Sabato, 17 Novembre 2018

METÀ ANNI ‘50: PIETRAGAVINA DA PAESE ASSONNATO E STANCO, DIVENTA META DI VACANZA ESTIVA PER MIGLIAIA DI PERSONE

Scrivere la storia di Pietragavina e delle sue origini non è semplice. Chi vi è passato? Chi comandava  nei tempi che furono? Chi fu il personaggio che decise di fermarsi e disse “Mi fermo qui perchè è bello”? Non si sa. Quello che è certo è che Pietragavina esiste fin da prima del Medioevo e il suo Castello ne è la conferma, è uno dei castelli citati in un diploma imperiale di Federico Barbarossa del 1164.

Il castello appartenne ai Malaspina di Varzi, poi di una linea detta di Pietragavina, estinta nel XV secolo. Passò allora ai Dal Verme, Signori di Bobbio; nel 1723 fu venduto alla famiglia Tamburelli di Bagnaria. Pietragavina fu annesso al Comune di Varzi nel 1873.

Si sa inoltre che il suo nome  ricorda la particolarità del sasso o pietra tipica del posto che si può notare ancora oggi sia nelle abitazioni vecchie del paese sia nei castelli di Zavattarello e di  Varzi. Inoltre a Pietragavina vi erano delle cave  per l’estrazione e la lavorazione della pietra, da qui forse il nome Pietragavina.

Veniamo ora ad un passato più recente agli inizi del boom economico intorno alla metà degli anni ‘50: Pietragavina da paese assonnato e stanco, principalmente agricolo, piano piano diventa meta di vacanza estiva per migliaia di persone delle città e cittadine della Pianura Padana. Milano, Pavia, Voghera, Stradella, Broni, Tortona e altre ancora, che nel clima fresco e salutare, dovuto alla bellissima pineta, alla sua altitudine (mt 800 slm), e ai suoi castagneti, trovavano in esso un clima ideale per trascorrere le vacanze, riposare e respirare aria buona. è per questa ragione che per Pietragavina verrà coniato il termine la “vera” perla dell’ Alto Oltrepò. Ed è appunto in quei anni che il paese si trasforma, grazie all’imprenditoria dei suoi abitanti in primis la famiglia Centenaro, che nonostante le crisi economiche succedute di volta in volta e all’esodo dei molti, dovuto alla scarsità di lavoro, hanno lottato e mantenuto la propria attività alberghiera. Ed è proprio in quegli anni che nasceva, forte del suo prodotto tipico, la “Sagra della castagna”. Correva l’anno 1960 quando alcuni abitanti sostenuti e incoraggiati da Angelo Centenaro, cotitolare insieme ai fratelli Giovanni ed Oreste dell’albergo ristorante Posta, si riunirono per decidere ed organizzare una festa con l’intento di  promuovere ancor di più lo sviluppo turistico del paese  anche in un periodo non estivo per dare la possibilità ai molti villeggianti  di ritornare a Pietragavina per trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria, delle caldarroste e dal  buon vino dell’Oltrepò, accompagnati da giochi, sfilate e musiche folcloristiche, e inoltre dare la possibilità agli esercenti e ai contadini locali di vendere i propri prodotti attraverso l’esposizione degli stessi. Ricordiamo alcune dei primi espositori riportati nelle foto: Draghi con i miele e Malaspina Vincenzo con i suoi prodotti locali. Fu proprio in riferimento a questo dolce frutto che nel lontano 1960 nasceva la Prima Sagra della Castagna, che da allora si svolge sempre alla seconda domenica del mese di ottobre. 

Questa prima sagra fu un grande successo che  nessuno avrebbe mai immaginato. La festa prende piede, la voglia di organizzare è tanta, ma per fare una cosa bella e in regola con la legge bisognava strutturarsi in associazione, così nell’anno successivo (1961) nasceva la Pro Loco di Pietragavina  la prima associazione turistica culturale della provincia di Pavia. Con il passare degli anni il successo e l’originalità della sagra,  con le sue coreografie, i carri allegorici, le ragazze locali, la bellezza del paesaggio e la bontà delle castagne hanno portato nel piccolo paese migliaia e migliaia di visitatori di cui anche molte autorità politiche. Dopo 60 anni molto è cambiato, non ci sono più i carri allegorici trainati dai buoi non ci sono più i molti bambini, tra cui il sottoscritto, che guardavano curiosi la preparazione dei carri, cercando di essere utili alla preparazione della festa, mancano le ragazze acqua e sapone di quel tempo  in cerca di un sorriso... villeggiante.

I tempi sono cambiati ma due cose sono rimaste, con i dovuti accorgimenti e cambiamenti: Pietragavina con  la sua “Sagra della Castagna” è rimasta inalterata nel tempo, che non ha subito i vezzi dell’età e la Castagna, sempre marrone, sempre bella e sempre saporita.

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