Domenica, 22 Aprile 2018

MONTECALVO VERSIGGIA - MUSEO DEL CAVATAPPI: «UN’IDEA DAVVERO VINCENTE NATA DA GIANFRANCO VITALI»

Il piccolo comune di Montecalvo Versiggia vanta l’unico museo pubblico, in Italia, dedicato al cavatappi, nato negli anni sessanta grazie all’intuizione del presidente  della Fondazione Comunitaria di Pavia, Giancarlo Vitali. Il primo cittadino Marco Torti ha appena compiuto la ristrutturazione del Museo e ci parla di un possibile ampliamento più orientato alla divulgazione del vino e dell’uva nella zona.

Sindaco lei è alla sua prima esperienza come primo cittadino, come la valuta?

«Direi abbastanza bene. è un paese non facilissimo da gestire, diciamo che ci sono tutti i problemi dei piccoli Comuni: scarsità di risorse, superficie molto ampia da gestire, solite cose che penso abbiano anche i miei colleghi della zona».

Voi siete in Unione con altri Comuni?

«Sì, con Golferenzo e Volpara e questo ci aiuta, perché abbiamo certe funzioni che sono fatte insieme».

Che cosa in particolare?

«C’è la gestione del segretario, dell’ufficio tecnico, la parte contabile e i vantaggi ci sono».

In generale Montecalvo è un paese tranquillo?

«Sì, abbastanza. è un paese con una popolazione abbastanza anziana e non abbiamo quasi più giovani. Abbiamo poi un certo numero di persone che arrivano da altri stati, ma si sono integrate bene e lavorano quasi tutti nei campi e nel settore comunque agricolo. Non danno assolutamente problemi».

Nel suo paese è molto famoso il Museo del Cavatappi.

«Certo, abbiamo tra l’altro appena compiuto una ristrutturazione del Museo, perché erano uscite delle crepe, in parte dovute alla siccità e in parte allo smottamento, essendo il nostro un comune collinare dove può capitare che ogni tanto ceda un pezzo di terreno. Abbiamo, quindi, provveduto a fare i lavori: li abbiamo proprio appena conclusi e siamo pronti a riaprire il Museo rimesso a nuovo!».

Il Museo è stato chiuso per molto tempo?

«No, perché comunque noi nel periodo invernale lo teniamo chiuso e apriamo da giugno a settembre. Abbiamo quindi approfittato della chiusura invernale per fare i lavori».

Quanti visitatori conta il museo?

«Molti sono concentrati nel fine settimana, quindi sabato e domenica. Durante la settimana il Museo rimane chiuso e viene aperto solo su richiesta. Capita, infatti, che ci siano richieste di visite di comitive o di aziende vinicole locali che magari vuol far visitare il Museo ai propri clienti. Arrivano comunque visitatori anche da fuori, anche perché il Museo è collocato nella parte alta, vicina alla Chiesa parrocchiale e al Castello ed è una bella zona panoramica, che si presta anche a passeggiate. Quindi chi arriva può visitare il Museo del Cavatappi, farsi una camminata in mezzo agli alberi. Preso faremo anche dei sentieri da percorrere a piedi: è un’iniziativa che stiamo portando avanti quest’anno e che verrà pronta giusto giusto per l’estate».

I pezzi contenuti nel Museo sono davvero molti.

«Sono circa 200 di varie epoche e di varie nazionalità. Abbiamo, infatti, anche cavatappi stranieri».

L’idea di questo Museo risale agli anni Sessanta con Giancarlo Vitali, ora Presidente della Fondazione Comunitaria di Pavia.

«L’idea è nata da Vitali, da una sua intuizione…voleva abbinare il fatto che la nostra sia una zona vinicola con il cavatappi, attrezzo per eccellenza per aprire il vino. Un’idea davvero vincente nel senso che ha portato turismo in zona e il nostro oltretutto è l’unico museo pubblico esistente in Italia di questo genere. Ne esistono altri ma sono privati».

è stato importante avere il Presidente Vitali come cittadino?

«Sicuramente, anche perché la Fondazione Comunitaria ci dà una grandissima mano a organizzare il concerto che facciamo tutti gli anni: senza l’aiuto della Fondazione non riusciremmo, e non saremmo arrivati a organizzare trent’anni di concerti sinfonici che facciamo sulla piazza della Chiesa. Questo concerto, che tradizionalmente si fa l’ultima settimana di agosto, porta circa 600/700 persone. Finora ha avuto davvero un grande successo».

Prima parlava dei sentieri ‘naturalistici’ che intendete fare. Avete in progetto anche altri lavori?

«Dal punto di vista tecnico, oltre alla ristrutturazione del Museo, abbiamo sistemato un pezzo di cimitero, che aveva bisogno di un po’ di manutenzione, poi abbiamo provveduto ad asfaltare delle strade, abbiamo appena concluso la riqualificazione dei lampioni e siamo passati a quelli a Led e a breve appalteremo un progetto di riqualificazione energetica del Municipio. Stiamo infine ristrutturando il primo piano del palazzo municipale per fare un centro, sempre legato al Museo del Cavatappi, ma orientato di più alla divulgazione del vino e dell’uva della nostra zona, che è il Pinot nero. Nonostante quindi le finanze scarse, siamo riusciti a fare qualcosa per il nostro paese».

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