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BRONI - «SIAMO UNO DEI CIRCOLI CON PIÙ ISCRITTI... STRUTTURA MAGNIFICA E ATTREZZATURE DI LIVELLO»

Il Circolo Fotografico Oltrepò, più comunemente noto come CFO, nasce nel lontano 1981 grazie a Girolamo Baldi e Raffaello Colombi, due appassionati di fotografia, con l’intento di divulgare la passione per questa forma d’arte. Gli associati si ritrovano ogni giovedì sera presso il polo culturale di viale Matteotti a Broni, per condividere e confrontare le reciproche conoscenze fotografiche, per sperimentare nuove tecniche e discutere le nuove idee.

«Io ci sono da circa 13 anni» spiega Luca Tres, vicepresidente, che ci apre le porte del circolo e ci racconta tutti i segreti.

Inizialmente al momento della sua fondazione quali erano le finalità del circolo?

«All’inizio era quello di condividere una passione fotografica. Negli anni il Circolo ha fatto poi diversi concorsi di fotografia anche a livello nazionale. Momentaneamente il discorso dei concorsi è stato un po’ accantonato, perché porta via molto tempo… è abbastanza complesso allestire un concorso fotografico».

Attualmente cosa fate in più e di diverso?

«Il circolo si occupa di educare allo sguardo. Quindi, la parte principale è sempre la condivisione delle foto e della passione fotografica, ma in più vengono dati anche gli strumenti come il corso di fotografia e soprattutto un laboratorio fotografico permanente per tutte le persone che finiscono il corso, un post corso insomma. Un open-lab che segue i ragazzi e le persone all’educazione dello sguardo».

Il laboratorio fotografico in che modo viene utilizzato?

«Sostanzialmente un 50% è teoria fotografica, con la ricerca sui fotografi affermati e i loro lavori, e un altro 50% è la sperimentazione fotografica soprattutto in sala pose e in esterni. Vengono fatte giornate e serate dedicate con scatti fotografici e conseguente sviluppo delle foto e stampa in loco. Stiamo parlando naturalmente di digitale. E infine l’utilizzo della nostra sala pose, che è attrezzata con macchinari professionali e viene usata principalmente per questo laboratorio».

Durante i corsi base cosa insegnate?

«I corsi sono base e vengono sviluppati in otto lezioni più due workshop fotografici: uno sempre in sala pose con una modella, quindi ritratto fotografico, l’altro in esterna. Di solito si segue un percorso di street photography… ossia la fotografia di strada, tutto ciò che è generato da foto di strada. Tendenzialmente facciamo questo workshop di strada a Milano, magari ai Navigli. Si fotografa tutto ciò che ci circonda: dall’architettura, alle persone, a situazioni un po’ particolari che possono accadere in strada durante il workshop».

Quanti iscritti contate ai corsi? Sono tutti dell’Oltrepò?

«Mediamente ci sono dodici alunni. Non è male come numero e diamo anche un accesso privilegiato ai minorenni… se vengono a fare il corso gli facciamo pagare una quota ridotta. Qualche tesserato fuori provincia  c’è… ma diciamo che il nostro territorio va da Voghera a Castel San Giovanni».

Nel corso degli anni il circolo ha avuto un calo o un aumento di interesse e quindi di iscritti?

«Devo dire che al nostro circolo la media degli iscritti è sempre stata costante se non addirittura in aumento. Adesso tra soci permanenti e nuovi iscritti dati dai corsi siamo nell’ordine di una settantina di persone. Siamo uno dei circoli con più iscritti, forse anche perché abbiamo una struttura che ci ospita che è davvero magnifica e le attrezzature sono di livello. Forse anche per la passione delle persone che fanno parte del Circolo!».

Una grande cosa avere una bella struttura a disposizione.

«Noi abbiamo la possibilità di usare i nostri locali sette giorni su sette, 24 ore su 24. Altri circoli fotografici hanno il canonico giorno di assegnazione della sala e più di tanto quindi non possono offrire come servizio. Può sembrare una banalità, ma il fatto che il nostro circolo sia sempre aperto è assolutamente un punto a favore. Noi nel mese di marzo avremo il giovedì sera che è la serata dedicata agli iscritti del circolo, il mercoledì è dedicata ai corsi e il lunedì è dedicata al laboratorio di fotografia permanente. Tre giorni su cinque siamo operativi. Alla domenica, poi, si formano spesso i gruppi di fotografia che vanno fuori a sperimentare quello che hanno appreso durante le lezioni della settimana».

Se il Circolo dovesse organizzare una mostra fotografica che più rappresenti il territorio Oltrepò, su cosa la fareste?

«Il paesaggio oltrepadano offre davvero moltissimi spunti. Banalmente potremmo dire il discorso delle cantine e tutta la filiera produttiva del vino. Potremmo poi pensare al settore gastronomico, sulle capacità che ha l’Oltrepò di fornire piatti interessanti. Io personalmente, avendo viaggiato parecchio in Italia, trovo molte similitudini tra l’Oltrepò e le Marche per esempio…quindi fotografare il territorio nelle vallate interne, nelle zone agricole e affascinanti. E poi ancora penso a quanti castelli ci sono nel nostro territorio! Infine un ultimo spunto potrebbe arrivare dal “riprendere” come l’uomo ha modificato il territorio in prossimità del grande fiume, opere costruttive e opere agricole…».

Le uscite che organizzate per strada, le “street photography”, perché non organizzarle qui?

«Qualcosa in realtà facciamo, ma sono organizzate in tempi più brevi perché ovviamente sono posti raggiungibili più in fretta, quindi dalla sera al giorno dopo… Una cosa che manca per il nostro territorio è che non abbiamo mai fatto vera e propria ricerca: si potrebbe partire da un discorso così di ricerca del territorio e poi partire per qualche “gita”».

di Elisa Ajelli