Lunedì, 10 Dicembre 2018

VOGHERA - L’EX TENNIS DIVENTA ‘‘COUNTRY CLUB’’. A OTTOBRE L’INAUGURAZIONE

Aveva destato un certo sconcerto in Voghera la chiusura, che sembrava essere definitiva, dello storico Tennis Club di via Sturla. Ma lontano dai riflettori si è svolta e conclusa positivamente una trattativa che ha portato la famiglia Montalba ad acquisire la struttura e a mettersi in gioco direttamente per il suo rilancio. I coniugi Stefano Montalba e Patrizia Rana, anime dell’iniziativa, sono già in grado di delineare la road map dei prossimi mesi.

Da cosa nasce questo vostro impegno nel nuovo Country Club?

«Siamo una famiglia che ha una passione per il tennis e fino ad oggi la nostra vita non aveva nulla a che vedere con questo direttamente, se non l’accompagnare i nostri figli a lezione. A un certo punto si è presentata questa occasione, e parallelamente all’attività principale di famiglia abbiamo deciso di diversificare, o comunque di occuparci di qualche cosa che avesse a che fare col pubblico e al contempo con il mondo dello sport».

La notizia è arrivata forse inaspettatamente, ma è stata accolta con entusiasmo nell’ambiente cittadino. Siete d’accordo?

«Questo tennis ha un’importanza storica e sociale all’interno della comunità vogherese. È interesse di tutti, quindi, che questo posto venga sviluppato e potenziato. Tutti quelli che ci hanno incontrato o chiamato per avere informazioni ci hanno subito ringraziato dopo aver conosciuto il nostro progetto e per avere iniziato a renderlo una realtà. Sicuramente la chiusura della struttura, socialmente, pesava».

Come si è svolto il passaggio di consegne?

«Vorrei fare due ringraziamenti. Alla signora Zella, al figlio Andrea e al Consiglio Direttivo del Tennis Club per aver creduto nel nostro progetto e per come hanno saputo gestire la vicenda e condurre in porto la trattativa. E poi all’Amministrazione comunale e in particolare al sindaco Barbieri per come ha saputo coinvolgere Il Demanio mettendo in contatto privato e pubblico e proponendo diverse soluzioni all’annosa questione della divisione del terreno».

Quando è iniziata la vostra ‘‘avventura’’ vogherese?

«Siamo entrati ai primi di giugno, non appena si è conclusa la trattativa successivamente alla chiusura del precedente contratto di gestione.  La prima cosa che abbiamo cercato di fare è stata quella di sistemare i campi, ripulire gli spogliatoi e dare un minimo di servizi in modo da garantire la sopravvivenza della struttura evitando che rimanesse totalmente abbandonata nel periodo estivo accelerandone il decadimento».

Qual è il punto di partenza per il rilancio?

«Fino ad oggi la struttura del tennis era composta da 4 campi in terra battuta, di cui due coperti, più un palazzetto con superficie in erba sintetica. Erano poi presenti due campi polivalenti in erba sintetica, scoperti. Ovviamente c’era una club house, con un bar ristorante, e una sala riservata ai soci, oltre a una piscina e agli spogliatoi. Il tutto era ormai inadeguato allo scopo per cui era stato costruito e anche dal punto di vista della sicurezza era necessario intervenire in modo sostanziale».

Quali sono i progetti che avete in serbo?

«Abbiamo fatto una scelta precisa: quella di non chiudere la struttura durante la ristrutturazione. La faremo in vari step, così da mantenere un’apertura continua. Questo farà sì che la globalità del progetto si svilupperà tra l’anno 2018 e il 2019 in varie fasi, sempre garantendo un minimo di servizio e di qualità. La prima fase, quella più semplice, è già in parte realizzata. Tutte le superfici dei campi in terra rossa sono state rifatte: le righe e le reti da gioco sono nuove, ed è stata sostituita l’illuminazione con nuove lampade led conformi agli standard della FIT e del CONI».

Quale sarà il prossimo passaggio?

«Il prossimo step sarà la realizzazione di un campo coperto da tennis ‘‘play it’’, una superficie sintetica di nuova generazione. Oltre alla terra rossa ci sarà, quindi, la possibilità di giocare su un campo veloce. Poi ci sarà un campo da paddle modello panoramico, coperto e riscaldato. Una piccola area verrà attrezzata a palestra e sarà dedicata non soltanto agli agonisti tennisti, ma anche a chi vorrà fare del semplice esercizio e questo senza fare concorrenza ad altre palestre che hanno dimensioni, attrezzature e target ben diversi. Verrà completata la ristrutturazione di tutti gli spogliatoi e l’impianto di illuminazione per il viale di accesso».

