Sabato, 20 Ottobre 2018

CASTEGGIO - TORRAZZA COSTE -«RECUPERIAMO LO SPIRITO DI AGGREGAZIONE ATTRAVERSO LA SCRITTURA»

Imparare a stare insieme passa anche attraverso la redazione di un giornalino scolastico. Ne è convinta Angela Sclavi, dirigente scolastico del complesso di Casteggio e Torrazza Coste al suo primo mandato, che ci racconta come questa attività abbia contribuito ad aggregare i ragazzi delle due scuole, insegnando loro il valore della condivisione e del fare gruppo.

Preside Sclavi, come è nato questo progetto?

«è nato per stimolare la creatività dei ragazzi e anche come momento di aggregazione. Noi abbiamo due sedi di scuola media, a Casteggio e a Torrazza Coste, ed è stato anche il momento di far incontrare i ragazzi delle due sedi, per condividere qualche cosa insieme. In effetti tante volte si fanno attività in un sede e non nell’altra, invece con il giornalino è stato diverso. Abbiamo stimolato la voglia di scrivere, perché noi puntiamo sull’acquisizione e il rinforzo delle competenze di base di italiano, matematica e lingue straniere e quindi per quanto riguarda l’aspetto della scrittura creativa è stata davvero una bella opportunità».

I ragazzi con il giornalino hanno potuto sperimentare stili diversi?

«Sì, si sono cimentati con produzioni diverse, dall’intervista al racconto, alla ricetta, fino alla cronaca di una partita…sono modi per esplorare le diverse forme di testo, di riflettere, di progettare il giornalino vero e proprio, di capire quante parole servono per un certo articolo, quante righe servono per raccontare un argomento… Abbiamo quindi raccolto le adesioni e abbiamo iniziato. Per noi la difficoltà delle attività pomeridiane è sempre quella di poter garantire il servizio di assistenza alla mensa e il trasporto, però devo dire che pur avendo lavorato nella sede di Casteggio, i ragazzi di Torrazza si sono organizzati molto bene, anche con attività online, lavorando a distanza e scambiandosi mail con gli articoli».

I docenti si sono dimostrati soddisfatti?

«Sì, alcuni di loro hanno progettato le attività con i ragazzi, li hanno tutorati e accompagnati, sia come sorveglianza sia come capacità di stesura e progettazione del giornale. I docenti di Lettere hanno dato supporto sulle diverse tipologie di produzione che si potevano adottare, poi c’è stata l’Insegnante di Educazione Artistica che ha fornito un aiuto dal punto di vista grafico. Alla fine c’è stata una specie di gara dove una giuria ha conferito un premio al miglior testo e dedicheremo una pagina del nostro diario scolastico al vincitore, in modo che ci sia questa gratificazione per la miglior produzione scritta».

C’è stata un’unica produzione o il giornalino è “uscito” più volte?

«è uscito due volte…per quanto riguarda la versione cartacea: a dicembre e a maggio. Ne avevamo stampate un po’ di copie a gennaio in occasione degli open day scolastici. Poi è presente sul sito della scuola».

Gli argomenti sono stati definiti dagli alunni stessi?

«Sì. Guardando l’ultimo numero uscito si può vedere che i ragazzi hanno fatto degli articoli sulla gita a Venezia, sulla pallavolo di Casteggio, sull’associazione per la lotta alla distrofia muscolare, sull’era dei videogiochi, sulla premiazione del concorso fotografico, sulle forme di discriminazione e un’intervista alla psicologa della scuola».

Il giornalino che classi ha riguardato?

«Tutte le classi. Era aperto a chiunque volesse cimentarsi in questa attività. Devo dire che hanno aderito maggiormente gli alunni delle classi seconde, perchè cominciando all’inizio dell’anno scolastico le classi prime erano ancora un po’ nella fase di passaggio dalle elementari e le terze hanno anche tanti altri impegni, oltre che la preparazione agli esami. Le classi seconde hanno portato avanti molto bene l’iniziativa e hanno seguito anche i lavori del Consiglio Comunale dei Ragazzi: è stato un lavoro simpatico perché non è stato limitato solo al giornalino in se per se, ma è stato anche un modo di documentare le attività della scuola e anche di far sapere ai ragazzi che vivono in una grande comunità di 1200 alunni di che cosa si occupa la scuola nelle sue varie iniziative sul territorio e non».

è stata la prima esperienza?

«Qui a Casteggio sì e, visto il risultato, contiamo di riproporlo».

I ragazzi come hanno vissuto questa esperienza?

«L’adesione è stata spontanea: tutte le volte che facciamo la proposta di un’attività pomeridiana chiediamo l’autorizzazione alle famiglie e di conseguenza sappiamo che nel corso dell’anno potrebbe anche esserci una revoca di questa autorizzazione. Invece abbiamo avuto fino alla fine un buon numero di ragazzi e sono stati veramente bravi nell’autogestione delle attività, con naturalmente il sostegno dei docenti che non manca mai perché un minimo di moderazione ci vuole, e hanno portato a termine il progetto con successo: questo a mio avviso è la cosa più importante, partire da zero, avere un’idea e riuscire a non farla naufragare direi che gratifica soprattutto a questa età».

Il piacere della scrittura è quindi molto sentito dai suoi studenti…

«Devo proprio dire di sì. Oltre a questa attività del giornalino, i ragazzi hanno partecipato anche al concorso di scrittura del Foscolo, rivolto agli alunni delle scuole medie di tutta la Provincia, e alcuni hanno anche vinto la gita premio. E poi abbiamo partecipato al concorso per giovani scrittori di Portalbera e anche in questo caso molti nostri studenti sono stati premiati».

Soprattutto al giorno d’oggi in cui la tecnologia ha un ruolo dominante, le sue parole su questi giovani sono molto importanti.

«C’è anche il desiderio della scuola di mettere in comunicazione i ragazzi facendoli ragionare su sentimenti di aggregazione: ogni attività pomeridiana che si fa, quindi, è per noi un veicolo molto importante ed è finalizzata a creare la comunità, a dare un obiettivo comune da raggiungere insieme. Penso, oltre alla scrittura, alle attività sportive, a quelle del coro e del teatro, a quella della musicoterapia… sono tutte attività che permettono di lavorare in squadra e rispettarsi reciprocamente».

Come valuta la sua scuola oggi?

«Diciamo che a Casteggio problemi particolari, soprattutto legati alla delinquenza, non ne abbiamo. Non ci sono stati episodi gravi e puntiamo comunque molto sulla legalità: per questo organizziamo anche incontri con i Carabinieri. Purtroppo è crescente nei ragazzi una forma di disagio legata alla presunta incapacità di affrontare la crescita e il futuro, una forma di inadeguatezza. Si sentono soli e non capiti. Questo può portare a situazioni di disagio e di difficoltà che ci sono un po’ in tutte le scuole: abbiamo quindi sempre un rapporto di collaborazione con esperti del settore e un supporto psicologico che ai ragazzi fa un gran bene, perché riescono a confidarsi ed a esprimere i loro momenti particolari».

di Elisa Ajelli

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