Giovedì, 21 Novembre 2019

BRONI, IL “RE DI PAIS”

Sospesa tra il Po e le colline, con riccioli di vigneti a farle da cornice, al tempo stessa fiera e un poco timorosa, quasi fosse indecisa se avventurarsi lungo i pendii della valle Scuropasso o rimanere ai piedi di quelle splendide colline, Broni rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’Oltrepò orientale.

“Re di pais” (Re dei Paesi), insignita dal 1987 dall’ Office International de la Vigne et du Vin” del titolo prestigioso titolo di “Città Internazionale della vite e del vino”, Broni è una realtà che coniuga al suo interno tutte le comodità e le opportunità della città con la tradizione e l’ospitalità del borgo di provincia.

Facilmente raggiungibile da Milano e posta sulla via Emilia tra Piacenza e Torino, rappresenta la meta ideale per un turismo non solo paesaggistico e culturale ma anche enogastronomico che punti sulla qualità e sulla genuinità.

All’interno di una suggestiva cornice collinare l’eccellenza dei prodotti della terra, l’esistenza di vitigni autoctoni e la presenza di strutture ricettive all’avanguardia che sanno unire tradizione ed innovazione, come la prima Enoteca Regionale della Lombardia, costruiscono un unicum in tutto il territorio circostante.

Se si aggiunge la vivacità culturale ed artistica rappresentata dal Teatro Carbonetti e dal nuovo centro culturale “Giorgio Soavi”, la possibilità di dedicarsi allo sport grazie ad un’attrezzata piscina coperta, a numerosi itinerari collinari ideali sia per le camminate che per le mountain bike, Broni rappresenta una tappa imperdibile per chi si trova in questo incantevole angolo di Lombardia incastonato tra Piemonte ed Emilia.

UN PO’ DI STORIA...

Chiamata anticamente Cameliomago o Camillomagus, risulta fondata da una tribù di Liguri appartenente alla grande famiglia dei Celti. Le prime notizie certe si hanno dai tempi delle guerre puniche: infatti si parla di Broni intorno al 201 a.C. come territorio occupato dagli avamposti di Annibale. Nel 114 a.C. il Console Marco Emilio Scauro fa costruire la via Emilia e da allora questo centro assume maggiore importanza. Sotto la dominazione romana, Broni fa parte dell’Agro Piacentino e più tardi, sotto i Goti, dell’Agro Ticinese, di cui Ticinum (Pavia) era capoluogo.

Nel corso dei secoli Broni è teatro di saccheggi e spoliazioni (ad opera di varie signorie: Beccaria, Aicardio, Sforza, Visconti Scaramuzze, De Manfredi); di distruzioni (nel 1177 ad opera della Lega Lombarda); di incendi appiccati nel 1216 da Milanesi e Piacentini in guerra contro i Pavesi ed i loro alleati, nonché nel 1372 dalle truppe mercenarie del condottiero inglese Giovanni Acuto; subisce inoltre carestie, pestilenze (1575-76 e 1630-31), inondazioni e siccità. Il 1249 è un anno di importanza fondamentale per la storia di Broni: il 16 aprile vi muore Contardo principe d’Este, pellegrino diretto a Santiago di Compostela in Spagna: in seguito ad eventi miracolosi, proclamato santo, Contardo viene eletto Patrono di Broni.

Solo nella seconda metà del 1600 Broni conosce un periodo di graduale ripresa: l’economia rifiorisce, la popolazione aumenta e la cittadina diventa, dopo Voghera e Stradella, il terzo borgo dell’Oltrepò Pavese per ordine d’importanza e per numero di abitanti. Nel 1700 l’intera Lombardia passa dal governo spagnolo a quello austriaco; l’amministrazione diventa più ordinata ed efficiente; ne risente favorevolmente anche l’agricoltura: la viticoltura delle colline bronesi diventa intensiva e razionale e tale da poter rifornire buona parte del mercato vinicolo milanese. Con il trattato di Worms, del 1743, Broni fa parte del Regno di Sardegna diventandone l’ultima postazione; successivamente passa al Ducato di Parma. Nel 1801 Broni diviene sede di Sottoprefettura, a testimonianza della sua importanza rispetto ad altri paesi dell’Oltrepò; nel 1815 la Provincia di Voghera, con tutto l’Oltrepò Pavese e Broni, torna a far parte del Regno di Sardegna; infine, nel 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, passa definitivamente alla Provincia di Pavia. Dopo la prima guerra mondiale, Broni ritorna attiva e fiorente cittadina, all’avanguardia per i suoi mercati e le sue fiere di tradizione secolare, nodo di comunicazione tra l’Italia nord occidentale e quella centrale.

