Mercoledì, 14 Novembre 2018

VOGHERA – SALICE TERME - VITO ROMITO: “VORREI FAR PARTE DEL CAST DI UN MUSICAL! MI PIACEREBBE DA MORIRE! E CREDO DI ESSERE PRONTO”

è probabile che, negli anni, la fama delle sue infradito lo abbia preceduto. O forse no. Sta di fatto che le indossa da sempre, estate e inverno, in abbinamento sempre a look di gran gusto. Di lui si percepiscono immediatamente, appunto, buongusto, vivace simpatia, grande ironia e autoironia, merce rara di questi tempi, ed una valanga di energia! Lavora nella moda da anni, ma le passioni che lo accompagnano sono la danza, dall’infanzia, e musica e canto, negli ultimi anni, riconosciutegli da un pubblico sempre in aumento. All’anagrafe il cognome è Macaluso, ma, usando il cognome della famiglia materna, il nonno si chiamava proprio così, tutti pubblicamente lo conoscono come Vito Romito!

So che la danza è stata la prima vera passione artistica...

«Diciamo che tutto è comunque partito dalla musica e dal gradimento per il palcoscenico. Nelle recite a scuola, già a 6 anni, mi trovavo a mio agio. E sempre a quell’età chiesi entusiasta ai miei genitori di iscrivermi a lezione di danze Standard e Latino-americani. Feci quei corsi fino a 10 anni presso il Centro Sociale di Voghera. Qui poi cambiai disciplina, rivolgendomi alla Danza Moderna: mi spostai al C.d.m., sempre in Voghera, passai il provino d’ammissione, ed iniziai questo splendido percorso, che durò per 15 anni, con un altrettanto splendida insegnante britannica, che oggi è una coreografa importante a livello nazionale, che si chiama Gillian Bruce.

Ho fatto molte esibizioni, saggi, performance, ed ho una cassapanca piena di attestati e diplomi. Le devo dire, con orgoglio, che i miei voti erano sempre alti! E pensi che in occasione dell’esame di Maturità, come Operatore d’Azienda presso l’Istituto Maragliano di Voghera, questi diplomi di danza mi hanno dato ulteriore punteggi!».

Ha poi proseguito con gli studi?

«Mi sono iscritto all’Ateneo di Pavia in Giurisprudenza, che poi ho cambiato in Lettere ad indirizzo Psicologico, ma mi è arrivata una proposta di lavoro che ho subito sentito mia, ed ho abbandonato».

Era arrivata una proposta dal mondo della Moda?

«Esatto. Fin da bambino ho sempre guardato con particolare attenzione quelle bellissime foto sulle riviste di Moda, e già da piccolissimo dichiaravo che avrei lavorato in questo settore. Quella prima proposta arrivò da un negozio di arredo per la casa, tuttavia, che era comunque materia a me interessante anche se in minor misura rispetto all’abbigliamento.

Dopo qualche tempo, però accettai la proposta di una storica cara amica, Miranda, a mio parere la più brava coiffeur della zona che aveva allora per prima importato in città il marchio Aldo Coppola, e feci un periodo alle sue dipendenze come receptionist del Salone. Però il richiamo primario era forte, e così cambiai ancora, ed entrai nel reparto arredo di Piero Melchionni, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni».

Il settore era sempre l’arredo-casa, però...

«Fino al 2005, quando lasciai l’azienda Melchionni per inaugurare, facendo parte dello staff, il punto vendita Zara presso l’Iper di Montebello. Lì rimasi per circa un anno, perché nel frattempo avevo sostenuto un colloquio da Etro, azienda importantissima nel Made in Italy dagli anni ‘60, che mi assunse nel 2006 per la propria boutique all’Outlet di Serravalle Scrivia, ove ancora oggi lavoro sempre con immutato entusiasmo e gradimento! Devo dirle che nei primi anni da Etro, dove lavoravo part-time a cavallo dei fine settimana, mantenni ancora per parecchio tempo un rapporto di collaborazione con Melchionni ed il settore arredi, operando nell’infrasettimanale, perché ero affezionato davvero a quell’azienda».

Ma nel 2010 un’altra passione, da sempre, prende forma nella quotidianità...

