Stampa questa pagina

RIVANAZZANO TERME - «SPERO DI AVER LASCIATO UN BEL RICORDO »

Dopo tanti anni  Carla Balestrero,  vogherese, «nata il 5 marzo come Lucio Battisti» -  ci tiene a sottolineare -  ha ceduto la propria attività di tabaccheria e ricevitoria in piazza Cornaggia a Rivanazzano. Per tutti era ed è “La Carla, la tabachera ad la Riva”. Sempre un sorriso, sempre una gentilezza, sempre moderata e mai spropositata, riusciva a capire se doveva e poteva conversare oppure tacere. Probabilmente la Signora Carla è così di suo, ma se ci fosse un modo per imparare l’arte del commercio, lei sarebbe l’insegnante perfetta. Carla Balestrero in realtà dietro ad un bancone ci è andata fin dall’età di 13 anni quando da ragazzina aiutava i genitori che gestivano il Bar Roma di fronte alla stazione ferroviaria di Voghera. L’abbiamo incontrata al ritorno da una meritata vacanza al caldo.

Carla come è iniziata l’avventura rivanazzanese?                                                                                    

«Sono arrivata a Rivanazzano nel settembre del 2003. Mio marito era andato da poco in pensione cedendo la sua attività di commercio di materiale elettrico (io avevo sempre lavorato con lui seguendo la parte amministrativo-contabile). Avendo sempre lavorato insieme avevamo deciso, visto che io per motivi anagrafici non godevo di pensione, di acquistare la tabaccheria in piazza a Rivanazzano Terme. L’idea mi era piaciuta da subito: Rivanazzano era ed è un bellissimo paese, con bella gente, vivo e festaiolo soprattutto nella bella stagione. Ho iniziato così la mia nuova avventura, stavolta come imprenditrice».

Una decisione molto importante, si cambiava vita...

«Non le sto a dire, senza fare  un discorso sulla condizione femminile, la mia grande soddisfazione, unita ad un po’ di paura, dovevo per forza farcela: il lavoro mi piaceva molto come pure il contatto con i clienti che sarebbero diventati negli anni anche amici ed amiche e poi avevo il sostegno morale e materiale di mio marito anche lui contentissimo della nostra nuova vita».

Dalle sue parole si percepisce una sensazione positiva verso Rivanazzano

«Assolutamente sì, è un paese vivo. Feste di primavera, fiere di San Martino, mercatini di Natale, nella bella stagione i mercatini vintage del martedì sera, le feste estive al parco Brugnatelli con attrazioni di musica e folclore... tutte iniziative che portano vivacità a Rivanazzano e spunti per le mie vetrine sempre “sorridenti”, nonchè lavoro per tutti i negozi.  Devo dire ho scelto il paese giusto e sono stata fortunata in questo».

La sua ricevitoria è balzata anche alla cronaca per una grossa vincita al Superenalotto.

«Sì ed arriviamo all’indimenticabile 2006. Lo posso definire l’anno più soddisfacente e nello stesso tempo il più brutto della mia vita. Il 9 marzo nella mia ricevitoria veniva fatto un mitico 5+1 al Superenalotto da 763mila euro. Non ho mai saputo chi fosse il fortunato vincitore che con una schedina da un euro aveva fatto quel colpaccio. Essendo da poco nel settore forse non avevo capito al momento l’importanza di quella vincita che è stata un volano per l’attività dei giochi».

Perchè è stato anche l’anno più brutto?

«Perchè in quell’anno mio marito aveva cominciato a non stare bene ed il 26 Agosto se ne era andato per sempre lasciando me e mia figlia in un dolore immenso.  Un neo s’era insinuato nella nostra vita e l’aveva distrutta in  un anno. Per reazione mi sono gettata nel lavoro: il giorno dopo il funerale senza nemmeno sapere dov’ero in quei giorni ma a denti stretti e con l’aiuto di mia figlia ho reagito e mi sono fatta violenza ma ho continuato ad andare in tabaccheria. Non avrei potuto deludere ne i miei clienti che mi sono stati vicini ne mio marito che aveva voluto per me questa opportunità».

