Venerdì, 22 Novembre 2019

VOGHERA - I CIBI “CULT” DELLA SENSIA: SALAMELLA E KRAPFEN

I manifesti che tappezzano la città di Voghera “636° edizione dell’Ascensione” distraggono l’automobilista dal cercar parcheggio che continua imperterrito a circumnavigare la fiera. Il nervosismo aumenta, vorrebbe tornare indietro, ma i fasci luminosi delle giostre lo ipnotizzano, la musica e il chiacchiericcio che percepisce in lontananza stranamente lo rilassano e l’odore del cibo gli fa aizzare lo stomaco e lo convince. Finalmente l’automobilista trova parcheggio e inizia a camminare verso la Fiera, invidiando i vogheresi a piedi. Una fiumana di gente sembra volerlo “investire”, ma in realtà non si curano minimamente di lui sono galvanizzati dall’atmosfera della fiera: c’è chi fa incetta di caramelle, chi preferisce lo zucchero filato, chi è in coda per un’altra corsa sulle giostre e chi si scatta selfie #Sensia. È ora di cena e il nostro automobilista è combattuto non sa che cosa mangiare, ogni dieci metri una proposta gastronomica diversa: dolce, salato, freddo, caldo. Uscendo dall’ingresso della Biblioteca, ancora pensieroso, si avvicina al Chiostro di Raffaele Peirotti e finalmente si decide: “Un panino con la salamella”. Un classico che ad una fiera che si rispetti non manca mai. Si avvia verso il luna park per concludere la serata, ma si imbatte nei Krapfen di Maurizio Palella e come dir di no?

Raffaele Peirotti è il proprietario della storica giostrina in Piazza Meardi e insieme alla moglie partecipa a diverse manifestazioni con l’attività del Chiosco. L’Ascensione resta un appuntamento irrinunciabile Raffaele Peirotti, da buon vogherese è una presenza fissa della Fiera.

Da quanti anni è presente con il suo chiosco alla Fiera dell’Ascensione?

«Siamo qui da sempre. La mia famiglia è conosciuta per aver posseduto le giostre; successivamente, con l’arrivo della crisi, nel 2005 abbiamo ceduto l’attività, mantenendo la giostrina storica in Piazza Meardi. L’attività del chiosco è intestata a mia moglie, anche se lo gestiamo in società».

Qual è il suo prodotto di punta?

«Il prodotto tipico è il panino, declinato in varie versioni: salamella, cotoletta, hot dog, porchetta».

La gente fa la fila per un suo panino, perché sceglie lei? Qual è il segreto del suo successo?

«La gente viene da me non tanto per un prodotto migliore degli altri, ma per amicizia e conoscenza, essendo tanti i clienti vogheresi».

Come ha visto cambiata la fiera di Voghera, nel corso degli anni in cui lei è stato presente?

«Giro varie fiere, arrivando fino al Lago Maggiore, anche se la Fiera di Voghera rimane a mio parere quella storica e meglio organizzata. L’aspetto che migliorerei è relativo alla qualità della merce, perchè negli ultimi anni ci sono troppi banchi di cinesi, che a mio parere non propongono un prodotto di qualità».

Maurizio Palella è l’artista del krapfen fedele alla ricetta segreta del nonno. L’azienda di famiglia esiste da più di cent’anni, una storia che ha avuto inizio in Sicilia che si è poi trasferita a Genova ed è approdata infine a Voghera. Il motto della azienda è “Chi assaggia ritorna” e davanti al food truck c’è sempre la fila. A Voghera li conoscono bene i krapfen di Maurizio e della sua famiglia infatti partecipano all’Ascensione da più di 60 anni.

Palella, lei non è vogherese. Da dove viene?

«Sono di Genova, anche se le origini dell’azienda sono siciliane. L’attività è iniziata con mio nonno, con la produzione di dolci tipici siciliani; trasferiti a Genova, ci siamo specializzati nei krapfen».

Da quanti anni viene a Voghera?

«Siamo a Voghera da più di 60 anni e solo nel periodo dell’Ascensione, poi tocchiamo tante regioni italiane, arrivando fino all’Umbria. Prima di Voghera abbiamo iniziato con le fiere liguri: Genova, La Spezia e Chiavari».

Il vostro prodotto di punta è il Krapfen, avete una ricetta particolare per la realizzazione di questo prodotto?

«La ricetta originale è stata tramandata nel tempo, cosa al giorno d’oggi un po’ difficile da trovare per via della produzione industriale. Posso dirle che rispettiamo in maniera rigorosa tutto quello che ci ha insegnato il nonno, puntando sulla qualità del prodotto: ingredienti genuini, lavorazione attenta delle materie prime, alta digeribilità. La ricetta crea dipendenza, per questo il motto della nostra azienda è “Chi assaggia ritorna”, frase che è stata poi adottata anche per la nostra mail».

Perchè vi siete specializzati proprio nella produzione di krapfen?

«Ci siamo specializzati nei krapfen per via della tradizione di famiglia, partita dal nonno, che aveva iniziato l’attività come garzone a Messina. Via via, abbiamo ristretto il campo, perchè la nostra attività è molto impegnativa in termini di tempo ed energie».

La gente fa la fila, perché sceglie voi? Qual è il segreto di questo successo?

«I clienti scelgono noi per tradizione, qualità, digeribilità e bontà dei nostri prodotti. Nondimeno, per cortesia e gentilezza».

Come ha visto cambiata la fiera di Voghera, nel corso degli anni in cui lei è stato presente?

«Giriamo tante manifestazioni, ma L’Ascensione rimane una delle più belle. Il Comune, a mio avviso, ha sempre organizzato molto bene l’evento, senza trascurare l’aspetto economico».

di Federica Croce

  1. Primo piano
  2. Popolari