«Sì! Parliamo sempre di musica, ma dal 2010 non più ballata bensì cantata (sorride). Devo fare un passo indietro, però... Cantare mi è da sempre piaciuto, ma l’idea di farlo in pubblico mi venne dopo che nel 2006, alla Notte Bianca di Tortona, conobbi un’icona della musica italiana degli anni ‘80 con la quale strinsi un particolare rapporto di affetto ed amicizia: Virginia Minnetti, in arte Viola Valentino! In realtà, per sincerità, la voglia di cantare su di un palcoscenico non era proprio legata ad un desiderio personale di carriera nel settore: avevo semplicemente deciso, in onore alla nostra bella amicizia che si era creata, di proporre nei locali della zona un piccolo tributo a Viola, facendo però conoscere particolarmente quello che era venuto dopo, come produzione discografica, rispetto agli anni ‘80 di “Comprami”, “Romantici”, “Sola”... perché lei, caso raro per artisti di quel periodo, ha continuato a produrre nuovi brani ed album a livello discografico, ed ancora oggi continua! E questa era ed è una cosa che io apprezzo moltissimo».

E così nasce “Vito in Viola”?

«Sì! Viola mi invia per email le basi originali dei suoi brani, parecchi, in alta definizione e perfetto mastering, comprese di cori... insomma, gli originali pubblicati! Cosa che le ho sempre riconosciuto come attestazione di amicizia vera! Ed io, un lunedì sera al Cowboys’ Guest Ranch di Voghera, ospite di un amico cantante sul palco, ne propongo 5: tre i famosi già citati più due novità».

Ed il pubblico apprezza?

«Quella prima sera, anche se ero parecchio teso, invitai tanti amici e vennero tutti (ride)! Fu una bellissima serata con davvero tanto pubblico! Format che riproposi, in quel primo anno, affiancandomi in serata sul palco ad altri amici cantanti, alcuni anche strepitosi professionisti quali Nico & Franz, Mary Montesano, la compianta ahimè Lidia Mingrone... amici che sempre ringrazierò! Mi accorsi che, al contrario di ciò che inizialmente pensavo, cioè che quell’idea sarebbe durata non a lungo come proposta di spettacolo, si era invece creata una magia particolare attorno a questo mini-tributo alla mia amica Valentino».

Tutto ciò però, negli anni, poi si trasforma...

«Sulla scia di quelle serate, sempre amici cantanti mi propongono di allargare il repertorio ad altri brani di mio gradimento e di iniziare un vero percorso personale. E così ho fatto. Il mio lavoro nella Moda rimane ovviamente sempre il caposaldo della mia vita, ci tengo a precisarlo, ma la passione per il canto è diventata presenza costante dei miei giorni».

Con Viola Valentino, anche, l’amicizia aggiunge collaborazione sul palco

«4 anni fa, in occasione del concerto di Viola al Club House di Salice Terme, propongo a Leo Santinoli, che ringrazio per l’opportunità concessami, di “aprire” il concerto cantando io un brano dell’Artista, un estratto praticamente da “Vito in Viola”. E da quella sera, Viola mi ha proposto e mi propone spesso di condividere il palco, con mia enorme felicità ed onore! Siamo io ed un altro cantante, Daniel Missori, nel ruolo di coristi/vocalist, anche se la mia partecipazione è legata alla distanza chilometrica del luogo del concerto, non potendo effettuare lunghi spostamenti in virtù del mio lavoro».

Da quella sera al Club House di 4 anni fa inizia però anche un altro tipo di collaborazione sua, con il locale e con altri artisti...

«Infatti comincio ad inoltrare proposte per altri possibili ospiti, ed ho realizzato altre serate tra le quali, ad esempio, quella con Eva Robins ed un’altra con Pamela Petrarolo, la Pamela di “Non è la Rai”, mio mito dell’adolescenza legato a quel programma che ha davvero fatto storia! Con Pamela nasce anche una bellissima amicizia, che nell’ultimo periodo è sfociata in collaborazione: gestisco, insieme ad un altro amico, la sua pagina Facebook. Se posso, ne approfitto per comunicare che il 28 Settembre uscirà il nuovo Album di Pamela Petrarolo, ed ancora che Pamela, dal 3 Settembre tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 19.00 alle 20.00, condurrà un suo programma su Radio Italia Anni ‘60 dal Titolo “Non è la Radio ma molto di più”».

Quindi potremmo anche sentire lei in radio, magari?

«Può essere, può essere... al momento sto tentando di organizzare un’intervista per un’altra amica artista vogherese alla quale tengo molto, Michela Bonelli, che ha appena pubblicato il suo Album “Live in Studio” di bellissime cover ed entro fine anno pubblicherà l’Album di inediti!».

Quale desiderio ha ancora nel cassetto Vito Romito?

«Glielo rivelo: vorrei far parte del Cast di un Musical! Mi piacerebbe da morire! E credo di essere pronto: dopo 25 anni di danza e questi ultimi 8 anni di canto. Ed entro il nuovo anno (sorride), contatterò Gillian Bruce!».

di Lele Baiardi

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