Lunedì, 22 Ottobre 2018

«LA SENSIA DEVE BATTERE NEL CUORE DEI VOGHERESI E DELL’OLTREPÒ»

Renato Ciamballi è un ex paracadutista è attualmente il vicepresidente dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, sezione di Voghera, un grande tifoso di calcio, da bambino era vivace, da ragazzo era molto vivace, ora da adulto è rimasto... vivace vogherese Doc, da sette generazioni, uomo diretto, sanguigno e simpatico, da sempre presente alla Sensia, che ha vissuto da bambino, ragazzo e da uomo, chi meglio di lui per raccontarci e rivivere quella che era e quella che è l principale manifestazione del capoluogo oltrepadano.

La sua prima Sensia?

«Ero molto piccolo pertanto i ricordi sono sbiaditi come in un sogno, ma la Sensia, soprattutto per i bambini, ha sempre rappresentato giornate di festa, per le giostre, per i personaggi che sono spariti nel tempo».

Quali personaggi si ricorda?

«Personaggi particolari che ci facevano restare a bocca aperta, ci si recava in Piazza Castello o in Piazza San Bovo per assistere allo spettacolo del mangiafuoco, dello spacca catene “sgianga caten” o per vedere la donna a due teste. Ai tempi si aspettava la Sensia anche per vedere cose impensabili».

Per lei, che di edizioni ne ha viste tante, che cos’è la Sensia e cosa rappresenta?

«La Sensia ha 600 e passa anni, è una cosa importante e dovrebbe avere sempre più risalto. Dovrebbe essere per il territorio un qualcosa che “vale” e non solamente una manifestazione circoscritta a un determinato periodo, intendo dire che l’atmosfera della festa dovrebbe essere sempre sentita dai cittadini. La Sensia deve suscitare in tutti i vogheresi senso di appartenenza e deve essere anche un mezzo per mantenere vive le nostre tradizioni, deve battere nel cuore di Voghera e dell’Oltrepò».

A proposito della discussione, che ogni anno si ripete, sui fuochi d’artificio? Lei è favorevole o contrario?

«Potremmo parlarne all’infinito, bisogna capire perché non si vogliono i fuochi d’artificio. Credo che si tenda sempre ad esagerare sia da una parte che dall’altra, se non si vogliono fare i fuochi perché spaventano gli animali posso essere d’accordo, ma non credo che un cane non si spaventi all’arrivo improvviso di un temporale! Sarei infatti contrariato se decidessero di non farli, per me i fuochi d’artificio ci devono essere, sono la tradizione, tanti li aspettano».

Soprattutto da ragazzi, alla Sensia, capitava di avere discussioni che si risolvevano, qualche volta, in una scazzottata, che ricordi ha ?

«Sì, mi ricordo molto bene (e sorride). Allora c’erano diverse compagnie, io facevo parte del gruppo di San Vittore, il “villaggio”, un quartiere molto popoloso, capitava di essere in lite con i ragazzi di altre zone di Voghera, ad esempio Pombio o Rondò Carducci. È capitato di scontrarsi, ma mai nulla di così drammatico, se ti andava male andavi a casa con un occhio gonfio e tutto finiva lì. Situazioni che ti formano, ti fanno crescere, ti portano anche a stringere amicizie e impari a portare e avere rispetto».

La Sensia una volta era la festa di Voghera con tanti espositori oltrepadani. Negli anni come l’ha vista cambiare?

«L’ho vista cambiare, si lo vista cambiare e molto! Noi come associazione paracadutisti l’abbiamo frequentata per una quindicina d’anni come espositori, vendendo i nostri gadget per tirare su qualche soldo per la sezione, ormai il 90% della merce esposta riguarda il mondo del cibo, purtroppo molto spesso cibo che con Voghera e l’Oltrepò nulla a che vedere,  ed è cambiata perché si sono perse le tradizioni, come l’artigianato vogherese. Però tutti mangiano, del resto mangiare e bere ha sempre funzionato e va bene così».

Un banchetto che l’ha colpita particolarmente?

«Ricordo che rimanevo affascinato dai venditori che ti mostravano oggetti strani che sembravano poter fare qualsiasi cosa, ma una volta arrivato a casa immancabilmente non si riusciva a farli funzionare e si rompevano».