Tutti ricordano la figura di suo marito e l’impegno che lei ha poi profuso per mandare avanti l’attività, poi sono arrivati momenti più belli però …

«La mia vita era cambiata ma nel 2008 mi offriva una bellissima novità: il 20 marzo diventavo nonna di un bellissimo maschietto, Giovanni, una grandissima gioia ed un grande rimpianto di non poter condividerlo con mio marito, un uomo buono generoso di grande personalità e signorilità. Gli anni poi si sono susseguiti velocemente il lavoro, la gente, le varie attività mi hanno tenuto viva e dato tante soddisfazioni».

Qual è il momento che ricorda con maggior entusiasmo?

«L’anno della Juventus a Salice, Pessotto veniva a comprare  giochi per i suoi bambini, Chiellini voleva un bagno schiuma alla pera e  il dottore della squadra mandava a giocare al lotto. Tifosi che arrivavano a frotte per le partite di allenamento, quante macchine fotografiche usa e getta ho  venduto!! Non dimentichiamo neanche i mitici tornei di calcetto che si svolgevano a fine estate. Marco Poggi oggi sindaco, il primo anno per convincermi a fare la squadra si era occupato lui della parte tecnico sportiva e mi aveva dato l’opportunità di avere una squadra di ragazzi bravissimi come Edo, Cesare, Filippo, Alberto, e tanti altri, campioni di fair play (hanno vinto anche una coppa per questo e tanta altre)».

Mi pare si possa dire che c’era un rapporto idilliaco con la comunità  ed il paese.

«E come dimenticare i buoni rapporti instaurati nel corso del tempo con i colleghi commercianti: il mitico Gian dell’edicola, rivale nei tornei di calcetto ma amico sempre, Betty ora assessore al commercio sempre pronta ad ascoltarmi a a condividere idee e progetti. Paolo Salvadeo sempre sorridente anche se da lui andavo in orari impossibili, Michela, Maurizio, Marina, Diletta, Davide, Barbara e tutti gli altri(se no potrei scrivere un libro). E mi consenta di ricordare anche le mie ragazze che avuto in questi anni: la grande Pier che mi e stata vicino nel momento più nero, amante delle previsioni e dei calcoli per il gioco del lotto, Terry, ormai mamma di due gemelle, Eleonora sempre sorridente e maga delle mie vetrine, Luana che ha imparato cosi bene da fare ora la tabaccaia a Voghera, Milena che ora è rimasta in tabaccheria a dimostrazione di quanto ha appreso».

Lei aveva anche incarichi di categoria

«Sì, prestavo  il mio impegno nella attività sindacale in seno alla Federazione italiana tabaccai dove ho ricoperto fino al mese di dicembre la carica di consigliere e precedentemente anche rappresentate provinciale dei totoricevitori dove ho lasciato tanti amici e tanti ricordi di bei viaggi e manifestazioni».

Perchè la decisione di cedere e porre fine a questa attività che le dava tante soddisfazioni?

«Se non fosse capitata l’occasione avrei continuato ancora a lavorare ma a casa mi hanno fatto riflettere che purtroppo gli anni passano e neanche io con gli anni non diventerò più giovane e così ho preso anche un po’ a malincuore, la decisione di lasciare la mia bellissima tabaccheria, tutti i miei carissimi clienti, tutti i miei carissimi ricordi. Spero solo di aver lasciato un bel ricordo a Rivanazzano Terme dove io ho lasciato il mio cuore».

Progetti per il futuro?

«Certamente farò la nonna e qualche viaggetto, il primo già fatto.

Ringraziamo Carla Balestrero che con il suo racconto ci ha reso un quadro di vita rivanazzanese che neanche un narratore storico sarebbe riuscito a fare meglio, e non so se a Rivanazzano esista l’istituto della cittadinanza onoraria ma io, se fossi un amministratore, un pensierino ce lo farei».

                      di Giacomo Lorenzo Botteri