Martedì, 18 Dicembre 2018

È DI FORTUNAGO IL “VASCO” DELL’OLTREPÒ: ERMANNO CALATRONI

 Ermanno Calatroni - classe 1953 - ama la sua terra d’origine, in particolare Fortunago, dove è nato e cresciuto; in Oltrepò Pavese è molto conosciuto e apprezzato, poiché da sempre s’ispira a Vasco Rossi. Ad agosto ha festeggiato i suoi “primi” cinquant’anni di carriera... una carriera fatta di musica, lavoro, studio, sacrifici e due figli a cui Ermanno è molto legato! Il mondo di Ermanno è genuino e casalingo, con il suo entusiasmo riesce a coinvolgere le persone, a farle cantare ed emozionare, proprio come Vasco Rossi.  

Ermanno, recentemente ha festeggiato 50 anni di carriera. Come è iniziata?

«La mia carriera è iniziata nel lontano 1968, in estate...».

Nella sua vita ha sempre e solo cantato?

«No, sono stato dipendente, ma la musica è sempre stata una parte importante della mia vita».

è sempre stato un solista?

«Assolutamente no; ho suonato con molti gruppi ed orchestre dal ‘68 fino all’89, anno in cui ho intrapreso la carriera solista».

Nelle sue performance si ispira a Vasco Rossi. Cosa rappresenta per lei?

«Com’è noto, Vasco Rossi lo amo da sempre, sia per i testi che per le musiche...diciamo che rappresenta in parte anche il “ribelle” che c’è un po’ in me. Come i milioni di fans che si rivedono nelle sue canzoni, ovviamente anche per me vale la stessa cosa».

Quali altri generi musicali o cantanti hanno influenzato la sua carriera artistica?

«Provengo da un mondo musicale magico, rappresentato nei fantastici anni ‘60, ‘70 e ‘80, quindi stilare una lista di artisti che mi hanno influenzato è molto complicato; erano anni davvero produttivi, fatti di ottima musica, internazionale e non, che ha fatto scuola allora e la fa tutt’oggi. Sicuramente ho trovato ispirazione in band straordinarie come Beatles, Rolling Stones, Deep Purple, Led Zeppelin o artisti come Joe Cocker e Bob Dylan, solo per citarne qualcuno. Ovviamente la musica italiana era la base e cultura per la nostra generazione di musicisti; fondamentale è stata l’influenza della “scuola genovese”, De Andre in primis, ma non posso non citare artisti che hanno cavalcato e quel fantastico trentennio come De Gregori, Battisti, Zucchero,Vasco, etc.etc.etc.».

Solitamente dove si esibisce?

«Mi esibisco ovunque, passando da bar, ristoranti, pub, piazze, perfino in carcere o, (a scopo benefico) in ospedale per i bambini malati».

Molti la conoscono come “il Vasco dell’Oltrepò”. Il suo territorio è solo l’Oltrepò Pavese o in questi anni è capitato di esibirsi altrove?

«L’Oltrepò sicuramente è un territorio in cui sono molto richiesto e affezionato, anche se la provincia di Pavia la giro in lungo e in largo. Quando ero più giovane suonavo molto anche nel Piemonte e a Milano. Belle sono state anche le esperienze musicali avute in Svizzera».

Ha mai incontrato Vasco Rossi di persona?

«Purtroppo no, non l’ho mai incontrato, anche se spero prima o poi di poterlo fare».

Adesso che ha festeggiato il cinquantesimo, quali saranno i suoi progetti? Continuerà a cantare?

«Sicuramente continuerò a cantare... in fondo sono solo i primi 50 anni! Credo di poter dare ancora molto e la richiesta mi dà fiducia e perché no, anche ragione».

Ha qualche episodio o ricordo particolare che vuole raccontare della sua carriera?

«Ce ne sono davvero molti; per esempio, tornando al periodo in Svizzera, ci fu una volta in cui mi chiesero un autografo ed io non glielo feci, credendo mi stessero prendendo in giro...».

La sua famiglia e i suoi figli che ruolo hanno avuto nella tua vita artistica? «Sicuramente la mia famiglia ha avuto un ruolo decisivo; quando avevo sei anni mio padre mi indirizzò a studiare violino prima e pianoforte poi, col professor Borsari di Casteggio e successivamente mossi i “primi passi” nel mondo delle sei corde, studiando chitarra con il grande Piero Riccardi. Successivamente divenni bassista e cantante in svariate band e orchestre, senza dimenticare l’amore per la chitarra, che tutt’oggi suono nelle esibizioni.

Ho due figli che nutrono passione per la musica: Cristian suona chitarra e basso ma non “pratica” l’attività live (se non per un breve periodo quando era più piccolo), diversamente da Riccardo che suona la batteria e sta seguendo le mie orme, si esibisce un po’ ovunque con diverse formazioni. Sono per me un supporto fondamentale».

Cos’è il progetto “Ermano and the 50 fifty”?

«L’arrivo dei “primi” 50 di carriera, ho deciso di festeggiarli - come da tempo volevo fare - con una band! Durante l’estate 2018, la mia Band ed io abbiamo fatto diverse esibizioni in Oltrepò Pavese, presentando uno spettacolo fatto completamente dal vivo, proponendo i classici del repertorio che sono solito a fare nelle mie serate, con l’aggiunta di molte novità».

di Silvia Cipriano

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