Lunedì, 10 Dicembre 2018

BRONI – NEL 1993 FACEVA IL SUO ESORDIO LA COMPAGNIA DIALETTALE DELL’ORATORIO

Correva l’anno 1993 e precisamente il 5 gennaio faceva il suo esordio la Compagnia dialettale dell’Oratorio di Broni.

Complici il grande e mai dimenticato attore dialettale bronese Lasarat (al secolo Mario Salvaneschi) e l’allora vice parroco don Gianluca Vernetti, veniva alla luce un’esperienza teatrale unica che ha visto negli anni il coinvolgimento di decine e decine di persone, chi a cimentarsi sul palcoscenico nell’arte della recitazione, chi a suonare o a ballare, chi nel lavoro altrettanto indispensabile dietro le quinte.

Con il passare del tempo il gruppo è diventato la “Compagnia del paese”, non scordando però le proprie radici che affondano in quell’oratorio che la Compagnia porta fieramente nel nome.

 “Il nuovo e l’antico – dicono i membri del gruppo - si sovrappongono nei testi delle nostre commedie: non viviamo il tramonto di una cultura; il dialetto non è abbandonato, ma vive, continua ad essere tramandato, anche attraverso le pieces del nostro teatro. Fare teatro per noi è stato ed è comunicare, socializzare, lavorare nell’area della creatività e della satira di costume”.

“La Compagnia dell’Oratorio – fanno notare – ‘fa ridere’, ma non è solo questo lo spirito del lavoro di venticinque anni. Vorremmo che il nostro teatro fosse occasione di crescita culturale, perché portiamo in scena la nostra terra, la nostra storia, una lingua ricca e fortemente espressiva. Siamo ben lontani da Baseggio, Govi o De Filippo, che hanno prodotto cultura, ma sappiamo che nel teatro dialettale attori e pubblico non devono conoscere ‘genericamente’ il dialetto, bensì modi di dire, termini particolari, espressioni radicate da secoli: speriamo di ‘fare bene teatro’, cerchiamo una comunicazione efficace e siamo orgogliosi della nostra identità linguistica”.

Si diceva prima delle origini. La Compagnia si è trovata e si trova ad essere “erede” di una grande tradizione teatrale popolare. A Broni si faceva teatro in dialetto già dagli anni trenta, ma è innegabile che quando si parla di teatro dialettale bronese si parla di Lasarat, straordinario artista, capace di stare per ore da solo sul palcoscenico a far divertire il pubblico senza annoiarae.  Lasarat e i suoi amici sono stati i maestri della Compagnia, protagonisti di tanti spettacoli insieme.

“Siamo cresciuti – dicono ancora i “ragazzi” della Compagnia -  all’ombra di Lasarat, di Franco Mezzadra, di Lino Silva, di Peppino Bruni, di Angelino Maggi e di tutti gli altri che non dimenticheremo mai ed abbiamo poi sviluppato un modo nostro di rappresentare Broni sul palcoscenico, traducendo e contestualizzando pagine di molti grandi autori: Shakespeare, Moliere, Goldoni, Manzoni, Dumas, Swift, Guareschi …”.

Sabato 20 ottobre alle ore 21 al Teatro Carbonetti la Compagnia festeggerà con la città la sua “storia”, condividendo i ricordi del passato e i passi che già immagina nel futuro. Lo farà con lo spettacolo “Da venticinq an co la nos agent”. Sul palcoscenico, oltre ai grandi, come da alcuni anni, ci saranno anche le “nuove leve”, una dozzina di bravissimi e motivatissimi ragazzini e ragazzine che sono il futuro della Compagnia.

Ma già si pensa al 2019, alla nuova produzione che si intitolerà “Ponta chì un’altra cadrega”, versione bronese del musical “Aggiungi un posto a tavola”, ovviamente in dialetto e “ricostruito” secondo lo stile tipico della Compagnia.

“Venticinque anni sono trascorsi. In un quarto di secolo – concludono gli attori non senza commozione -  è cambiato tanto nel mondo. Nel mondo con la ‘M’ maiuscola, come in quello ‘piccolo’ di ciascuno di noi: siamo cresciuti, abbiamo formato una famiglia, abbiamo impegni professionali diversi… In tutti non è però cambiato il desiderio di regalare un po’ di gioia e di serenità alla nostra gente”.

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