Martedì, 12 Novembre 2019

SANTA MARIA DELLA VERSA - CLASSE 1937: «QUANDO C’ERA LA FESTA DEI COSCRITTI SI DICEVA “AGLI ÄN TIRÀ SÜ”»

Per Santa Maria della Versa, luglio è sempre stato un periodo molto importante poiché negli ultimi trent’anni in questo mese tradizionalmente si festeggiavano i coscritti. Si trattava di una festa particolarmente sentita non solo dai festeggiati diciottenni, ma anche dalle famiglie, dai commercianti, dagli abitanti del paese e da chiunque vivesse a Santa Maria e dintorni. A questa festa partecipavano i giovani di tutte le colline adiacenti alla Valle Versa, ma sfortunatamente negli anni questo “rito di passaggio” verso la maggiore età si sta perdendo sempre di più e i giovani della valle che ancora tengono a festeggiare i coscritti si uniscono a Stradella e Broni. La festa dei coscritti ha rappresentato per molti ragazzi una “tappa obbligata” che originariamente era legata al servizio di leva, come ricorda Ezio Fugazza, classe 1937: «La mia classe ha festeggiato in primavera nell’ex cinema di Santa Maria, per l’occasione adibito a sala da ballo e avevamo invitato l’orchestra dei fratelli Maggi. Eravamo una decina, non tantissimi. È stata una giornata molto bella e festosa, durante la quale abbiamo scorrazzato per il paese con le macchine, quelle che c’erano. Quando c’era la festa dei coscritti si diceva “agli än tirà sü” perchè c’era il sorteggio, infatti non tutti quelli che avevano l’età, pur essendo abili per fare il militare, partivano per il servizio di leva. Estraevano a sorte chi doveva andare a fare il militare, ma ai miei tempi questa “prassi” era già stata superata».

Vent’anni dopo è stata la volta di Enrica Maini, classe 1952 che dice la sua sul perché questo tradizionale appuntamento si sta perdendo: «Secondo me la cosa era molto degenerata negli anni scorsi. Imbrattavano il paese, causavano incidenti per il troppo bere! Penso che, invece, sia una bella tradizione che crea un gruppo per tutta la vita, un po’ come il militare... infatti una volta i maschi partivano per la leva! Ricordo che allora era molto importante la serata danzante e il vestito delle coscritte. Noi della classe 1952 eravamo pochissimi, ora a Santa Maria siamo rimasti in sei. Noi abbiamo festeggiato al dancing del Carmine, locale allora molto di moda. Venivano cantanti famosi e i Nomadi erano di casa».

Dai “pochissimi” del 1952 passiamo ai “moltissimi” degli anni ’80, Elisa Rattotti che di anni ne compie 36 ricorda: «Nella mia classe eravamo in 38! Per me e la mia generazione la festa dei coscritti rappresentava un rito, una tradizione da rispettare. Quando ero minorenne non vedevo l’ora di compiere diciotto anni per due cose: prendere la patente e fare la festa dei coscritti! La pensavano quasi tutti così, eravamo affezionati a questa festa che si tramandava di generazione in generazione e poi per noi di Santa Maria della Versa è sempre stata un motivo di vanto e d’orgoglio, infatti eravamo gli unici a festeggiare i coscritti all’inizio dell’estate. La festa dei coscritti è stata ed è un simbolo del nostro territorio, qualcosa che ci caratterizza da sempre!».

