Mercoledì, 26 Settembre 2018

RIVOLUZIONE TRA I BANCHI IL METODO MONTESSORI A VARZI E ZAVATTARELLO

Il metodo Montessori, che si propone di rivoluzionare la tecnica di insegnamento e apprendimento, arriverà nei plessi di Varzi e Zavattarello a partire dal prossimo anno scolastico. Per cominciare, cinque anni previsti dal progetto AttivAree finanziati dalla Fondazione Cariplo, poi si deciderà del futuro. Nel frattempo c’è già entusiasmo nell’istituto comprensivo “Ferrari” di Varzi, con molti insegnanti che hanno seguito corsi di formazione e 40 alunni di due classi, una prima e una quinta elementare, che hanno fatto da “test” per la sperimentazione partita a settembre. Il dirigente scolastico Umberto Dallocchio, montessoriano convinto, non nasconde la sua soddisfazione: «I risultati ad oggi sono ottimi, con grande coinvolgimento dei bambini  e soddisfazione delle famiglie. A supporto dell’opportunità di accedere a questo metodo formativo c’è stata anche una raccolta firme realizzata nella zona».

Professore, può spiegarci innanzitutto in cosa consiste questo metodo di insegnamento?

«L’educazione è concepita da Maria Montessori non come trasmissione di cultura ma come “un aiuto alla vita in tutte le sue espressioni”. La finalità di questo approccio non è solo dare istruzione trasmettendo cultura, immettendo informazioni e nozioni disciplinari come avviene nella scuola tradizionale. La finalità è, invece, quella di educare il potenziale di cui ciascun individuo dispone considerando il suo curricolo implicito, accompagnandolo ed aiutandolo ad esprimersi al meglio in tutte le espressioni di vita e lungo tutto il suo percorso».

In che modo si raggiunge questo obiettivo?

«La personalizzazione dell’apprendimento per Montessori è imprescindibile. Tutte le pratiche didattiche non sono quindi finalizzate solo ai risultati scolastici ma anche e soprattutto ad imparare ad amare l’apprendimento stesso, in ogni sua forma, circostanza e fase della vita. Il che equivale non solo ad amare lo studio e la conoscenza in sé ma ad amare la vita».

In che modo cambia il rapporto alunno-insegnante?

«La pedagogia montessoriana non è trasmissione dell’insegnante e ricezione passiva da parte del bambino di quanto trasmesso dall’adulto ma è pedagogia del fare, in cui lo studio non è il fine ma il mezzo necessario per fare. Per poter attuare i principi  pedagogici montessoriani occorrono tre requisiti fondamentali: ambiente preparato, materiali, insegnante. Ogni requisito deve avere particolari caratteristiche. L’ambiente va allestito così da essere “liberante” e “costruttivo” ».

Cosa si intende?

«“Liberante” in quanto permette la spontanea ed autonoma attività individuale e la libera scelta dell’attività all’interno di una serie limitata di opzioni. L’ambiente è al contempo “costruttivo” nella misura in cui indirizza verso uno scopo esterno, definito e costruttivo, gli impulsi e le energie interiori del bambino, rispondendo così al loro bisogno interiore di ordine. L’organizzazione dell’ambiente consente al bambino di acquistare coscienza delle proprie capacità, di scoprire via via l’uso delle sue mani (la mano per la Montessori è l’organo dell’intelligenza), di diventare perciò sempre più indipendente e autonomo. I “materiali di sviluppo” specifici costituiscono un’altra caratteristica distintiva del percorso educativo montessoriano e ne sono strumento imprescindibile. I materiali consentono il lavoro individuale, la concentrazione, i processi di astrazione e di generalizzazione, grazie ai quali ogni bambino, senza l’intervento diretto dell’insegnante, elabora e costruisce la sua visione del mondo e della cultura».

A livello pratico quali sono le differenze tra questa metodologia d’insegnamento e quella tradizionale?

«L’approccio montessoriano prevede la strutturazione di un ambiente rispondente ai bisogni caratteristici della tappa evolutiva del bambino. La didattica si basa sull’esperienza: attraverso l’uso di materiali specifici il bambino costruisce le proprie competenze cognitive partendo dal “fare”. Il lavoro in classe è improntato sulla libera scelta dei materiali didattici da parte del bambino che, entro una gamma di opzioni allestite nell’ambiente dall’insegnante,  può seguire i propri bisogni e le proprie inclinazioni. Gli obiettivi per le classi ad indirizzo montessoriano sono i seguenti: esperienze che sollecitino negli alunni il senso della ricerca, la costruzione dei saperi, le capacità di progettare e le competenze per risolvere problemi,  sviluppo negli alunni di senso di responsabilità e di capacità di cooperazione, autonomia, indipendenza, alimentando costantemente un’educazione alla cittadinanza tramite la partecipazione degli studenti alla vita scolastica. I docenti devono essere aggiornati e preparati per una didattica innovativa, capaci di costruire comunità professionali atte a condividere buone pratiche e a vivere la scuola come un percorso di ricerca in continuo divenire».

