Sabato, 20 Ottobre 2018

STRADELLA: NEL MIRINO L’UNIVERSITÀ DELLA MUSICA

Un’Accademia pronta a sfornare talenti musicali. L’Accademia del Ridotto di Stradella, infatti, è un centro permanente di alta formazione artistica e musicale. Livio Bollani, direttore dell’Accademia, si è diplomato a pieni voti in composizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Sonia Bo e Giuseppe Colardo, ha conseguito il diploma in violino presso il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza con Giovanni Gorgni e studiato fisarmonica con il padre, oltre che aver conseguito la laurea presso la facoltà di Giurisprudenza all’Università di Pavia. Premiato in concorsi nazionali ed internazionali di composizione ed esecuzione musicale, ha collaborato con il Master in Management dello Spettacolo della SDA dell’Università Bocconi e scritto recensioni per quotidiani e riviste specializzate. 

A lui abbiamo chiesto notizie sull’Accademia che gestisce e su qualche progetto futuro.

«L’Accademia del Ridotto non è solo un’accademia di alto perfezionamento musicale ma è un vero e proprio importante progetto, che prevede nei prossimi mesi la costituzione di un ente autonomo di gestione delle attività, che al momento invece sono gestite dall’associazione Tetracordo  di cui sono Direttore, che sarà la “Fondazione Accademia del Ridotto”. Conformandoci a determinati parametri stabiliti dal Ministero, se la normativa nel frattempo non cambierà, noi al termine di un percorso abbastanza impegnativo della durata di cinque anni potremo chiedere il riconoscimento del triennio accademico e di master di secondo livello. In questo momento siamo un’accademia privata che fa formazione di livello universitario, ma non siamo un’università. Nel momento in cui avremo questo riconoscimento, resteremo un’accademia che fa formazione di livello universitario in ambito musicale e che rilascia un diploma che è riconosciuto dal ministero se ci sono i presupposti».

Come è l’organizzazione del percorso di studi?

«Noi adesso non abbiamo l’obbligo di far fare agli studenti un piano di studi come quello dell’università, però abbiamo l’obbligo di fare 5 anni di attività in questa struttura. Dobbiamo fornire la lista degli studenti che per tre anni hanno studiato in accademia e che hanno conseguito il diploma. Già adesso sul nostro sito c’è il piano di studi integrato che è stato fatto nel pieno rispetto delle griglie ministeriali. Poi ci sono le masterclass che non concorrono in alcun modo al raggiungimento del diploma, ma che creano un certo business e un certo indotto economico».

Durante il primo anno scolastico quanti allievi ci sono stati?

«Cinquanta, di cui 46/47 a un livello accademico, gli altri un pochino sotto. Un numero davvero elevato, un 350% in più di quello che mi aspettavo…io pensavo ad una partenza con una quindicina di persone. Un’istituzione storica come il Conservatorio di Piacenza, che rilascia un titolo di studio, non arriva a 200 accademici tra bienni e trienni. Già il prossimo anno, potenzialmente, è un numero che è destinato a crescere. Poi naturalmente avremo un assestamento l’anno dopo, perché ci saranno gli allievi in uscita dal corso biennale. Io avevo previsto che la crescita nel triennio arrivasse a 40/50 e che si assestasse poi sui 40, invece da come siamo partiti posso dedurre che si può arrivare a 70/80 allievi e poi assestarsi sui 60…».

Gli allievi che età hanno?

«Un po’ tutte le età. La più piccola ha 11 anni ed è bravissima con il violino. I più anziani sono i cantanti che hanno intorno a quarant’anni. Sui 14/15 ci sono una decina di allievi, per il resto sono tutti più grandi, dai 18 ai 40 anni».

Che corsi fate? Quali vanno per la maggiore?

«Quelli che sono partiti e che sono molto seguiti sono pianoforte, canto, violino e fisarmonica. Sono tutti corsi individuali e solo qualcuno con piccolissimi gruppi».

Per il prossimo anno accademico ci saranno novità?