Resta il fatto che il sentire degli anni ’80 non è stato trasmesso alle generazioni successive, infatti è un’usanza che è andata scemando nel tempo. «Credo che, al di là dei costi troppo alti per organizzare l’evento, la ragione principale sia la mancanza di volere fare qualcosa tutti insieme, di aggregarsi tra ragazzi della stessa età. Forse il fatto che oggi ci siano tanti ragazzi che non sono originari di questi posti porta a disunirsi e perdere di vista, senza volerlo, questa tradizione. Suggerirei ai ragazzi che sono nati qui di essere più intraprendenti e di farsi promotori dell’iniziativa cercando di farla conoscere anche ai propri coetanei e di provare a portarla avanti per il bene di tutta la comunità» continua Elisa Rattotti. A tal proposito anche Sofia Achilli, classe 1986 ha qualcosa da dire: «Questa festa si sta perdendo probabilmente perchè ora i giovanissimi pensano che la vita sia sui social e non in quella reale e, forse, anche perchè hanno molte più cose che noi non avevamo...». La festa dei coscritti è unica e irripetibile, ma c’è chi con la scusa di avere tutti la stessa età si ritrova per bere, mangiare e fare due chiacchere, come Nicola Maini, classe 1979: «Se non ricordo male, sarà capitato solo una volta di rincontrarsi tutti insieme, forse l’anno successivo; purtroppo non c’è mai stato un seguito. Tuttavia, mi piacerebbe ritrovare tutti i miei coscritti anche solo per una cena... una bella occasione sarebbe quella per festeggiare i 40 anni! I coscritti erano un’occasione unica per festeggiare due giorni interi tutti insieme e ogni coscritto era al centro della festa, al di là dei vantaggi anagrafici». Esperienza che si tingeva di verde, bianco e rosso, come ci spiega Davide Maggi, classe 1983: «Era l’estate del 2001 ed eravamo in 14 coscritti (saremmo stati il doppio, ma alcuni non hanno partecipato). La giornata è iniziata presto: ci siamo trovati nella piazza della chiesa per “addobbare” le auto con fiocchi, bandiere e scritte, rigorosamente tricolore. Dopo la messa e aperitivi nei bar di Santa Maria, il corteo di auto è partito verso Stradella e Broni. Il pranzo quell’anno diversamente è stato organizzato da “Colombi” in Vallescuropasso e il veglione al “Siglo de la Reina” a Sarmato». Anche le istituzioni del paese partecipavano, il prete dava la sua benedizione ai ragazzi come ricorda Enrico Giorgi, classe 1986: «Per me è stata una bella esperienza, a partire dai preparativi fino alla giornata stessa della festa; sono convinto che, indipendentemente dalla data in cui si diventava maggiorenni, questo evento abbia segnato il passaggio effettivo verso la maggiore età! Della mia classe eravamo una trentina e la festa è iniziata la sera prima per andare “a fare le scritte sulle strade” in giro per il paese. Il giorno della festa si iniziava con la messa e annessa benedizione del prete, per poi girare in macchina per il paese, ogni coscritto aveva un autista, suonando clacson e fischietti... arrivati a sera eravamo sordi! Dopodiché si faceva il tradizionale pranzo e a metà pomeriggio, tutti a casa a prepararsi (soprattutto le ragazze) per la serata. Alla sera ci siamo ritrovati insieme alle famiglie e agli amici come da tradizione alla discoteca “Lido Po”, dove si partiva con la sfilata di tutti i coscritti: in fondo alla scalinata, il ragazzo aspettava con una rosa la sua coscritta; lì l’accoglieva con un bacio sulla guancia e insieme si dirigevano verso il resto del gruppo per le foto di rito. La serata danzante si concludeva a tarda notte e chi voleva, poteva continuare la festa andando a fare colazione al mare».

I racconti delle ultime annate degli anni ’80 parlano ancora di una festa sentita per il paese. Samantha Fulgosi, classe 1989: «Per la mia generazione, i coscritti hanno rappresentato una sorta di “debutto in società”. Finalmente anche noi appartenevamo al mondo dei grandi! Noi eravamo poco più di una ventina. Abbiamo iniziato a festeggiare il giorno prima; cenato tutti insieme, abbiamo fatto il “giro dei bar” di Santa Maria e Stradella e, a tarda notte, siamo andati a scrivere per le strade... era bellissimo vedere le nostre dediche, i nostri nomi, i nostri desideri e amori impressi sulle strade del paese (le scritte duravano un mesetto). Il giorno dei coscritti, dopo la messa, giravamo con le auto per Santa Maria e i paesi vicini, ognuno con il proprio “autista”, il migliore amico/a, il fidanzato/a, il fratello/sorella. Al pomeriggio iniziavano i preparativi per la sera: trucco, parrucco e abito. Ci siamo ritrovati alla discoteca “Lido Po” a Pieve Porto Morone, accogliendo gli invitati e aspettando il “grande momento”: la sfilata! Abbiamo ballato, fatto foto, festeggiato fino a notte fonda; al terminata della festa, c’è chi è andato al mare o, semplicemente, a fare colazione».

Una favola da come ce la descrive Samantha Fulgosi, ma che cosa è andato storto? Andrea Valle, classe 1990: «La mia classe, circa una ventina, è stata una delle ultime ad aver rispettato la tradizionale “scaletta” dei festeggiamenti. Questa festa ha rappresentato molto, non solo il raggiungimento dei 18 anni. È un peccato vedere i diciottenni che non tengono più alla tradizione del loro paese ed è una festa a cui i paesi più piccoli tengono ancora. Vedere che a Santa Maria della Versa i coscritti non vengono più organizzati è abbastanza triste. È vero, forse ci sono meno giovani e sono cambiati gli interessi, ma i 18 anni si vivono una volta sola nella vita e il  ricordo di festeggiarli tutti insieme è unico».

Stefano Riccardi, classe 1992: «Negli ultimi anni la festa dei coscritti è praticamente scomparsa, secondo me perché i giovani non vivono più il paese e fin da piccoli si spostano nei centri più grandi, perdendo di fatto le compagnie e facendo nuove conoscenze. Non so come possa tramandarsi questa festa e come si possano mantenere negli anni i rapporti con quei ragazzi con cui sei cresciuto e che insieme a te sono diventati grandi».

C’è chi fa i “conti” sul perché i coscritti a Santa Maria non si fanno più, Carlotta Cempini, classe 1987: «Questa festa si sta perdendo perchè i ragazzi del paese frequentano sempre di più Stradella, si spostano verso i paesi più grandi. Inoltre, se dovessero farli a Santa Maria, essendo in pochi, anche gli sponsor non sarebbero sufficienti a coprire i costi e, nell’attuale situazione economica, le famiglie dovrebbero accollarsi una spesa non indifferente».

È vero i giovani non sono più quelli di una volta, non si accontentano più della favolosa serata danzante di Ezio Fugazza e non gli interessa più scrivere la loro data di nascita sulle strade del paese insieme agli amici. I tempi cambiano, ma anche le tradizioni potrebbero evolversi di conseguenza.

di Silvia Cipriano        

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