Sabato, 14 Dicembre 2019

VOGHERA - “HO SCOPERTO LA BELLA MUSICA A 5 ANNI IN FAMIGLIA DA MIO PAPÀ”

Una delle voci più apprezzate della nostra terra, interprete dei maggiori cantautori nazionali e delle più calde voci internazionali, da anni solca i palcoscenici dei più prestigiosi locali del Nord-Italia, e quest’anno arriva all’esordio discografico! Abbiamo incontrato Michela Bonelli.

Come nasce la sua passione per la musica?

«Ho scoperto la bella musica a 5 anni in famiglia da mio papà, che era un chitarrista e cantante e mi faceva ascoltare davvero buona musica, come Sinatra ed Elvis! A 15 anni ho poi conosciuto per caso Lidia (Mingrone, n.d.r.), in una serata al ranch con amici, e su suo invito, imboccata dai miei amici (sorride), ho cantato “Pensiero Stupendo” di Patty Pravo, che è stata la mia prima canzone. Da li ho imparato cosa significasse stare su un palco, anche perchè le prime serate con Lidia le facevo spalle al pubblico!».

Già a 15 anni i suoi gusti musicali erano di genere cantautorale?

«Sì, ma lo sono sempre stati. Probabilmente è per quello che inizialmente avevo difficoltà a rapportarmi con un pubblico che chiedeva principalmente qualcosa di più commerciale e ballabile».

Chi sono i suoi autori preferiti?

«Pino Daniele, Fabio Concato, Roberto Vecchioni, Ivano Fossati, Claudio Baglioni, Alex Baroni, Amy Winehouse».

A seguito dell’inizio con Lidia, ha poi proseguito cantando come solista?

«Sì... dopo parecchio tempo, anche se non ricordo quando. Dopo qualche anno di collaborazione mi sono fermata, per decidere che strada intraprendere».

In questo periodo di pausa è nata la passione per la fotografia?

«Esatto, nel 2003. in quell’anno ho conosciuto anche Luca Jurman, ad un suo concerto a cui ero andata perchè lo sapevo essere l’insegnante di Alex Baroni! Da lì ho iniziato la scuola con lui, grazie ai sacrifici di mia madre, che è durata un paio d’anni»

è stata un’esperienza positiva o negativa dal punto di vista vocale?

«Utile! Non parlerei di positività o negatività. Utile perchè mi ha insegnato delle cose».

Poi avviene questo richiamo della musica Live, della band...

«Sì, perchè volevo essere più libera di scegliere quali brani fare e come farli, senza sentirmi costretta in un brano con sempre la stessa metrica e melodia. Le basi, essendo preconfezionate, mi obbligavano ad una stesura obbligata».

Chi sono stati i primi musicisti con cui ha lavorato?

«Cesare Chiesa, Giacomo Lampugnani, Mario Zara, Alessandro Balladore... Poi avevo fatto un bellissimo omaggio a Mia Martini con Mario Zara, Eugenio Mori, Loris Stefanuto, Balladore. Era il 2013...».

Ha avuto però, in questi anni, a livello trasversale, un rapporto di collaborazione con Mattia Goggi, come duo, “The Bonelli’s”.

«Sì, abbiamo iniziato a collaborare e ci siamo innamorati musicalmente a vicenda. Con i “The Bonelli’s” , anche se è un progetto iniziato 3 anni fa, ed ora ho anche altre situazioni. Collaboro con Luca Meneghello (chitarra e voce). Il gruppo si è ampliato con Andrea Civini, Mattia Goggi, Giacomo Lampugnani, Mirko Taurino e Andres Villani. E con un altro grande saxofonista: Michel Monestiroli».

Prima di Goggi, c’è stata qualche altra formazione?

«No, prima di Mattia mi ero fermata per un periodo per esigenze legate alla maternità. In quel periodo non cantavo più, ma lavoravo come fotografa freelance».

Nel corso di questi anni, sono cambiati anche i suoi gusti musicali?

«Sicuramente interpreti come Sinatra o Dean Martin rimarranno sempre, pur facendo parte del mio primo repertorio. I gusti si sono ampliati, anche se non riesco ancora ad ascoltare la musica contemporanea, nè italiana nè straniera. Ascolto solo Jamie Cullum, Paolo Nutini, Sam Cooke, Natalie Cole, Bruno Mars. Come pietre miliari Lionel Richie, Stevie Wonder. Marvin Gaye. A livello italiano, ad esempio, Niccolò Fabi e Max Gazzè».

Arrivando agli ultimi mesi, ora c’è una particolare dedizione al lato commerciale del suo talento artistico. è gia in vendita dal 18 Luglio questo progetto, composto con Eros Cristiani, altro grande musicista della nostra zona, e sono 10 tracce di un album realizzato in studio, dal titolo appunto “Live in Studio”.

«Sì, perchè è realmente un Live in studio. Nessuna sovraincisione, correzione... nell’album infatti ci sono dei respiri out of time, e sono ben contenta che ci siano perchè testimoniano la vena autentica di questo lavoro. L’abbiamo registrato al Music Factory di Tortona, tipo in un pomeriggio. Eros ha fatto alcune tracce con il piano, Mattia con la chitarra, Andrea con la batteria. Pur essendo un album di cover riarrangiate, stiamo avendo dei buoni risultati.

è un progetto fatto in previsione di un album di inediti, che mi auguro esca prima della fine del 2018».

Ha qualche progetto di promozione Live?

«In realtà tutto ciò che riguarda la promozione non avrà un grande investimento di tempo... questo lavoro rimane un biglietto da visita perchè è il primo lavoro distribuito su tante piattaforme digitali (Spotify, Google Play, Itunes...). Riguardo invece al progetto di inediti, io sto scrivendo i testi e ho chiesto ad amici di musicarli. (Goggi, Meneghello, Alù..)».

In una previsione futura, se ti venisse proposto di partecipare al Festival di Sanremo o ad una Kermesse nazionale, accetteresti?

«Sarebbe assurdo dire che non lo farei. è chiaro che poi il mio fine è un altro, non è la musica italiana di oggi».

Che consiglio vorrebbe dare ad un giovane che vorrebbe iniziare la carriera artistica?

«Di avere un lavoro in banca e di avere le spalle coperte perchè la vita dell’artista è dura. E di investire tutte le energie che ha in ciò che vuol fare, considerando anche i limiti, di ogni tipo».

di Lele Baiardi

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