Oggi ci sono due diverse correnti di pensiero: alcuni dicono che la Sensia deve essere come una grande sagra da paese, altri invece vogliono fare della Sensia una grande vetrina per attirare turisti in Oltrepò pavese. Lei cosa ne pensa?

«Dovrebbe diventare una vetrina per il turismo, certo bisogna darsi da fare e non dormire sugli allori. Dovrebbe ogni anno migliorarsi, senza perdere la propria identità, ma Voghera ormai è una città dormiente. Quando ero ragazzo c’erano cinque o sei cinema, due sale da ballo, oggi tutto questo non c’è più. Voghera dovrebbe essere rilanciata e questo deve pensarci chi amministra. Dico a denti stretti, perché lontano dal mio pensiero politico, l’ultimo sindaco che ha veramente voluto bene a questa città è stato Italo Betto. Cosa che non è mai più successa con i suoi successori!».

La regia e la supervisione della Sensia coinvolgono direttamente l’amministrazione comunale. Un commento a favore e uno contrario alle ultime amministrazioni rispetto all’organizzazione della Sensia.

«Non saprei, non voglio parlare di politica, comunque c’è sempre qualcuno che parla, e molto di quello che fa, lo fa solamente per mettersi in mostra e non per il bene della Sensia e della città. Spero di sbagliarmi, ma non vedo un futuro roseo per la Sensia ed anche per Voghera».

Le ultime edizione, oggetto di numerose critiche, sono lo specchio della città?

«In un certo senso sì, non c’è più il numero di espositori che c’erano una volta proprio per la morte di artigianato e tanto altro».

Lei terminato il turno di lavoro e gli impegni famigliari è spesso al Bikers Bar, dell’amico Ciacio, un locale molto frequentato dai vogheresi. Quali sono i commenti dei vogheresi che frequentano il Bikers Bar sulla Sensia?

«Il bar è frequentato per la maggior parte da persone della mia età, ed in stragrande maggioranza sono vogheresi, gente che ha visto più edizioni, e ho notato che l’entusiasmo è andato scemando e la Sensia non è più una festa così sentita… ormai di commenti non ne sento più, come se la snobbassero o non gli importasse più nulla della fiera».

Ha detto che nota una sorta d’indifferenza, però molti sostengono che è meglio essere criticati piuttosto che non suscitare nessuna reazione ed essere indifferenti...

«Credo che l’indifferenza sia dovuta al fatto che nessuno vede o non abbia più speranza in un futuro. Raggiunta una certa età si parla di rassegnazione e chi non ha ancora raggiunto una certa età, come per la politica, se ne frega. Questo è sbagliato perché bisognerebbe essere attaccati alla propria città e alle proprie tradizioni».

Noi siamo una zona di vini, salumi e formaggi. Lei da oltrepadano e conoscitore del vino e del salme buono, riesce ancora a trovare questi prodotti alla Sensia?

«Non alla Sensia, perché ospita una miriade di persone e non è possibile mangiare un salame buono come lo mangiavo io una volta. Ora questi prodotti li trovi in determinati negozi e sono considerati prodotti di nicchia e non li trovi come una volta in ogni angolo e la Sensia è forse l’ultimo posto dove trovarli, purtroppo».

Se lei potesse decidere liberamente, come strutturerebbe la prossima Sensia e su cosa punterebbe?

«Punterei sulle nostre origini quindi sui prodotti della zona, esclusivamente prodotti della zona e su qualcuno che ancora fa del buon artigianato. Grazie ai mezzi di comunicazione di oggi cercherei di attirare più gente possibile, ma per fortuna non mi occupo dell’organizzazione».

Come Associazione Nazionale Paracadutisti sezione di Voghera sarete presenti quest’anno alla Sensia?

«No, perché i terreni dell’Agraria non ci sono stati concessi per i lanci e l’affitto del banchetto è per noi troppo alto. I soldi che ricavavamo dalla vendita dei gadget era per sostenere la nostra sezione che vanta 110 iscritti. Dico questo con amarezza nel cuore perché per noi era una bella vetrina, ma se non riusciamo a portare qualche soldo in sezione è inutile rimetterci».

Secondo lei per le Associazioni meritevoli del territorio, come la vostra, lo spazio alla Sensia dovrebbe essere a pagamento o gratuito?

«Per niente non fa niente nessuno, però per determinate associazioni senza fine di lucro potrebbero e dovrebbero  esserci delle agevolazioni».

di Antonio La Trippa

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