Mercoledì, 26 Giugno 2019

I MARINES ADOTTERANNO L’ANFIBIO MADE IN ITALY

La notizia è di quelle clamorose. L’US Marine Corps ha adottato il veicolo Superav dell’italiana Iveco come futuro mezzo blindato anfibio 8×8. Una scelta epocale, dato che i mezzi blindati anfibi sono nati negli Stati Uniti. I Marines si erano ritrovati in difficoltà dopo che era fallito il costoso programma per un mezzo cingolato con effetto superficie, dotato di un compressore che in navigazione pompava aria sotto la prua, sollevandola e consentendo una elevata mobilità in mare. Alla fine ci si è resi conto che il programma era troppo ambizioso per essere messo in pratica. “Il vostro mezzo c’interessa”, fu l’affermazione di alti ufficiali statunitensi otto anni or sono, quando si profilavano certi problemi. Molti anni dopo, il veicolo di Iveco ha battuto nettamente il rivale (commerciale) di Singapore, giunto all’ultimo confronto diretto, sulla base di 16 esemplari, intensamente provati. La richiesta della famosa componente anfibia statunitense era elevata, in quanto i marines vogliono essere in grado di poter sbarcare con questi mezzi anche con mare mosso e forte risacca. Il veicolo italiano si afferma quindi come il miglior mezzo anfibio 8×8 oggi disponibile sul mercato, cosa che lascia vedere ottime prospettive commerciali anche se il grosso della produzione in un secondo momento avverrà negli Stati Uniti, con la collaborazione della Bae un gigante nel settore della produzione militare. Vediamo i motivi dell’importante successo conseguito dall’Iveco, associata alla Bae (l’indispensabile partner statunitense per programmi di questo tipo), nella gara per il nuovo veicolo anfibio protetto da combattimento dei Marines.

1) Fallimento del programma statunitense. General Dynamics aveva ottenuto di sviluppare il programma Efv, con un mezzo cingolato da 36 tonnellate, molto complesso, con un sistema di navigazione in acqua che soffiava bolle d’aria sotto la prua, fino a raggiungere i 27 nodi, una velocità molto elevata per un mezzo di questo tipo ma che implicava complicazioni notevolissime, con scarse possibilità nell’esportazioni. Alla fine il progetto è naufragato. Tutto il programma era intanto costato qualcosa come 15,9 miliardi di dollari. Un autentico disastro, senza neppure avere un mezzo in servizio.

2) Il mezzo dell’Iveco era stato pensato fin dall’inizio come un anfibio per impieghi navali e non si trattava di un mezzo blindato con possibilità anfibie, con avanzate ma non “fantascientifiche” soluzioni, troppo spinte. Il Superav risultava potente e flessibile, con accorgimenti contro le mine e due eliche in bronzo. proprio per impieghi marini. Il sistema di trasmissione ad “H” è molto valido e collaudato, risolvendo vari problemi nel settore della mobilità dei mezzi protetti. Il propulsore è un 700 hp, affidabile e parco nei consumi.

3) E’ stato scelto un partner affidabile come Bae, una solida realtà negli Stati Uniti. L’adozione da parte dei Marines non solo apre il più grosso mercato mondiale ma anche altri mercati, in particolare quelli di forze anfibie di una certa consistenza.

 

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