BRONI E I GEMELLAGGI

Riguardo ai gemellaggi, Broni ha una tradizione importante. Nel 2012, la Città di Broni è stata scelta, tra tutti i comuni lombardi, per ricevere il premio dell’Aiccre, visto che è stato il primo in Lombardia ad attivare un gemellaggio fuori dai confini nazionali.

 Precisamente si trattava del 3-10-1955; il gemellaggio era stato stipulato con la cittadina tedesca di Oberlahnstein.

In ricordo dell’evento, oltre ad un album fotografico, il Comune conserva anche un vaso donato dalla Borgomastro della città tedesca.

Nel tempo, la cittadina di Oberlahnstein è cresciuta in termini di dimensioni; forse anche per questo motivo, il legame di gemellaggio non è stato rinnovato e al momento è inattivo per indisponibilità dell’attuale amministrazione tedesca, anche se nelle previsioni future di Broni c’è quello di provare a riallacciare i rapporti.

Attualmente Broni vanta un gemellaggio prestigioso con la città di Ferrara, città facente parte della lista del Patrimonio Mondiale tutelato dall’Unesco.

Il gemellaggio tra Broni e Ferrara ha le sue radici storiche nella figura di San Contardo, Patrono di Broni, nato a Ferrara e sepolto nella nostra città (la reliquia è ancora oggi conservata a Broni in Basilica di San Pietro Apostolo).

La firma del patto di gemellaggio tra la città di Ferrara e la città di Broni risale alla fine di ottobre del 2001.

Ispirandosi ai principi di unità nazionale e di riforma in senso federale dello stato, oltre che ai valori generali di pace, democrazia, libertà e fratellanza, le due città intendono ricercare ogni possibile opportunità di collaborazione in diversi ambiti, come ad esempio la programmazione territoriale, i servizi sociali, le iniziative culturali, commerciali, sportive e del tempo libero.

Negli anni il gemellaggio è stato rafforzato con numerose iniziative (a Broni c’è un parco intitolato alla città estense).

Dal 2017 Broni ha sottoscritto un patto di amicizia con il Comune di Zocca, in Provincia di Modena: il filo conduttore che lega Broni alla cittadina modenese, famosa per aver dato i natali a Vasco Rossi, riguarda la figura del Santo Contardo, compatrono di Modena, il cui culto è molto sentito anche nel modenese e a Zocca, dove gli è stato dedicato l’oratorio cittadino.

CURIOSITA’

Broni  è la città natale del Prof. Paolo Baffi, ex governatore della banca d’Italia, a cui è dedicata la scuola primaria della città; altro personaggio illustre di Broni è il noto economista Alberto Alesina, Professore all’Università di Harvard, insignito della benemerenza civica nel 2009 e candidato al Premi Nobel; in questa città sono nati, tra gli altri, anche lo scrittore e  creatore di Dylan Dog Tiziano Sclavi; Giorgio Soavi, scrittore, poeta e  giornalista a cui è dedicato il polo culturale della città e padre del regista Michele; Mario Salvaneschi, in arte ‘lasaratt’, artista teatrale dialettale; Umberto Petrin, famoso pianista jazz insignito della cittadinanza onoraria nel 2016; il poeta dialettale Gino Cremaschi, il calciatore del Napoli Simone Verdi, la scrittrice Cinzia Montagna ed Isabel De Paoli, soprano di fama internazionale.

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