Quest’inverno i lavori continueranno…

«A seguire ci saranno gli interventi sulla piscina e sulla club house che ad oggi sono in fase di progetto, così come la gradinata del campo 1. A parte questi ultimi interventi, tutto quello di cui abbiamo discusso in precedenza, invece, sarà pronto al massimo per il 10 di ottobre. Nella fase finale ci sarà anche un secondo campo da paddle scoperto e un secondo campo in ‘‘play it’’ e la copertura di un terzo campo in terra rossa. E il campo da paddle coperto, riscaldato in inverno, verrà climatizzato in estate e quindi sarà utilizzabile tutto l’anno, in ogni condizione meteo. Verso la fine del 2019 abbiamo in previsione anche di realizzare una piccola spa, in una struttura dedicata».

Cosa avete in programma per la piscina?

«Di renderla un po’ più attuale e a disposizione degli utenti. Più fruibile, più godibile, più accattivante. Nei weekend estivi la piscina sarà illuminata nelle ore serali e sarà messo in funzione un bar, così da offrire al pubblico un’area relax dove bere qualcosa e rilassarsi per un aperitivo o un dopo cena, ascoltando musica, in compagnia».

La gestione della struttura, abbiamo detto, sarà diretta. Come verrà gestita, invece, la club house?

«La club house sarà sempre gestita direttamente. Entro ottobre metteremo a disposizione un bar temporaneo per soddisfare le esigenze minime degli ospiti, e nel frattempo procederemo con la ristrutturazione vera e propria dell’immobile, che a regime ospiterà un bar ristorante con annessa al piano primo una sala riunioni, dotata delle attrezzature necessarie per conferenze o per incontri tecnici tra istruttori e atleti».

Altre novità?

«A breve, entro fine mese, verrà lanciata un’app dove chiunque potrà vedere quali campi sono disponibili, quando lo sono e prenotare direttamente il proprio campo e le proprie ore».

Per arrivare a questa progettazione avete preso spunto da altre realtà esistenti?

«Due anni fa eravamo già andati molto vicini all’acquisto del tennis di Voghera. Negli ultimi due anni avevamo comunque continuato a guardarci in giro perché cercavamo una struttura di questo tipo, e abbiamo girato diversi centri e circoli, sia in Italia che all’estero. Onestamente da molti abbiamo preso spunto e idee».

Quale filosofia guiderà la vostra attività?

«Per Voghera il Country Club rappresenterà qualcosa di diverso. Vogliamo dare alla struttura una propria identità, quella di un posto dove si pratica lo sport tennistico con i suoi affini - paddle e minitennis - ma anche quella di un posto aperto a tutti: non solo agli amanti dello sport, ma anche a quelli del relax, semplicemente, perché la struttura permette anche questo. Ma soprattutto a rendere questo luogo diverso sarà la cura del cliente. Il nostro obiettivo principale sarà quello di far stare bene le persone, di farle sentire a proprio agio».

Chi si occuperà delle attività didattiche?

«Ci sarà uno staff seguito dal maestro Andrea Valdetara, che sarà il direttore tecnico. Attualmente si trova all’estero ma ci saranno altre occasioni in cui Andrea racconterà più nel dettaglio quelle che saranno le attività della scuola tennis e le modalità con cui saranno svolte. Conoscendo la professionalità del maestro e dei suoi collaboratori possiamo affermare che lo staff sarà di buon livello, affidabile e preparato. Possiamo anticipare che si sta organizzando un open day nel mese di settembre per raccogliere le iscrizioni e descrivere nel dettaglio le attività».

Pensate di portare a Voghera eventi tennistici, tornei in particolare?

«Non nascondiamo che il nostro desiderio è quello di ospitare tornei di un certo livello, già nel 2019. Cercheremo di accontentare un po’ tutte le categorie. Una volta all’anno se sarà possibile vorremo proporre anche un torneo ad invito di livello particolarmente alto».

Quale può essere il bacino di utenza al quale rivolgersi?

«Noi cercheremo di ampliare il più possibile il bacino dei nostri utenti. Ci si augura che vengano a trovarci anche persone da fuori».

Spendiamo qualche parola a proposito del nuovo centro che nascerà, a breve, a Codevilla. Cosa pensate di questo presunto dualismo che verrebbe a svilupparsi?

«Nel momento in cui abbiamo intrapreso questa attività, eravamo consci che ci fosse in procinto la realizzazione di un progetto molto importante come quello che si sta facendo a Codevilla. Sono due realtà che hanno due identità ben definite e obiettivi ben distinti; si tratta di due progetti diversi che non possono essere concorrenti, ma piuttosto pensiamo possano esserci punti in comune per future collaborazioni e sinergie; crediamo che sia più utile fare gioco di squadra che giocare come singoli concorrenti. Ovviamente quanto sopra esprime la nostra personale opinione».

di Pier Luigi Feltri

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