanci (150 euro). Non sono previste prove gratuite, in quanto è richiesta una preparazione preliminare, compresa di visita medica. Facendo un lancio in tandem, con una spesa di 200 euro, chiunque può provare l’emozione della caduta libera».

Il paracadutismo ha una percentuale di iscritti a prevalenza maschile...

«La percentuale degli uomini è pari al 95%, anche se ci sono alcune donne che hanno già conseguito il brevetto. Al momento non sono presenti allievi minorenni, anche se il limite d’età è fissato a 17 anni con il consenso dei genitori».

Chi sono gli istruttori?

«Abbiamo un istruttore che è anche Direttore Tecnico dell’Associazione, Renato Bruschi, congedatosi dall’Esercito dopo 40 anni di servizio, è il Primo Maresciallo Lungotenente dei Paracadutisti. Con più di 4500 lanci all’attivo, è istruttore per l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Direttore di lancio e pilota tandem per l’Aeroclub. Attualmente, è uno dei migliori paracadutisti in attività in Italia».

Com’è il rapporto che si instaura tra istruttore e allievo?

«Con un istruttore di eccezionale levatura tecnica come Renato Bruschi, il rapporto che si crea è di massima fiducia».

Per chi si approccia  per la prima volta a questa disciplina, quali sono i requisiti      fondamentali richiesti?

«Una sana e robusta costituzione fisica e la pratica della disciplina sportiva. I lanci vincolati prevedono l’impatto con il terreno, che per essere “assorbito” richiede una preparazione tecnica di base. A livello psicologico, è importante non mitizzare l’esperienza lancistica; essa è una piccola prova di coraggio, che spesso viene eseguita per emulazione. Altri requisiti richiesti, sono quelli morali e di buona condotta».

Come sono i rapporti con l’amministrazione comunale?

«Sono ottimi, così come quelli con la palestra di Arti Marziali in Via Sturla, dove di solito si svolgono le lezioni dei nostri corsi». 

Quali differenze esistono tra il parapendio e il paracadutismo?

«Sono due “Sport” differenti. Mentre nel parapendio il lancio avviene a paracadute già aperto, ciò non accade nel paracadutismo, in cui il momento più emozionante è quello della caduta libera. Nel volo, il paracadutista può assumere varie posizioni tramite un lavoro di gruppo (lavoro relativo), che richiede un’ottima preparazione di base».

Su che aree del territorio si svolgono i lanci?

«I primi lanci si svolgono a Reggio Emilia; successivamente, in linea generale, a Casale Monferrato, Cremona, Fano ( territorio, però, sotto controllo dell’Aeroclub). Precedentemente si svolgevano presso la Scuola Nazionale Anpdi di Novi Ligure, ora chiusa».

è certamente uno “sport” affascinante e suggestivo. Avete degli “spettatori” che vi seguono durante i lanci?

«Attualmente non abbiamo un gruppo di spettatori che ci segue. Ciò si verificava in misura maggiore negli anni ‘80, quando il fenomeno del Paracadutismo non era ancora molto diffuso dai media».

I rischi legati a questo sport?

«Oggi i rischi sono minimi; gli incidenti accadono per problemi tecnici legati ai materiali utilizzati nella fattura del paracadute alare, essendo molto veloci, richiedono un’ottima esperienza nel loro utilizzo».

Organizzate eventi esterni alla Scuola?

«Sì, quando possibile. Recentemente abbiamo organizzato un lancio a San Martino Siccomario, mentre invece non abbiamo potuto effettuare quello previsto presso il Tempio della Fraternità della Frazione Cella di Varzi, causa assenza della necessaria autorizzazione da parte dell’autorità Aeronautica. Ove richiesto, organizziamo manifestazioni lancistiche di gruppo».

Come vede proiettata in futuro questa disciplina?

«In modo promettente. Tra l’altro, a Giugno 2019 celebreremo il 40esimo anniversario dell’Andpi Voghera. In quell’occasione, oltre a una cerimonia di carattere militare e religioso che si svolgerà presso il Museo Storico, effettueremo una manifestazione lancistica».

 di Federica Croce

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