«Sì, l’OperaStudio. Si tratta di audizioni per ruolo d’opera per gente che è già pronta a interpretare un determinato personaggio ma che non ha magari un’agenzia…consiste in un percorso di studi breve che dura circa un mese. Gli si prepara un ruolo e li si fa debuttare. Lo faremo nella prossima stagione per gli spettacoli “Il rigoletto” e “La madama Butterfly”. È la prima volta che viene fatto, è una scommessa. Il primo giro di audizioni partirà il 27 luglio».

A breve invece, riceverà la Benemerenza della Torre Civica, un importante riconoscimento dato tutti gli anni dall’Amministrazione comunale stradellina.

«Un riconoscimento inaspettato che mi fa molto piacere. Penso di essere uno dei giovani che hanno ricevuto la benemerenza…non so quanti altri quarantenni l’hanno avuta. Mi fa piacere il fatto che mi sia stata data all’unanimità e non solo da una forza politica. È anche uno stimolo per il futuro. Sono contento per Stradella che ha la fortuna di avere questa Accademia e per tutto l’Oltrepò. Devo dire che secondo me l’Oltrepò ha colmato il gap con il piacentino per qualità della vita e offerta di spettacoli. Al di là di tutti i problemi che possono esserci e sono innegabili, posso dire che l’Oltrepò è risalito».

Pierangelo Lombardi, storico sindaco di Stradella e attualmente consigliere comunale, è da sempre un uomo di cultura e dimostra molta soddisfazione per il progetto dell’Accademia del Ridotto.

«Non sono un grande esperto di musica, ma il progetto è molto affascinante anche per il rapporto che si viene a creare con questi Maestri di prestigio assoluto, che hanno una disponibilità pazzesca anche nel rapporto umano con l’allievo. Quando si passa in strada si sente suonare, si sentono gli allievi che fanno lezione, ragazzi che arrivano da tutto il mondo ed è meraviglioso. Tutto questo è molto importante per una realtà di provincia da 11mila abitanti. Gli allievi arrivano da Milano, Messina, Ascoli Piceno, Roma, Parma, Ravenna… e tanti docenti hanno anche allievi che arrivano dall’estero, da Vienna e addirittura da Singapore».

Ci racconta la storia che c’è dietro questo progetto?

«Ero ancora Sindaco e con la Fondazione per lo sviluppo dell’Oltrepò, l’ex Gal, Stradella era entrata come partner nel progetto Oltrecultura, finanziato dalla Fondazione Cariplo che si proponeva di avviare un progetto culturale nella nostra zona. In questo progetto noi abbiamo ritagliato un segmento: progettare un sistema culturale locale, che partisse dalla disponibilità di tanti luoghi e location in cui fare cultura. Abbiamo subito pensato alla fisarmonica come elemento connettivo e poi c’è stato l’incontro con l’idea di Livio Bollani, che ha proposto di fare in Teatro una cosa assolutamente originale».

Qual è l’originalità?

«Il fatto che non ci fosse da nessun’altra parte un’Accademia con sede in un teatro, in un luogo deputato a fare spettacolo. Per esempio l’Accademia della Scala non ha sede nel teatro, ma in un posto adiacente. A questo punto quindi abbiamo fatto così: l’Accademia è gestita dall’associazione Tetracordo e il comune è la parte che mette a disposizione la struttura. Il tema è una scuola di alta formazione musicale che proietta una cittadina in una certa dimensione e che fa anche economia. Basti pensare alla gente che, grazie all’Accademia, viene a Stradella: gente che sta qui per settimane, a volte con accompagnatori, che usufruisce di alberghi, bar e ristoranti. Su 50 persone che frequentano l’Accademia, coloro che alloggiano, se stiamo scarsi, sono sulle 25/30. Significa almeno 700/800 posti letti all’anno, i pasti sono il doppio».

In occasione della Festa della città di Stradella, verrà consegnata la benemerenza civica a Livio Bollani.

«Sono molto contento che vada a lui, perché valorizza una professionalità e strumentalmente serve all’amministrazione per gettare un sasso nello stagno. Questa immagine di questo bel progetto è già proiettata all’esterno, ma bisogna che venga proiettata anche in casa, perché forse non si è ancora capita la potenzialità e l’importanza della cosa».

di Elisa Ajelli

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