Le materie insegnate sono le stesse?

«Le materie sono le stesse ma nelle classi ad indirizzo montessoriano si insegna “Educazione cosmica”, un concetto attraverso il quale si vuol condurre il bambino verso la scoperta della vita e l’amore per essa. E’ un’educazione che prevede l’insegnamento della cultura generale  attraverso una serie di prestabilite scoperte che pian piano permettono al bambino di capire i grandi concetti di astronomia, geologia, geografia, meteorologia, chimica, fisica, ecologia, biologia, botanica».

I testi scolastici invece?

«Non è prevista l’adozione di libri di testo ma la realizzazione di una biblioteca di classe».

Come è nata l’idea di sperimentarlo a Varzi?

«Mi sono laureato in Scienze dell’educazione e da sempre credo nei principi pedagogici e nelle pratiche didattiche montessoriane. Ritengo che in un momento come l’attuale, in cui alla scuola è richiesto di costruire e certificare competenze, il metodo Montessori sia di eccezionale attualità. Da anni seguivo con attenzione l’esperienza di scuole della Provincia di Novara che avevano avviato classi ad indirizzo montessoriano. Una volta preso servizio presso l’Istituto comprensivo di  Varzi nel settembre 2015  ho cercato di capire quali fossero le necessità e i bisogni del territorio e gli interessi e le disposizioni del personale docente. L’Istituto aveva la necessità di ampliare l’offerta formativa per soddisfare meglio le esigenze dell’utenza. Occorreva fornire una possibilità di scelta. La possibilità di ottenere un importante finanziamento per l’indispensabile e necessaria formazione delle docenti della Primaria e la loro massiccia adesione volontaria (60%)al corso di formazione hanno tracciato la strada da percorrere. Le insegnanti hanno frequentato gratuitamente in sede il corso ed hanno colto l’occasione di valorizzare la loro professionalità».

Da quando è impiegata nel suo istituto?

«L’avvio di classi ad indirizzo montessoriano è previsto per l’anno scolastico 2018-2019 nei plessi di Varzi e Zavattarello, ma già nel corrente anno scolastico le classi prima e quinta della Scuola Primaria di Varzi hanno adottato i principi pedagogici e le pratiche didattiche montessoriane nell’esercizio della libertà di insegnamento delle docenti».

Quanti studenti in tutto?

«Ad oggi un totale di 40 alunni. I risultati sono ottimi con grande coinvolgimento dei bambini e soddisfazione delle famiglie».

In Provincia ci sono altre scuole che adottano questo metodo o voi siete i pionieri?

«Non sono a conoscenza di altri Istituti della Provincia di Pavia che abbiano iniziato questo percorso. Il nostro Istituto ha avviato, a seguito di delibera del Collegio docenti, l’attivazione di classi ad indirizzo pedagogico e metodologico montessoriano avvalendosi di quanto previsto dall’autonomia scolastica. In Italia invece già molte scuole da anni hanno attivato classi e sezioni ad indirizzo montessoriano nell’esercizio dell’autonomia scolastica. L’Istituto Comprensivo di Varzi fa parte della rete di scuole interregionale per lo sviluppo delle buone pratiche in classi e sezioni a metodo Montessori di cui fanno parte anche 13 scuole dell’Alto Piemonte».

Quanto è forte il cambiamento di metodologia per gli insegnanti? Hanno seguito corsi di formazione?

«La prospettiva dell’insegnante cambia radicalmente. L’insegnante Montessori mette al “centro” del processo educativo il bambino e l’adolescente assumendo quindi un ruolo molto più impegnativo, in quanto svolge la delicatissima e fondamentale funzione di organizzatore dell’ambiente ed osservatore del bambino accompagnandolo nel suo percorso di apprendimento.  L’insegnante tradizionale controlla, dirige, condiziona tempi, ritmi e i desideri di apprendimento del bambino, ricorrendo a volte, in chiave comportamentista, all’arma dei premi e dei castighi. L’insegnante di classi o sezioni ad indirizzo Montessori invece svolge con estrema competenza un ruolo di mediazione tra il bambino e l’ambiente educativo, aiutandolo, sostenendolo e consigliandolo, accompagnandolo nel suo percorso di apprendimento avendo cura di non imporsi e sostituirsi a lui. Con l’approccio montessoriano quindi chi insegna ha il compito importante di preparare l’ambiente e successivamente di presentare il materiale che verrà messo a disposizione dei bambini».

Quanti sono quelli formati ad oggi?

«Sedici insegnanti hanno seguito un corso di formazione di 118 ore tenuto dalla “Fondazione Montessori Italia” ed hanno sostenuto un esame finale conseguendo il “Diploma di specializzazione Scuola Primaria a Metodo Montessori”».

Quanto andrà avanti la sperimentazione?

«è garantita per 5 anni. Sarà attuato un monitoraggio continuo e al termine del quinquennio in caso di esiti positivi potrà proseguire».

  di Christian Draghi

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